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Splendido itinerario al centro delle foreste del Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: il tracciato si snoda su strada bianca
in ottime condizione e ricalca fedelmente quello che era il percorso che
effettuava il
trenino
che trasportava il legname dalla zona della
Lama al Cancellino
, località situata sulla statale che unisce Badia Prataglia a Bagno di Romagna
attraverso il Passo dei Mandrioli.
Data la notevole lunghezza dell'itinerario, 20 km. all'andata e 20 km. al
ritorno, consigliamo che a farlo a piedi siano sono gli escursionisti dotati di
notevole resistenza (sono più di otto ore fra andata e ritorno), mentre si
presenta come percorso ideale per gli amanti della mountain bike e del trekking
a cavallo.
L'ambiente è magnifico: si procede sempre in mezzo a faggi maestosi,
intervallati da alcune abetaie, si incontrano tre fresche sorgenti, oltre a due
sorgenti di acqua solforosa; la Lama è un pianoro splendido con grandi alberi
che insistono su un ambiente paludoso veramente unico.
Giunti in località Cancellino (quota 1073) parcheggiamo l'auto nel vasto
piazzale di quello che un tempo era il luogo di arrivo della ferrovia per il
trasporto del legname: vi si trova ancora l'edificio di servizio, che fungeva
anche da ricovero alle tre piccole locomotive, ed è in eccellenti condizioni di
conservazione.
Oltrepassiamo la sbarra che chiude il traffico alle auto private
e ci incamminiamo lungo la strada che è sterrata ma in ottime condizioni in
quanto vi viene effettuata continuamente la manutenzione da parte degli operai
del Corpo Forestale dello Stato: ci troviamo subito immersi nel folto della
foresta di faggi. Voglio ricordare che ogni km. si trova un cippo che reca
impresso il numero progressivo di chilometraggio: nel descrivere il percorso vi
faremo riferimento continuamente. Il tratto iniziale è in falsopiano e ci
porta, dopo 1,5 km., alla prima sorgente che si trova subito sotto strada, sul
lato sinistro: è la sorgente del Re (quota 1136). Lasciamo la sorgente e
proseguiamo il cammino in leggera ascesa per raggiungere, poco prima del km. 3,
il Passo dei Lupatti (quota 1171) dove sorgono maestosi alberi di faggio e dove
incrociamo il sentiero 00 di crinale proveniente dal Passo dei Mandrioli e
diretto al Passo della Crocina: il tratto della ferrovia che andava dal Passo
dei Lupatti al Cancellino era in leggera discesa e per questo i vagoni carichi
di legname venivano rallentati nella loro corsa da uomini appositamente
addestrati chiamati "frenatori".
Ora dal Passo dei Lupatti
fino alla Lama la strada proseguirà sempre in discesa: immersi nella foresta
camminiamo attraversando le pendici del monte Cucco e del Poggio Rovino fino a
giungere a Pian della Saporita, nei pressi del km. 6. In questa località
avveniva il rifornimento di acqua e legna e vi era anche l'unica possibilità di
scambio tra i convogli provenienti da sensi opposti grazie al raddoppio dei
binari. Riprendiamo il cammino e in pochi minuti perveniamo, poco prima del km.
7, alla Fonte delle Cavalle, che troviamo sul lato sinistro della strada: poco
dopo attraversiamo una bella abetaia, si tratta dell'Abetina di Brasco.
Riprendiamo il cammino in discesa verso la Lama: ogni tanto, sul lato sinistro
della carreggiata, notiamo alcuni grossi nidi di formica rufa, che sono stati
recintati per proteggerli; questa formica costruisce il proprio nido, alto
anche più di un metro, sfruttando gli aghi degli abeti ai piedi dei quali vive.
Giunti nei pressi del km. 14 troviamo un ponte: si tratta del Ponte Camera che
scavalca il fosso omonimo; questo ponte è molto noto perchè i suoi parapetti
sono stati costruiti con le rotaie della vecchia ferrovia.
Riprendiamo il
cammino e all'incirca al km. 18,5 della strada, sul lato sinistro, notiamo un
cartello che ci segnala la Fonte Solforosa (quota 711): si tratta in realtà di
due fonti dalle quali sgorga un'acqua solforosa che ha dell'incredibile, in
quanto costituisce una cosa eccezionale all'interno di questa grande foresta.
Nei pressi della due sorgenti si trova una grotta artificiale che custodisce
una piccola statua della Madonna: deve essere molto venerata a giudicare dal
numero dei lumini accesi che vi abbiamo notato. Lasciata la fonte Solforosa
riprendiamo il cammino per raggiungere il grande pianoro della Lama (quota
702): qui si trova anche una piccola chiesetta ed un arboreto che, però, al
momento della nostra visita era piuttosto trascurato. Qui sorge un grande
edificio appartenente al Corpo Forestale dello Stato, che però viene abitato
dalla guardie forestali solo nei giorni di sabato e domenica dei mesi di luglio
ed agosto: non lontano da questa costruzione si incontra anche una fresca
fonte, la fonte di Francesco.
Tutto il pianoro costituisce
una zona umida di rilevante valenza, tanto che alcuni cartelli ci segnalano di
stare attenti alla presenza di anfibi di rilevante importanza naturalistica (i
cartelli sarebbe stato meglio che fossero stati fatti in legno, data la
bellezza e particolarità della zona, anzichè in lamiera, simili in tutto e per
tutto, forma compresa, a segnali stradali). Nella parte nord si trova una
colonia di sequoie, proprio nei pressi di un edificio in legno dove viene
conservato il fieno che viene fornito agli animali durante il periodo
invernale.
Per fare questo lunghissimo percorso a piedi occorrono dalle 4
alle 5 ore per l'andata e altrettante per il ritorno: si tratta, quindi, di una
esperienza riservata solo ai camminatori dotati di buon fondo; questo
itinerario è, invece, molto adatto agli amanti della mountain bike e del
trekking a cavallo e credo che se anche uno solo tra tutti questi sportivi lo
percorrerà grazie al mio itinerario mi ringrazierà sicuramente perchè avrà
scoperto uno dei lati più belli ed incontaminati delle immense Foreste
casentinesi.
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