LA FERRATA DEL MONTE FORATO
di Aldo Innocenti

Il Monte Forato (m.1223 e m.1209 le sue due cime) è una delle vette più famose e più frequentate della catena apuana ed è già stata mèta di un altro itinerario che descriveva come si possa vedere il sole passare all'alba dentro il suo arco: questo itinerario ci spiega, invece, il modo di arrivare a salire tramite la ferrata che arriva sulla punta più alta del monte partendo da Foce di Petrosciana (quota 961): la ferrata intitolata a Renato Salvatori.
L'escursione ha inizio dall'Albergo Alta Matanna (m.1037): per giungervi è necessario percorrere la strada Lodovica, cioè quella strada che si incontra attraversando il Serchio a Ponte a Moriano tramite il ponte "Carlo Alberto dalla Chiesa": dopo il ponte ci dirigiamo a destra verso la Garfagnana, seguendo sempre il fianco orografico destro del fiume della Lucchesia. Dopo aver superato Borgo a Mozzano (con la visione del "Ponte della Maddalena o del diavolo") di alcuni km. si notano sulla sinistra le indicazioni per Fabbriche di Vallico e la valle della Turrite Cava. Entrati nella valle troviamo subito una piccola diga che sbarra il corso della Turrite creando un bello e caratteristico lago dalla forma di fiordo; la strada attraversa poi tre gallerie molto strette e buie di cui una in curva molto pericolosa per cui è necessario prestare molta attenzione. Passate le gallerie la strada prosegue sempre lungo il fianco orografico sinistro del torrente costeggiando alcune cartiere fino a pervenire, dopo 7 km all'unico paese situato nel fondovalle, Fabbriche di Vallico (m.349 slm): il paese deve il nome alla lavorazione del ferro impiantata nel 1300 da fabbri provenenti dal bergamasco e dal bresciano, lavorazione che ha dato origine a una fiorente produzione di chiodi e attrezzi vari capace di creare benessere a diverse famiglie come quella dei Marchesi Ponticelli e quella dei Conti Carli i cui bei rispettivi palazzi ancora oggi fronteggiano il caratteristico ponte che attraversa la Turrite mettendo in comunicazione Fabbriche con la sua frazione di Calandi. Lasciata Fabbriche procediamo lungo la strada in direzione di Palagnana, superiamo Gragliana, sede di un antico ospedale distrutto da una piena del fiume, e quando arriviamo poco prima di Palagnana, notiamo sulla sinistra un piccolo ponte che scavalca la Turrite di Palagnana: lo attraversiamo seguendo le indicazioni per l'Alto Matanna fino ad arrivare a Foce di Bucine (m.839) dove il campanile della chiesa sbuca proprio sopra il valico. Qui svoltiamo a destra e dopo essere passati per Pian d'Orsina (m.979) finalmente arriviamo all'Alto Matanna, (m.1.034), dove l'ex albergo è stato trasformato in colonia estiva per ragazzi ma dove si trovano anche un bar ed un ristorante accessibili a tutti; nel ristorante si cucinano cibi genuini e vi assicuro che fare qui il pranzo del 1° maggio è veramente un'esperienza unica e meravigliosa (si sa quando si inizia ma non si sa quando si finisce!); comunque se qualcuno decidesse di fermarsi a mangiare può prendere nota del numero di telefono del ristorante:
"Ristorante Alto Matanna" 0584 / 776005.
La zona dell'Alto Matanna è veramente splendida: ampi prati, boschi, rocce, un caratteristico laghetto (il Bozzone), animali (mucche e cavalli) allo stato brado, sembra di essere sulle Alpi e ben lo sanno le centinaia di persone che nelle domeniche primaverili ed estive affollano questi posti. Parcheggiata la macchina nell'ampio piazzale prendiamo il sentiero CAI n.5 che in poco tempo ci conduce al Callare del Matanna, quota 1.139, situato fra il Matanna, m.1.317, e il Nona, m.1.297, in stupenda posizione panoramica: il mare ci appare in lontananza e sulla destra scorgiamo, il Procinto (m.1.177), un meraviglioso torrione cilindrico che si innalza un po' discosto dal crinale principale e separato da questo da un intaglio: l'intaglio del Procinto. Dopo avere ammirato il panorama torniamo un po' indietro sui nostri passi perché prima del Callare, sulla destra, inizia il sentiero CAI n.109 che traversa il versante orientale del Monte Nona, entra nel bosco e ne esce con una ripida discesa (al ritorno sarà una dura salita!!!) per giungere a Foce delle Porchette, quota 982, valico situato tra le rocce del Monte Croce e la parete del Nona: è trascorsa circa 1 h. da quando abbiamo lasciato l'Alto Matanna. Dopo aver ammirato la bella marginetta che fa mostra di se presso il valico, proseguiamo sempre lungo il sentiero 109 che si inoltra nel versante di Cardoso tramite