SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE A STIA
di Aldo Innocenti

Nel mio lungo girovagare su e giù per la Toscana, non aveva mai fatto il passo che divide il Casentino dal Mugello: si tratta del Valico di Croce ai Mori (995 m.) posto lungo la statale 556, così ho deciso i colmare anche questa laguna. La strada, partendo dal Mugello, dalla località di Dicomano raggiunge Londa e da qui si inerpica al Valico per scendere poi in versante Casentino dove incontriamo subito la località di Molino di Bucchio, famosa perché da qui l’Arno da piccolo rio si trasforma un impetuoso torrente e anche perché proprio sopra Molino di Bucchio, in località Vallucciole, i nazisti compirono una delle loro azioni criminali uccidendo numerosi abitanti. Lasciamo l’Arno e proseguiamo verso Stia fino a che non notiamo sulla sinistra le indicazioni per il Santuario di Santa Maria delle Grazie che dista solo poche decine di metri dalla statale. La curiosità ci spinge a visitare questo santuario del quale non conoscevamo nemmeno l’esistenza; d’altra parte il Casentino è terra di santuari per eccellenza (La Verna, Camaldoli, Santa Maria del Sasso) e questo non deve meravigliarci più di tanto. Il Santuario di Santa Maria delle Grazie è con Santa Maria del Sasso a Bibbiena uno dei due più importanti santuari mariani del Casentino: si trova a 4 km. da Stia sulla strada statale n. 556 che va verso Londa in Mugello. Fu costruito per ricordare l’apparizione della Madonna avvenuta il 4 maggio 1428 ad una contadina che si chiamava Monna Giovanna: la chiesa venne consacrata già nel 1432 e, in seguito ad un incendio, ricostruita tra il 1474 e il 1485. Divenne ben presto un luogo di grande devozione mariana e passò tra i beni dell’arcispedale fiorentino di Santa Maria Nuova finché nel 1703 non passò ai monaci Vallombrosani : solamente nel 1713 la chiesa di santa Maria delle Grazie divenne parrocchia.  Esternamente la chiesa si presenta con una semplice faccia alla quale è stato addossato un portico poggiante su pilastri: l’interno è ad una sola navata ed è caratterizzato da una grande tribuna rinascimentale arricchita da terrecotte della bottega di Giovanni della Robbia e che presenta sul lato sinistro un elegante ciborio settecentesco in pietra.   L' altare laterale di sinistra è una finissima opera degli ultimi del XV secolo; l'altro presenta una struttura del tardo cinquecento. Contemporaneo alla chiesetta è l'annesso, originale chiostrino a doppia loggia, mentre gli altri edifici, in origine sorti come fattoria dell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova e, ai primi del settecento, passati per breve tempo ai monaci vallombrosani sono stati, in gran parte, costruiti o rifatti in epoche posteriori (XVI - XVIII secolo). Interessante da un punto di vista compositivo il loggiato che chiude lo spiazzo sul lato destro della chiesa, e fa angolo con il corpo che prolunga idealmente sul retro l' edificio religioso; in corrispondenza dell’angolo di accesso al recinto di pertinenza del santuario. All’interno della chiesa sono conservate varie opere pittoriche; sul primo altare di destra è collocata la Crocifissione, una tempera su tavola, opera di Paolo Schiavo (Paolo di Stefano Badaloni, Firenze 1397 - Pisa 1478) che raffigura al centro il Cristo sulla croce e ai lati due angioletti che in volo raccolgono il sangue che sgorga dalle ferite del costato. In basso a sinistra è raffigurata la Madonna e a destra San Giovanni Evangelista; al centro la Maddalena ai piedi della croce. Il dipinto si trovava nella galleria degli uffizi di Firenze e fu concesso in deposito alla chiesa nel 1932.Ancora, sopra la porta della sagrestia, sulla parete di sinistra, si trova la Vergine in trono con Bambino e donatore, un affresco datato 1485 e che raffigura la vergine seduta in trono con il bambino che sta in piedi sulle sue ginocchia. Ai lati sono due angeli in preghiera e la figura genuflessa del donatore. Sotto l' affresco si legge la seguente iscrizione con la data e il nome del committente: Questa figura a fato fare Antonio di Francesco Debasca Contado di Arezzo P.L. anima sua e de sua pasati come so nelo Spedale di Santa Maria Nuova a di ventiquattro di novembre 1485. L 'affresco di notevole qualità artistica è avvicinato dalla Noyes alla maniera del Ghirlandaio, mentre il Giglioli lo attribuisce a Giusto d' Andrea: il Berenson lo dice opera di David Ghirlandaio (Firenze 1452- 1525).

Numeri Utili
Santuario di Santa Maria delle Grazie
   Via S. Maria, 95  Stia    0575 / 33140      0575 /  20620
Parroco Padre Mario Marchinu   Vice parroco Padre Franco Bechini
Ristoranti
Caranbar
  Via Adamo Ricci, 17  Stia      0575   /  583000
Filetto
  Piazza Bernardo Tanucci, 28  Stia     0575  /   583631
La Rana
  Via del Campo Sportivo, 10 Stia     0575  /  504505
La Fattoria Via Roma, 29   Stia   0575  /  582215

 

 


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Aldo al Valico di Croce ai mori

 

Il Santuario

 

Aldo al Santuario

 

Altra immagine del Santuario