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CASTIGLION FIORENTINO
di Aldo Innocenti
Posto a 345 m. di altezza
s.l.m. sul declivio di un colle,
Castiglion Fiorentino
è racchiuso
entro le mura costruite nel Duecento e ampliate nel secolo successivo;
giungere qui è molto semplice: è sufficiente percorrere l’ Autostrada del
Sole, uscire al casello di Arezzo, arrivare nella città del Vasari e da qui
seguire le indicazioni per Castiglion F. no che si trova sulla strada che
da
Arezzo conduce a Cortona, prima, e a Perugia, poi.
Storia
–
Il borgo sorge su un insediamento etrusco come
dimostrano gli scavi effettuati nella zona del Cassero dove è emerso un
tratto delle mura etrusche cui si sovrapposero le mura medioevali: le prime
notizie certe su Castiglione si hanno però soltanto a partire dal X sec.
quando è feudo dei marchesi di Santa Maria; nel 1014 il nome del castello
viene citato in un documento come
Castillione Aretino.
Nei secoli
successivi il borgo appartiene alla diocesi di Arezzo, pur rimanendo sempre
sotto la tutela dell’ impero: da un documento redatto nel 1198 da
Gherardo d’ Arneste,
legato in Toscana dell’ imperatore Federico II, il
distretto di Castiglione risulta formato dalle seguenti ville:
S.
Antonio, Cazzano, Nocita, Agello, Polvano, S. Lorenzo, S. Stefano, Pieve di
Chio, Fontanella, Petreto, Castel di Tuori, Petrognano, S. Lucia e Rucavo.
Nel 1120 - 1250 gli aretini vi innalzano una nuova cerchia di mura che
include anche il convento francescano; dopo la sconfitta aretina a
Campaldino del 1289 il borgo passa sotto il dominio di Firenze che vi
rimane
fino al 1303 creandovi anche un avamposto militare. Nel 1303 Castiglione
viene riconquistato dagli aretini guidati dal vescovo
Guido Tarlati
:
risale a questo periodo l’ allargamento della cinta muraria in direzione
sud
– est e la trasformazione del
Cassero;
è interessante notare che nel
periodo in cui la città è dominato dal vescovo Tarlati, il vicario
imperiale
sia
Pier Saccone Tarlati,
fratello dello stesso vescovo. Nel 1345 la
città passa sotto il dominio di Perugia, dominio che durerà fino al 1369 e
che è caratterizzato dalla costruzione del
Casseretto
e dalla nuova
denominazione che le viene data
Castiglion Perugino.
Dopo essere
stata possesso per quindici anni dello Stato pontificio, nel 1384
Castiglione e tutto il contado aretino passano sotto il dominio di Firenze:
da allora viene chiamato
Castiglion Fiorentino,
toponimo che non
abbandonerà mai più. Negli anni seguenti il dominio di Firenze le
garantisce
una relativa tranquillità evitandole il pericolo di assalti da parte dei
comuni vicini: nel 1409, però, deve subire un grave saccheggio da parte
delle truppe guidate dal
re Ladislao di Durazzo
che è in guerra
contro Firenze e nel 1529 un altro saccheggio da parte delle truppe
imperiali di
Carlo V
che stavano movendosi contro la Repubblica
fiorentina per riportare i Medici al potere; successivamente il castello si
trova al centro di numerosi episodi bellici che vedono coinvolta Firenze
fino alla guerra vittoriosa contro Siena del 1554 La definizione definitiva
del comune avviene nel 1774 al tempo del
Granduca Leopoldo
con l’
annessione dei piccoli comuni di
Montecchio, Mammi e Montanina.