uno stretto passaggio fra rocce per andare poi a congiungersi con il sentiero CAI n. 6 proveniente da Stazzema: seguiamo ora il sentiero 6 che risale con qualche tornante e alcuni gradini, passiamo di fianco a una bella marginetta e, quindi, perveniamo a Foce di Petrosciana (m.961), importante valico di comunicazione tra il comune di Stazzema e la valle di Fornovolasco (è passato circa ½ h. da quando siamo partiti da Foce delle Porchette e 1,5 h. da quando abbiamo lasciato l'Alto Matanna); da qui sarebbe dovuta passare la carrozzabile Stazzema - Fornovolasco della quale è stato costruito un solo tratto oltre Stazzema tratto che viene usato da chi si dirige, provenendo dal versante mare, verso il Procinto o il Forato passando dal rifugio "Forte dei Marmi" all'Alpe della Grotta. Foce di Petrosciana è stato nel passato il più importante valico tra l'Alta Versilia e la Garfagnana e da qui inizia la ferrata costruita dalle sezioni versiliesi del CAI e intitolata all'ingegner Renato Salvatori, già vice-presidente della sezione di Forte dei Marmi: la via ha uno sviluppo di 1250 m. si cui 330 m. attrezzati con cavo metallico ancorato alla roccia su paletti di ferro; anche questa, come tutte le vie ferrate, va affrontata con la solita attrezzatura (imbracatura, cordino, moschettoni, dissipatore e casco). La ferrata percorre la cresta sud-est della cima meridionale del Monte Forato seguendone il filo: nel punto più difficile è stata ancorata una scala di ferro ma va fatta con attenzione perché c'è una discreta esposizione; non appena il sentiero tende a percorrere un tratto più pianeggiante termina il cavo di ferro e in pochi minuti giungiamo sulla cima più meridionale del Forato che è anche la più alta (m.1233) delle due vette che formano il monte: è trascorsa 1 h. da quando abbiamo lasciato Foce di Petrosciana e 2,5 h. da quando siamo partiti dall'Alto Matanna. Da qui possiamo ammirare il meraviglioso arco naturale che fa del Forato una montagna veramente unica: l'arco è alto 32 m. e alto 26 m. e il suo spessore minimo è di 8 m. e all'origine di questa caratteristica figura, da cui la montagna ha tratto il nome, c'è l'azione erosiva di vento e acqua che hanno inciso il calcare sfruttando le fratture della roccia. Il Forato ha sempre attratto l'uomo per la sua forma unica e anche i poeti lo hanno declamato, come nel secolo scorso Giuseppe Tigri che così lo descriveva: "D'immane ponte adamantino a foggia, ch'arte tu credi, eppur natura eresse!". Dopo aver sostato sulla vetta meridionale possiamo andare sull'altra vetta, quella settentrionale alta 1209 metri: i percorsi sono due, quello più corto passa sopra l'arco ed è possibile percorrerlo prestando un po' di attenzione alle pietre smosse e non soffrendo di vertigini, l'altro, invece, discende il versante del monte e passa di fianco all'arco per poi risalire alla cima settentrionale dove è posta una croce in ferro. E' interessante notare che sotto la cima settentrionale si trovano ancora alcune postazioni scavate dai tedeschi durante l'ultima guerra mondiale e che facevano parte della linea gotica: da qui, come dall'altra cima, si può godere di un vasto panorama che spazia dal mare, alle vette delle Apuane (particolarmente affascinante la veduta su Pania, Uomo Morto e Pania Secca), alla Garfagnana e a tutta la catena dell'Appennino tosco-emiliano. Scesi dalla cima nord facciamo una sosta sotto l'arco per ammirarlo in tutta la sua imponenza e rilevando che da qui si possono osservare benissimo i tre paesi di Cardoso, Pruno e Volegno: per fare ritorno a Foce di Petrosciana, evitando la ferrata, è stato tracciato un sentiero che le scorre parallelo sul versante garfagnino e che si inoltra nel bosco per uscire appena sotto l'inizio del tratto attrezzato e, se avrete un po' di fortuna come è capitato a noi, chissà che non possiate incontrare qualche esemplare di muflone. Da Foce di Petrosciana all'Alto Matanna bisogna rifare il percorso effettuato all'andata per cui occorrono sempre sulle 2,5 h. per un totale di tutto l'itinerario di circa 5 h.

 
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Aldo a Foce di Petrosciana

Luca a Foce di Petrosciana

Luca all'inizio della ferrata

Aldo all'inizio della ferrata

Altra immagine di Aldo sulla ferrata

Ancora Aldo sulla ferrata

L'arco del Forato

Aldo sulla vetta del Forato

Sopra l'arco del Forato

Aldo sotto l'arco del Forato

Il Gruppo delle Panie dalla Vetta del Forato
 

 


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