Unione Rocciatori Scalatori e Affini

BADIA DI S. TRINITA IN ALPE
I RUDERI DELLA BADIA DI S. TRINITA IN ALPE

I ruderi della Badia di S. Trinita in Alpe , detta anche di Fonte Benedetta, si trovano alle pendici del monte Lori sul Pratomagno: fondata da due eremiti, Pietro ed Eriprando, tra il 950 ed il 961, sul tracciato di una antica via romana che collegava il Valdarno con il Casentino, vide aumentare sempre più la sua importanza tanto che nel XV secolo arrivò ad ospitare più di 50 monaci.

Oggi non restano che pochi ruderi, in mezzo alla vegetazione, ma sono molto suggestivi e meritano senza dubbio di essere visitati: la mèta di partenza per raggiungere la Badia è il piccolo paese di Pontenano, arroccato alle pendici del Pratomagno, in comune di Talla. Pontenano, antico borgo posto a 787 m. s.l.m. alle pendici sud - est del Pratomagno casentinese, è raggiungibile dal Passo della Crocina per chi viene dal Valdarno e dall’autostrada A1, oppure da Talla, patria di Guido Monaco, l'inventore delle note musicali, per chi provenga dal Casentino o da Arezzo.

Pontenano nel medio evo costituiva una rocca fortificata che controllava l'antica strada di origine romana che metteva in comunicazione il Valdarno con il Casentino attraverso il Pratomagno: la sua storia inizia con le invasioni longobarde.

I Longobardi, calando dal crinale del Pratomagno, e trovandosi le truppe di Bisanzio lungo il tratto Campovecchio - Poggio alla Baselica, si accamparono a Pontenano da dove avevano un'ottima visuale di quei luoghi. Terminato il conflitto i Longobardi rimasero nella loro fortificazione. Il castello passò, poi, sotto il controllo aretino, appartenne ai vescovi di Arezzo e poi agli Ubertini: nel 1384 al Comune di Firenze che lo eleva al grado di Podesteria. Nel 1426 la Signoria di Firenze decreta la distruzione del castello per l'insubordinazione dei suoi abitanti che avevano dato ospitalità alle truppe milanesi di Niccolò Piccinino.

Pochi sono i resti del vecchio castello, ormai inglobati nel gruppo di case che forma il nucleo antico del paese.$p01Dal Dizionario Corografico della Toscana scritto dal cav. Repetti apprendiamo alcune notizie su Pontenano: questo dizionario è stato pubblicato nel 1855 e tratta della nostra regione e di tutti i suoi luoghi, fiumi, montagne, ecc. in rigoroso ordine alfabetico e con grande approfondimento; il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo ancora nel Granducato di Toscana) ma affascina ancora oggi. $p01 Ponte Nano, o Pontenano nel Val - d'Arno casentinese. -

Due Villaggi (Pontenano basso e alto) con fortilizio diroccato e due chiese parrocchiali (S. Paolo pieve, e S. Margherita cura) nella Comunità e due in tre migl. a pon. di Talla, Giurisdizione di Bibbiena, Diocesi e Compartimento di Arezzo. Risiede sulla faccia orientale dell'Alpe di S. Trinita, fra il torr. Talla, che scorre alla sinistra de'due villaggi ed il borro di Pontenano, che scende alla loro destra, i quali più sotto uniti insieme con altri corsi d' acqua danno il nome al torr. Salutio. - In Pontenano alto dove fu la rocca esiste la chiesa di S. Margherita, e in Pontenano basso la borgata con la pieve di S. Paolo. Fu il Castello di Pontenano signoria dei conti libertini di Arezzo, dai quali più tardi passò nella famiglia aretina degli Accolti, onde alcuni di loro, al dire del Manni nei suoi Sigilli antichi (Vol. IX), si appellarono anco da Pontenano. Inoltre Pontenano è noto nella storia per la pace del 1337 fra i Fiorentini e gli Aretini, dal cui trattato restò approvata la petizione falla dal Comune di Arezzo di poter vendere o impegnare i castelli di Pontenano e di Caprajone (Capraja) del contado aretino per la somma di 13,000 fiorini d'oro all'effetto di pagare i soldati che nella guerra antecedente furono al servizio di Arezzo e di Pier Saccone Tarlati. Nel 1425 avendo i Pontenanesi accolto nel loro castello le genti di Niccolò Piccinino generale del duca Visconti di Milano, dopo la pace stabilita con questi nel 30 dicembre del 1426, la Signoria di Firenze ordinò che fosse demolito il loro castello e severamente comandato che non si potesse mai più rifabbricare, onde punire la perfidia de' suoi abitanti, ai quali, benché per due volte fosse stato perdonato, era tornato il prurito di favorire il duca di Milano. La pieve di S. Paolo a Pontenano fu di padronato de'conti Ubertini fino dal secolo XIII almeno.

Attualmente essa è di collazione delle famiglie Accolli e Forzoni.- Sono succursali della medesima le tre cure seguenti; 1. S. Giovanni a Castel-Focognano con l'annesso di S. Michele a Celiano; 2. S. Michele a Bagnena ; 3. S. Margherita a Pontenano. La pieve di S. Paolo a Pontenano nel 1833 noverava nella sua parrocchia 256 abitanti. La cura di S. Margherita a Pontenano nell'anno predetto aveva 272 abitanti.