Da vedere
–
Dalla
Piazza Centrale,
di tipo rinascimentale,
si guarda la valle attraverso le
logge del Vasari
costruite nel XVI
sec. e costituite da nove archi poggianti su pilastri di pietra serena
recanti alle pareti stemmi di commissari e podestà e un antico affresco con
l’
Annunciazione
. Di fronte alle logge si trova il
Palazzo
Comunale
, eretto nel 1500 sopra l’ antico
Palazzo dei Priori
e in
gran parte ristrutturato nel 1935: nel grande salone al primo piano sono
esposte due tavole del Poppi,
Assunzione della Vergine
e
Deposizione nel sepolcro
. Nel
Cassero
, cui si sale dalla strada
posta a destra del Palazzo Comunale, è custodita la
Pinacoteca comunale
,
importante raccolta di opere proveniente dalla chiese locali: vi si
conserva
una collezione di dipinti di alto livello qualitativo tra i quali un
Crocifisso
duecentesco, il
San Francesco
del Margheritone,
Madonna col Bambino
di Taddeo Gaddi e il
San Francesco che riceve le
stimmate
di Bartolomeo della Gatta; nella Pinacoteca si trova anche un
gruppo di splendidi esemplari di oreficeria medioevale e rinascimentale
come
la
Croce Santa
del XIII sec., in filigrana d’ oro e d’ argento,
smalti e pietre,donata dal re Luigi IX, e il
busto reliquiario di S.
Orsola
. Il
Cassero
, costruito nei sec. XI e XII, è stato più
volte modificato
e venne potenziato dai Perugini con l’innalzamento
del
Casseretto
, massiccia torre a pietre sbozzate sormontata in
seguito da un campaniletto a vela; questa fortificazione ingloba la
chiesa di S. Angelo
, del 1532, delle monache benedettine di S. Girolamo.
In questa chiesa trovano posto il
Grande Crocifisso
del Maestro di
San Francesco e
Madonna con Bambino e Santi
del Vasari: nel coro
delle monache è sistemata una collezione di pitture tra le quali risaltano
le due splendide tele di Bartolomeo della Gatta,
Stimmate di San
Francesco
(suo capolavoro) e
San Michele Arcangelo
. Dalla Piazza
Centrale si discende il
Corso Italia
, dal quale a sinistra parte
via Dante
dove è posta all’ inizio la
chiesa della Buona Morte
(all’ interno
Cristo alla colonna
stata lignea del 1617) e in fondo
la
chiesa di S. Agostino
, del 1300, che conserva due altari di
Filippo Berrettini; poi, andando sulla destra, si incontra la
chiesa di
S. Lazzo in S. Stefano
, del 1350, il cui interno è interamente ricoperto
di affreschi tra i quali una
Crocifissione
di scuola grottesca. Il
Corso Italia termina a
Porta Fiorentina
da dove a destra si sale alla
chiesa di San Francesco
, costruzione romanica del XIII sec., con
facciata in pietre conce ingentilita da un’ alta bifora e da un piccolo
rosone: all’ interno, a una navata con soffitto a capriate, tavola della
Crocifissione
del Poppi. Dalla Piazza Centrale hanno inizio anche la
via S. Michele
e il
vicolo Repente
che degradano verso una piazza
chiusa da tre chiese: la
Collegiata di S. Giuliano
, la
Pieve
Vecchia
e la
chiesa del Gesù
. La
Collegiata di S. Giuliano
è stata ricostruita nel 1840 – 1853: l’interno è a croce latina con tre
navate divise da colonne; al primo altare di destra
S. Antonio Abate
,
bassorilievo robbiano, al terzo altare
Madonna col Bambino in trono e
santi
di Bartolomeo della Gatta, all’ altare del transetto
Annunciazione
, terracotta della scuola del Buglioni, nella cappella a
destra del presbiterio
Maria e Giuseppe adoranti il Bambino
, tavola
di Lorenzo di Credi, all’ altare del transetto sinistro
Madonna col
Bambino in trono, angeli, santi e devoti
, grande tavola di Segna di
Bonaventura. La
Pieve vecchia
, addossata alla collegiata, è del 1451
ed è stata fortemente ridotta rispetto alla forma originaria: all’ interno
si trovano opere di rilevante interesse come
Deposizione di Cristo
,
affresco di Luca Signorelli, e
Seppellimento di Cristo
, affresco di
autore ignoto. La
chiesa del Gesù
o
oratorio del Ss. mo Sacramento
è del 1545, ha una semplice facciata preceduta da un portico: l’ interno è
di forma quadrangolare, con soffitto ligneo a cassettoni intagliato e
dorato; sopra l’ altare sinistro
Ultima cena
del Poppi, sopra quello
destro
Resurrezione
, tela di Francesco di Vanni e dietro l’ altare
maggiore
crocifisso
ligneo del 1300. Oltre la
Porta Romana
, a
sinistra di via S. Michele, incontriamo la
chiesa della Madonna della
Consolazione
, edificata nel 1607 su disegno di Antonio da Sangallo il
Giovane: ha impianto ottagonale ed è di forma tardo rinascimentali; la
facciata, in pietre conce, è spartita su due ordini separati da un grande
cornicione e si presenta con finestre rettangolari nel piano inferiore e
finestre rotonde in quello superiore. L’ interno, con otto pilastri sopra i
quali passa un ballatoio, ha sopra l’ altare maggiore (opera del 1634 di
Filippo Berrettini) l’ affresco
Madonna col Bambino
attribuito a Luca
Signorelli
ma, più probabilmente, eseguito da Angelo di Lorentino.
