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GARGONZA
di Aldo Innocenti
Gargonza
(543 m. s.l.m.) è un minuscolo borgo
castellano con antiche case di pietra: sorge alla sommità di un poggio
situato alla falde orientali di Palazzuolo; la sua fama è dovuta
soprattutto
a ragioni politiche in quanto in questo borgo, recentemente restaurato e
trasformato in residence di lusso dall’ attuale proprietario marchese
Guicciardini Corsi Salviati
, è stato fondato il movimento politico
dell’Ulivo e, inoltre, vi sono stati tenuti altri convegni politici di
rilevanza nazionale. Il
Castello di Gargonza
, splendida testimonianza
di borgo agricolo fortificato, con i considerevoli resti delle sua mura, la
sua porta duecentesca la sua chiesa romanica del XII sec. e le sue
abitazioni affacciate sugli stretti vicoli, è una delle opere fortificate
meglio conservate di tutto il territorio aretino. Arrivare fin qui è molto
semplice: basta uscire al casello di Monte San Savino dell’Autostrada del
Sole e da qui andare in direzione Siena lungo la Strada Statale 73 seguendo
le indicazioni per Gargonza che dista pochi km. dal comune capoluogo.
La
costruzione di Gargonza risale all’XI e XII sec.: appartenne agli
Ubertini
, ma nel 1285 fu presa dagli aretini alleati con i ghibellini al
comando del Vescovo Guglielmino; è noto, poi, che nell’anno 1304 vi abbia
avuto luogo la congrega tenuta dai ghibellini di Firenze e di Arezzo
e da
alcuni guelfi messi al bando fra i quali
Dante Alighieri
che è stato,
senza dubbio, l’ospite più famoso di questo castello. A causa della sua
importanza strategica per la sua posizione fra la Val di Chiana e il senese
fu sempre al centro di aspre contese:nel 1307 il castello subì il duro
attacco delle armate fiorentine, ma gli assediati, grazie alla diffusione
della falsa notizia dell’imminente arrivo a Firenze dell’esercito del
cardinale Orsini, riuscirono a evitare la capitolazione. Nel 1381 Giovanni
Ubertini vendette il castello alla Repubblica di Siena per 4000 fiorini
d’oro ma già quattro anni dopo fu rioccupato dai fiorentini: gli abitanti
del borgo non erano, però, soddisfatti del dominio di Firenze e nel
1433
scoppiò una rivolta che causò la reazione armata della signoria fiorentina
che rase al suolo il borgo lasciando in piedi solo il cassero, torre
merlata
che ancora oggi domina l’abitato. Nel 1546 il castello passò a
Luigi
Lotteringhi della Stufa
, dalla cui famiglia fu poi venduto nel 1727 ai
conti
Corsi Salviati
, antenati degli attuali proprietari, che lo
trasformarono in tenuta agricola nel corso del XVIII sec. quando la
politica
granducale di bonifica della Val di Chiana si estese anche alle zone
collinari: è interessante osservare come Gargonza e il suo territorio
mantengano tutt’ora l’impronta di questo importante intervento di bonifica.
Il periodo di sviluppo agricolo del borgo, iniziato ai primi del
Settecento,
cessò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale con la fine della mezzadria:
il paese rimase pressoché disabitato e in rovina tanto che nel 1963 fu
chiusa anche la scuola elementare, ma alla fine degli anni Settanta, in
stretto contato con la Soprintendenza di Arezzo, il conte
Roberto
Guicciardini Corsi Salviati
intraprese un importante lavoro di restauro
conservativo al fine di mantenere gli aspetti architettonici di antico
borgo
medievale in modo genuino: oggi è un importante residence e centro -
congressi e fa parte dell’associazione “Abitare la storia” che riunisce
dimore ricettive situate in edifici storici e di pregio artistico -
architettonico sull’intero territorio nazionale. Ai nostri giorni Gargonza
si presenta con il cassero costituito da un potente torrione con scarpa
risalente al XIII sec.: la torre venne in parte modificata e rialzata nel
1836 e allora venne anche rifatto il coronamento con piombatoi e merli; il
circuito murario, nelle forme attuali, risale anch’esso al XIII sec. e
costituiva la seconda cinta di mura, realizzata per l’ampliamento del
castello. Le mura vennero parzialmente distrutte nel 1433 dai fiorentini e,
successivamente, nelle parti rimanenti, utilizzate come appoggio dei
fabbricati: la porta di ingresso al castello fa parte della seconda cinta
muraria ed è stata recentemente restaurata. Nel castello si trova una
chiesa
romanica risalente al XII sec., ricordata nelle decime del 1304, che
apparteneva al piviere di S. Savino: è stata rimaneggiata nel XVII e XIX
sec. con l’aggiunta di altari; nel 1928 è stata sottoposta ad opere di
ripristino delle strutture romaniche sotto la direzione dell’architetto
Giuseppe Castellucci e nel corso dei lavori furono rinvenuti alcuni
affreschi quattrocenteschi e fu costruito anche il fonte battesimale. Come
già detto all’inizio Gargonza ha acquisito grande fama grazie ai convegni
politici che vi sono tenuti: comunque è affascinante entrare dalla porta
duecentesca e camminare nei suoi stretti vicoli così ben armoniosamente
restaurati e, se qualcuno ne ha voglia, pranzare al ristorante “
La Torre
di Gargonza
” che è aperto anche al pubblico oltre che agli utenti del
residence.
Dal
Dizionario Corografico della Toscana
compilato nel 1855 dal Cav. Repetti
Il Dizionario Corografico
della Toscana è stato stampato nel 1855 e costituisce la base fondamentale
di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicati tutte le
città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare
cosa
utile pubblicare quello che riporta su Gargonza e anche se il linguaggio è
quello di 150 anni fa (tanto per dire non si parla di Toscana ma di
Granducato di Toscana) credo che leggere queste righe sia veramente
affascinante.
Gargonza nella Val di
Chiana – Castelletto in parte smantellato, attualmente ridotto ad uso di
fattoria, del quale porta il vocabolo una chiesa plebana (Santi Tiburzio e
Susanna a Gargonza), circa 4 miglia a maestro di Monte S. Savino, diocesi
di
Arezzo. Trovasi sulla sommità di un colle sulle pendici orientali del Monte
di Palazzuolo fra la strada regia fra Arezzo e Siena che passa al suo ostro
e la fiumana dell’Esse di Monte S. Savino e di Forano che passa al suo
settentrione. Cotesto castelletto offre all’esterno avanzi non piccoli
delle
sue mura, con torre, case e magazzini interni per uso della fattoria. Non
posso dare indicazioni ulteriori del fabbricato di Gargonza, giacchè il
villico che l’abitava nel 19 settembre del 1831, per un tratti di scortesia
inusitata in Toscana, ricusandomi alloggio in quella sera non volle che io
potessi dire di aver passato una notte dove è fama che un giorno ad un
convegno di ghibellini capitasse Dante Alighieri. La pieve di Gargonza nel
1845 contava 581 abitanti nella comunità principale, ed una frazione di sei
individui nella comunità di Rapolano – Totale 587 persone.
Numeri utili
Comune di Monte San Savino
0575 / 844597
Hotel – Residence “Gargonza
”
0575 / 847021
Ristorante “
La Torre di Gargonza
” 0575 /
847065
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La porta del castello

Chiesa e torre

La torre
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