I GROPPI DI CAMPORAGHENA
di David Tonarelli

L’itinerario in questione parte dal Passo del Cerreto (1253 m) valico che mette in comunicazione la Lunigiana con il Reggiano: il sito è troppo conosciuto per spiegare come fare a raggiungerlo, diciamo solo che il Passo del Cerreto, posto sulla SS. 63 che unisce Reggio Emilia alla Lunigiana, venne reso importante dagli Estensi alla fine del sec. XVIII quando progettarono la via militare di Lunigiana, strada, però, che venne terminata solo agli inizi del Milleottocento e che acquistò via via sempre più importanza sostituendo quello che fino ad allora era stato il valico più frequentato, il Passo dell’Ospedalaccio. Giunti al passo del Cerreto seguendo la SS. 63 ci incamminiamo verso ovest lungo il sentiero che parte dietro il bar – ristorante: il sentiero, ben segnalato, è lo 00 di crinale. Quasi completamente pianeggiante, si inoltra in un bosco di faggi punteggiato da piante di ginepro e mirtillo: tralasciando a sinistra il Monte Ospedalaccio (m. 1361) in 30 minuti di cammino giungiamo al famoso Passo dell’Ospedalaccio, dove possiamo ammirare il cippo dell’impero francese. (per tutti i cenni storici rimandiamo all’itinerario le Sorgenti del Secchia). Lasciato l’antichissimo Passo dell’Ospedalaccio seguiamo ancora il sentiero 00 che prosegue di fronte al cippo napoleonico insieme al sentiero n. 671 lungo le pendici sud – orientali del Monte Alto che con i suoi 1904 metri di altitudine domina la vallata. Dopo pochi minuti di cammino, a quota 1370, i sue sentieri si dividono noi seguiamo sulla nostra sinistra lo 00 che inizia a salire molto ripidamente il versante sud - est del Monte Alto fino a raggiungere una antecima. Questo tratto è piuttosto ripido e faticoso anche se non esposto. Di qui in avanti il sentiero si snoda tutto sul crinale ed è molto bello e panoramico con sulla nostra destra l’Alpe di Succiso a farci compagnia e alla nostra sinistra le verdi vallate con la catena Apuana alle nostre spalle. Dopo alcuni passaggi su roccette un pò esposti nei quali serve attenzione si arriva tra vari sali e scendi  alla cima del Monte Alto (m. 1904). (2 ore circa dal passo dell’Ospedalaccio). La vista che si ha dalla vetta è molto bella e panoramica e ripaga della dura salita. da qui possiamo renderci conto di come mai questa parte di crinale prende il nome di Groppi. Il crinale si presenta infatti con dei continui saliscendi rocciosi che lo rendono molto vario ed affascinante. Dalla cima del Monte Alto continuiamo seguendo lo 00 sul crinale verso la vicina Punta Buffanaro che vediamo chiaramente davanti a noi. Si risalgono i gradoni morenici del circo glaciale dei Groppi di Camporaghena e dopo aver oltrepassato un breve tratto di sentiero attrezzato con delle corde metalliche e da effettuare con la dovuta cautela, raggiungiamo in 50 min. circa, caratterizzati dai sali e scendi tipici dei Groppi, la cima della Punta Buffanaro (m. 1878) dalla quale possiamo ammirare davanti a noi il Lagastrello oltre a tutte le altre cime che ci circondano. Dalla cima della Punta Buffanaro torniamo indietro lungo l’itinerario di salita fino ad arrivare poco prima della cima del Monte Alto ad un bivio. Qui invece di tornare sulla cima del Monte Alto prendiamo il sentiero n. 673 che, scendendo verso sinistra,  ci conduce in breve al Passo di Pietra Tagliata (m1750). (1h 30 circa da Punta Buffanaro). In questo tratto è stata attrezzata anche un piccolo tratta di via ferrata che segue le roccette sul crinale. Tale tratto è facilmente evitabile seguendo il sentiero stesso che rimane sulla sinistra del crinale per noi che scendiamo verso il Passo. Dal Passo in circa 20 min. scendiamo ai bei prati delle Sorgenti del Secchia lungo il sentiero 671 dove è d’obbligo una breve sosta. Dopo aver attraversato tutto il prataccio prendiamo in sentiero 671 che ci riconduce al passo dell’Ospedalaccio e da qui al passo del Cerreto. (1h30 dalle sorgenti). Totale itinerario 7 ore circa difficoltà per escursionisti esperti sia per impegno fisico che per i tratti attrezzati ed esposti. Quasi tutto il percorso si svolge sotto il sole necessario cappellino e buona scorta d’acqua.

Dal Dizionario Corografico della Toscana scritto dal cav. Repetti apprendiamo alcune notizie sull’Alpe di Camporaghena: questo dizionario è stato pubblicato nel 1855 e tratta della nostra regione e di tutti i suoi luoghi, fiumi, montagne, ecc. in rigoroso ordine alfabetico e con grande approfondimento. Il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo ancora nel Granducato di Toscana) ma affascina ancora oggi: per quanto riguarda questo brano, se lo esaminiamo con gli occhi di oggi notiamo che ci sono alcune inesattezze (come il Pisanino ritenuto il monte più alto della Toscana), ma occorre ancora ricordare che è stato scritto nel 1855!
Alpe di Camporaghena – E’ questo l’Appennino toscano il più alto di tutti se si eccettua il Monte Pisanino sull’Alpe Apuana, poiché quello si alza 6155 piedi parini sopra il mare e questo 6308 piedi. Trovasi l’Alpe di Camporaghena sulle spalle della terra di Fivizzano fra il Mont’Orsajo a maestro e l’Alpe di Mommio a scirocco. Passa sul varco più depresso di quest’Appennino la nuova strada militare rotabile che staccasi dalla regia postale Genovese al Portone di Camparola e costà saliva di nuovo attraverso la Val di Magra, passando da Fivizzano per condurre fino a Reggio nella strada postale Emilia di Lombardia.

 

 

 

 


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Il Monte Alto dal sentiero
(foto di David Tonarelli)

Lungo il crinale del Monte Alto verso la cima
(foto di David Tonarelli)

Il sentiero sale ripido il versante
sud - est del Monte Alto
(foto di David Tonarelli)

David sul Monte Alto con alle spalle
l'Alpe di Succiso
(foto di David Tonarelli)

La Punta Buffanaro dal Monte Alto
(foto di David Tonarelli)

Il tratto attrezzato dei Groppi fra
 il Monte Alto e la Punta Buffanaro
(foto di David Tonarelli)

Camminando sul crinale con l'Alpe
 di Succiso sullo sfondo
(foto di David Tonarelli)