Manifestazioni
– Processioni notturne.
Si svolgono nella
Settimana santa con la partecipazione di confraternite che, vestite delle
tradizionali cappe, portano per le strade del paese croci e simulacri che
rappresentano i misteri della passione di Cristo.
Rappresentazione della
Passione
. Il Giovedì Santo, nel teatro naturale dei cipressi al
Parterre, avviene la rappresentazione della Passione di Cristo, che si
compone di 15 scene a partire dall’ Ultima Cena.
Cristo Risorto
. Il
Sabato Santo nella chiesa della Collegiata a mezzanotte si celebra la
Resurrezione con la
volata
: al momento del Gloria una statua del
Cristo Risorto, portata a braccia da robusti fedeli (tra questi c’ è stato
anche l’ amico Dino Scatragli), percorre velocemente la navata centrale
della chiesa fin sotto la grande cupola, accompagnata per tutto il tragitto
dalle castagnole e dalla commozione dei fedeli che lanciano tutti insieme
il
grido liberatorio “Cristo è risorto”.
Festa di San Michele.
L’ 8
maggio il paese celebra la festa di san Michele, suo patrono, la cui figura
è legata al culto longobardo sovvertitore del pagano Esculapio che, secondo
una tradizione locale, sarebbe stato adorato in un tempio collocato nell’
area del Cassero.
Palio dei rioni.
Nella terza domenica di giugno,
festa della Madonna del Rivaio, nella piazza Garibaldi si corre il Palio
dei
rioni con la tradizionale corsa di cavalli, preceduta da un grande corteo
storico; i rioni , o meglio i Terzieri ( ricordiamo che i terzieri erano
stati creati al tempo del Comune medioevale per collaborare all’
ordinamento
e al buon governo) che partecipano alla contesa sono: Terziere di Porta
Fiorentina ( già di Mercato) con il colori arancio – verdi, Terziere di
Porta Romana (già di Sus Castiglione) con i colori giallo – rossi e il
Terziere del Cassero (già di Retina) con i colori bianco – azzurri.
Santuario del Bagno.
L’ultima domenica di agosto, nella ricorrenza dell’
apparizione della Madonna, al Santuario del Bagno avvengono grandi
festeggiamenti religiosi con grande partecipazione di fedeli.
Dal
Dizionario Corografico della Toscana
scritto dal cav.
Repetti
apprendiamo alcune notizie su Castiglion Fiorentino: questo
dizionario è stato pubblicato nel 1855 e tratta della nostra regione e di
tutti i suoi luoghi, fiumi, montagne, ecc. in rigoroso ordine alfabetico e
con grande approfondimento. Il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo
ancora nel Granducato di Toscana) ma affascina ancora oggi.
Castiglion Fiorentino in Val di Chiana - Terra nobile, già detta
Castiglione Aretino poi Perugino dai padroni che vi dominarono, con chiesa
collegaiata ( Santi Michele e Giuliano), capoluogo di comunità e
giurisdizione civile e criminale, nella diocesi e compartimento di Arezzo.
