LA BRANCOLERIA
di Aldo Innocenti

La Brancoleria è una valle perpendicolare al fiume Serchio: è situata sul fianco orografico sinistro di questo fiume ed è pressoché sconosciuta alla maggior parte delle persone: E' venuta alla ribalta della cronaca a causa del nubifragio che si è abbattuto in lucchesia il 20 novembre 2000: infatti a Vinchiana, la prima frazione che si incontra quando si lascia la strada statale, a causa di una grossa frana sono morte cinque persone. Questo è accaduto in quanto la valle è molto stretta e si allarga solo via via via che ci si inerpica verso la montagna, per cui quando le precipitazioni sono abbondanti l'acqua va verso il Serchio a gran velocità, anche se il torrente Vinchiana è chiuso da una diga proprio sopra il paese. Per giungere nella Brancoleria dobbiamo percorrere l'Autostrada Firenze - Mare (A11), uscire al casello di Altopascio e andare in direzione di Lunata, Lammari e Marlia per girare a destra quando incrociamo la statale del Brennero verso Ponte a Moriano: oltrepassato questo paese di circa 2 km si svolta a destra in località Vinchiana inoltrandoci nella valle per incontrare subito la diga della centrale idroelettrica che sovrasta la strada. Si prosegue, quindi, a sinistra per imbattersi dopo pochi km la piccola chiesa di San Lorenzo in Corte, in stile romanico, con il tetto dell'abside ricoperto di lastre calcaree e con un campanile veramente caratteristico perché aperto ad arco nella parte inferiore: dentro l'arco transitava una vecchia mulattiera. Percorrendo altri 1.500 m. incontriamo un'altra bellissima chiesa in stile romanico: la pieve di San Giorgio a Brancoli, di antichissima origine. Viene citata per la prima volta nel 767 in un testamento nel quale Ausolo, figlio del fu Autelmo, abitante di Brancoli, lascia alla chiesa, per "rimedio animae sue", una vigna. Nel 779 il vescovo di Lucca Peredeo consacrò Pieve la chiesa di S. Maria a Sesto assegnandole come dipendenza l'intera Brancoleria compresa la chiesa di S. Giorgio di Brancoli che, da allora e per tre secoli, farà parte del plebanato della Pieve di S. Maria a Sesto, insieme ad altre chiese della Brancoleria. La chiesa di S. Giorgio a Brancoli venne eletta al rango di Pieve nel 1062 per opera di Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca, poi divenuto papa con il nome di Alessandro II. Tra gli edifici religiosi compresi nell'elenco appariva anche l'Eremitorio di Brancoli: intitolato ai SS. Salvatore e Antonio, che si trovava subito sotto la vetta del poggio dove si trova attualmente la grande croce momumentale. La Pieve di S. Giorgio a Brancoli costituisce un significativo esempio del nuovo linguaggio architettonico maturato fra l'XI° e il XII° sec. che ha originato l'architettura romanico religiosa della campagna lucchese e la sua costruzione di deve ad un gruppo di maestranze lombardo - lucchesi; la facciata rivela la sua divisione interna a tre navate ed è parzialmente nascosta dalla alta torre campanaria merlata, di matrice lombarda, contrassegnata da monofore e bifore. L'interno è a tre navate divise da colonne e pilastri, la copertura è a capriate lignee, a sinistra dell'ingresso si trova il fonte battesimale ottagonale con acquasantiera dell'XI° sec. scolpita da maestri provenienti da Como (porta la firma del suo autore, Raito, o meglio la portava visto che l'acquasantiera è stata rubata nel 2000), alla parete destra c'è una terracotta robbiana raffigurante San Giorgio che uccide il drago, sopra l'altare maggiore si trova un crocifisso del XII° sec. Nella navata centrale, sul lato destro, poco prima di salire gli scalini che conducono all'altar maggiore, si trova il pulpito: bellissimo, di squisita fattura, porta la firma della scuola lombarda di Guidetto da Como e delle sue maestranze (coloro che hanno realizzato la facciata di S. Martino a Lucca).  Dal piccolo piazzale antistante la pieve si gode un bellissimo panorama con lo sguardo che spazia sulla valle del Serchio fino a Lucca: dopo averlo ammirato proseguiamo lungo la strada in salita fino a giungere alla frazione di Ghignano dove la strada diviene sterrata, ma devo dire in condizioni molto buone, che in pochi km conduce alla "Croce di Brancoli", posta in vetta ad un colle di 800 m. in posizione notevolmente panoramica. Nel punto ove sorge la croce nel 1500 era stata costruita una torre che aveva il compito di chiamare a raccolta le milizie rurali nei momenti in cui si profilava qualche minaccia per la città di Lucca: è in posizione strategica e chi ha percorso qualche volta la strada di fondovalle del Serchio l'avrà notata sicuramente. Dopo aver ammirato la croce le possibilità di ritornare alla statale di fondovalle sono due: o si fa il percorso già fatto oppure si prosegue oltre lungo la sterrata per pervenire dopo 6 km a Deccio, il paese situato più in alto di tutta la Brancolerai e, quindi, scendere a Ombreglio (dove si apre la grande grotta carsica detta "Buca Sprofondata") e da qui a Vinchiana.