Siede sull'estrema pendice alquanto pianeggiante di uno sprone che scende a
maestro della montagna denominata Alta di S. Egidio, a cavaliere della
strada Regia postale che da Arezzo guida per Perugia e Roma. E' posto fra
il
gr. 29° 35? longitudinale e 43° 20? 8" latitudinale, 9 miglia a ostro
di
Arezzo, 6 a settentrione maestro di Cortona, 20 a greco di Montepulciano e
24 a settentrione della città di Chiusi. Le memorie superstiti che
rammentano cotesto Castiglione non sono più antiche del secolo XI. Nella
fine del sec. XII fu aggiunto a cotesto paese il titolo di Castiglione
Aretino, siccome risulta da un diploma dell'ottobre 1196 dell'imperatore
Arrigo VI, quando questo Castiglione fu preso sotto l'immediata protezione
di quell'imperatore. Infatti cotesto castello col suo distretto d'allora in
poi si resse a comune, siccome si rileva dalle condizioni di un trattato
concluso nel 1198 fra i consoli di Arezzo e gli uomini di Castiglione
Aretino per essi e per le ville di Mammi, di Tuori e di Val di Chio, le cui
condizioni furono rinnovate nell'ottobre del 1214. Quale fosse allora il
distretto comunitativo di Castiglione Aretino, e quali e quante le ville in
esso comprese lo dichiara un placito dato appunto costà li 8 maggio del
1239
da Gherardo d'Arneste legato dell'imperatore Federico II in Toscana, nel
quale fu stabilito che erano della curia e distretto di Castiglione le
ville
di Sant'Antonino, Cozzano, Noceta, S. Enea, S. Margherita, Collesecco, S.
Cristina, S. Agnese, S. Martino di Teto, Vignale, Agello, Polvano, S.
Lorenzo, S. Stefano, Pieve di Chio, Fontanella, Petreto, Castello di Tuori
e
le ville di Petrognano, di S. Lucia e di Rucavo. Molte di quelle chiese
servono tuttora a varie popolazioni di detta comunità. Nell'anno poi 1313
in
cui fu eletto vescovo di Arezzo, il di lui fratello Pier Saccone era
vicario
imperiale in Castiglione, dove egli tornò a signoreggiare dopo venduta
Arezzo (1338) ai Fiorentini, e di nuovo dopo la cacciata da Firenze del
duca
d'Atene (1343) per tradimento di due commissarj fiorentini ; e che egli
ritenne fino al 1344, epoca in cui Pier Saccone dové consegnare Castiglione
ai Perugini, dai quali allora prese il distintivo di Castiglion Perugino
che
ritenne fino al 1380, cioè quattro anni innanzi che Arezzo con tutto il suo
contado, compreso questo di Castiglione, venisse consegnato al comune di
Firenze, da quale fu ritenuto costantemente in appresso, e poco dopo la
Signorìa decretò che non più Castiglione aretino nel perugino ma fiorentino
si appellasse. - Comunità di Castiglion Fiorentino. Il territorio di questa
comunità abbraccia quadrati 32,291 .61, pari a miglia toscane 40. 22; dove
sono da defalcare quadrati 786.44 per corsi d'acqua e strade; con una
rendita imponibile di lire 420,000.16; da dove nel 1845 esisteva una
popolazione di 11,148 abitanti a ragion di circa 284 persone per ogni
miglio
quadrato di suolo imponibile. Confina con 4 comunità: dal lato di maestro
sino a scirocco ha di fronte per il corso di circa 12 miglia la comunità di
Arezzo, a partire cioè dal porto di Cesa sul Canal Maestro della Chiana
fino
sul monte Marzana presso le sorgenti della fiumana Nestore Costassù
sottentra dirimpetto a ostro la comunità di Cortona, colla quale la nostra
sale sull'Alta di S. Egidio, per scendere a libeccio nella Val di Chiana e
tornare sul Canal Maestro al porto di Brolio. Finalmente dirimpetto a
libeccio fino a maestro trova di fronte al Canal Maestro la comunità di
Fojano e poi quella di Marciano sino al porto di Cesa dove ritrova di qua
dalla Chiana la com,unità di Arezzo. Fra le maggiori montuosità conta
quella
dell'Alta di S. Egidio e l'altra del monte Marzana, comecchè la loro
sommità
resti fuori di questa comunità Monte e tutte ben tenute sono le strade
rotabili di questa comunità; massimamente quella tracciata in pianura e che
diramansi dalla Regia posta Romana. Rispetto all'indole del terreno esso
appartiene a tre qualità diverse: alle rocce stratiformi compatte nella
parte montuosa,; al terreno stratiforme sciolto e sparso di fossili nelle
colline inferiori e gibbosità ed al terreno di alluvione recente nella
pianura. Rispetto alla cultura agraria nella parte superiore del monte
trovasi bosco ceduo e d'alto fusto con qualche sodaglia e pasture naturali;
nel fianco inferiore castagni, cui sottentrano vigne, oliveti e campi a
sementa, i quali ultimi sono ubertosissimi nella pianura, sparsa di vigne
maritate a loppi, con prati artificiali e alberi da frutto, fra i quali
molti gelsi piantati in pianura ed in collina, al che si aggiunga un esteso
bosco di cerri sotto il vocabolo antico di Selva di Castiglione, posto
sotto
il porto di Broglio nella tenuta Regia di Montecchio. Le praterie tanto
naturali che artificiali al pari dei boschi sono d'importante risorsa pel
numeroso bestiame da frutto e da lavoro che vi si nutrisce. In Castiglion
Fiorentino si tiene un buon mercato settimanale, il quale cade nel giorno
di
venerdì. Siedono nel capoluogo un vicario Regio, un cancelliere
comunitativo,
un ingegnere di circondario ed un doganiere che presiede alla dogana
d'Ansena.
L'ufizio di esazione del registro è in Cortona; la conservazione delle
ipoteche ed il tribunale di prima istanza sono in Arezzo. - Popolazione
della comunità di Castiglion Fiorentino nel 1845: Brolio di Chiana
(S.
Giovanni Battista) abit. 557; Castiglion Fiorentinom (S. Giuliano)
collegiata abit.4722; Castiglion Fiorentino (cura di S. Paolo eremita)
abit.
219; Castroncello (SS. Marco e Francesco) abit. 918; Cozzana (S.
Cristofano)
abit. 287; Largnano (S. Michele) abit. 67; Mammi (S. Pietro) abit. 223;
Misericordia (S. Maria ) abit. 980; Montanina (S. LOrenzo) abit. 102;
Montecchio vesponi (pieve di S. Biagio) abit. 1321; Noceta (S. Bartolommeo)
abit. 260; Orzale e Tuori (S. Michele) abit. 96; Pergognano (S. Donato)
abit.
186; Petreto (S. Andrea) abit. 103; Polvano (S. Pietro) abit. 65;
Ristonchia
(S. Martino) abit. 89; S. Cristina (pieve di Chio) abit. 321; Val di Chio
(S. Margherita) abit. 142; Val di Chio (S. Maria) abit. 499. totale
abitanti
11,148.
Informazioni utili.
Pieve vecchia
per visite telefonare al 0575 / 65945
Pinacoteca Comunale
via del Cassero 0575 / 659457
0575 /
657466 e.mail
icec@ats.it
Orario Inverno 10,00 - 12,30 e 15,30 – 18,00 Estate 10,00 –
12,30 e 16,00
– 18,30 chiuso il lunedì
Esposizione Archeologica
di Palazzo Pretorio – via del Tribunale 0575 /
659457 e.mail
icec@ats.it
Comune
Piazza del Municipio,12 0575 /
65641
Ristoranti
Da Muzzicone
piazza San Francesco, 7 Cast. F.no 0575 /
658403
Le Volte
vicolo Capponi,5 Cast. F. no 0575 / 657517
Evegreen
via Corinti,71 Cast. F. no 0575 / 680457
Anfora
via Umbro Casentinese,34 Cast. F. no 0575 /
651069
Roggi
via della Vinaia,9 Cast. F. no 0575 /
657081
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Un caratteristico arco
Il Casseretto
Le logge del Vasari
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