Numeri Utili:

Ristorante

"La Mora" Via Lodovica Ponte a Moriano 0583 / 406135

Dal Dizionario Corografico della Toscana scritto dal cav. Repetti apprendiamo alcune notizie su Brancoli: questo dizionario è stato pubblicato nel 1855 e tratta della nostra regione e di tutti i suoi luoghi, fiumi, montagne, ecc. in rigoroso ordine alfabetico e con grande approfondimento. Il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo ancora nel Granducato di Toscana) ma affascina ancora oggi.
Brancoli nella Valle del Serchio - Contrada montuosa composta di più popoli, nel piviere di Brancoli, comunità, giurisdizione, diocesi, ducato a circa 6 miglia in settentrione di Lucca. Sono i monti di Brancoli l'estrema propaggine occidentale del monte delle Pizzorne che scende sino alla ripa sinistra del fiume Serchio ed a cavaliere della strada postale del Bagno di Lucca; dove fino dall'anno 871 possedeva beni il marchese Adalberto I, figlio del conte Bonifazio di Toscana. I nomi delle 7 parrocchie di Brancoli sono i seguenti, i quali popoli nel 1844 contavano tutti insieme una popolazione di 1801 abitanti. 1. Deccio di Brancoli (S. Frediano) abit. 195;  2. SS. Giusto e Lorenzo di Brancoli abit. 482;  3. S. Ilario di Brancoli abit. 82;  4. Piazza di Brancoli (S. Maria) abit. 368;   5. Pieve di S. Genesio a Brancoli con Gignano (annesso) abit. 408;  6. Ombreglio di Brancoli (S. Pietro) abit. 164;  7. Tramonte di Brancoli (S. Martino) abit. 102. Totale abit. 1801. Fra le "Memorie Lucchesi" pubblicate, una del 772 fa menzione della chiesa di S. Ilario a Brancoli ed altra del 26 marzo 807 ricorda la chiesa di S. Maria a Brancoli, già a Monte e di Piazza, comprese allora nel piviere di Sesto a Moriano, al qual piviere apparteneva pure la chiesa di S. Giorgio a Brancoli, posto in luogo di Vossignano, siccome lo dichiara una membrana lucchese del 21 marzo 826. Fu pure in Brancoli dove nel 1079 la gran contessa Matilde emanò un placito a favore della cattedrale di Lucca. Le colline di Brancoli offrono una delle più vaghe prospettive su piano settentrionale di Lucca, rese più animate dalla numerose ville e case di delizia, dalla varia e ricercata cultura dei suoi colli, ricchi di ulivi, di vigne, i selve e di limpide fontane. Il nuovo e grazioso convento de' Passionisti di Brancoli, dedicato a S. Angelo a Tramonte, è opera munificentissima del già duca Carlo Lodovico.
 


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Chiesa di San Lorenzo in Corte

Altra immagine della chiesa
 di San Lorenzo in Corte

Facciata e campanile della chiesa
di San Lorenzo in Corte

Pieve di San Giorgio a Brancoli

Facciata e campanile della pieve
di S. Giorgio a Brancoli

Altra immagine della facciata e campanile
 della pieve di S. Giorgio a Brancoli

Lo splendido pulpito

Particolare del pulpito

Altro particolare del pulpito

La croce di Brancoli

 

Altra immagine della croce di Brancoli
 

 


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