IL CASTELLO DI MONTEMASSI
;              di Aldo Innocenti

Chiunque sia stato in quella splendida città che è Siena e  ne abbia visitato  la Torre del Mangia ed  il Palazzo Civico non può non ricordare quel meraviglioso affresco che è portato come esempio di pittura tipica del Rinascimento: Guidoriccio da Fogliano all’assedio del Castello di Montemassi di Simone Martini, con il cavaliere nei lussuosi abiti dell’epoca e il cavallo con una gualdrappa dagli splendidi colori. Questo castello, facente parte di un affresco che viene citato molto spesso e che io stesso l’ ammirato nel Palazzo Pubblico di Piazza del Campo, mi attirava molto e così un giorno ho deciso di andare a visitarlo e ne sono rimasto entusiasta. Ma dove si trova? Si trova in comune di Roccastrada, provincia di Grosseto a 280 m. di altezza s.l.m. in superba posizione panoramica e lo si può raggiungere percorrendo prima la Firenze – Siena, quindi la Siena – Grosseto uscendo a Civitella Marittima e da qui, seguendo le indicazioni, oltrepassando Roccastrada, si giunge a Montemassi che dista circa 23 km. dall’ uscita della Siena – Grosseto.
Storia
-  Il castello viene citato per la prima volta il 9 settembre 1076 in un atto notarile con il quale un certo Ildebrando e la sua consorte Giuditta donano alla chiesa dei SS. Andrea e Genziano di Montemassi il padronato della chiesa di S. Margherita e S. Lucia a Sassoforte; viene poi citato in un altro atto notarile del 1216 che sancisce la divisione della nobile famiglia degli Aldobrandeschi un cui ramo, quello dei Signori di Sassoforte,   era proprietario del feudo di Montemassi. Il castello diviene uno dei punti di forza delle numerose rocche che questa potente famiglia possiede nella Maremma: poi, in seguito alla aspre lotte sorte fra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena, Montemassi subisce la stessa sorte di altri castelli della zona: viene assediato dai Senesi e poi abbandonato da questi perché impegnati nella guerra con Firenze,ma all’indomani della battaglia di Montaperti, viene nuovamente cinto d’ assedio, cade definitivamente e le sue mura sono smantellate. Nel 1306 Montemassi entra a far parte dei feudi dei conti Pannocchieschi e durante il governo di questa famiglia, nel 1328, il castello, con il sostegno di Castruccio Castracani degli Antelminelli, si ribella a Siena ma questa, grazie alla preponderanza delle sue forze, riesce ad espugnare la roccaforte e a rientrarne in possesso; questo evento viene celebrato in quello stesso anno dalla Repubblica Senese ordinando a Simone Martini di dipingere il famoso affresco del Palazzo Civico. I Senesi cedono poi Montemassi alla nobile famiglia Salimbeni  che, già Signori di Boccheggiano,nel 1375 guidano una rivolta contro la città del Palio, ma vengono sonoramente sconfitti e devono restituire il castello. Nel 1377 Siena vende Montemassi per 700 fiorini a Mino Verdelli, ma nel 1404 ne torna nuovamente in possesso e decide di smantellare la rocca, onde evitare che qualche ribelle la rielegga come base di future rivolte. In seguito si ha notizia di Montemassi solo il 25 agosto 1559 quando, in seguito alla annessione di Siena nel Ducato dei Medici, viene sottoposta al governo di questa potente famiglia: il 19 settembre 1632 il granduca Ferdinando II emana un decreto con il quale ricostituisce il feudo di Montemassi e lo assegna con il titolo di marchesato a Giovanni Cristofano Malaspina, dei marchesi Malaspina di Mulazzo, già signore di Roccatederighi. Il 7 aprile 1770 i Malaspina vendono il castello al marchese Cambiaso di Genova , dopo di che il maniero si avvia ad un lento declino che lo porta quasi in rovina.
Da vedere
-  In questi ultimi anni sono stati avviati dei lavori di consolidamento e restauro che hanno salvato le mura e alcuni torri: il lavoro non è ancora terminato ma  sicuramente ne è stato scongiurato il crollo. Arrivando con l’ auto il castello si presenta da lontano in tutta la sua imponenza: arroccato sopra uno sperone roccioso domina il borgo sottostante; osservandolo si riesce bene a capire come ai tempi del suo massimo splendore fosse stato difficile espugnarlo. Sulle rocce sulle quali si erge crescono, sul lato che guarda il mare, i fichi d’ india e dai sui spalti di gode di una panorama vastissimo: notevole è anche il centro storico del paese di Montemassi che ha mantenuto ancora oggi l’ aspetto di borgo a pigna pur non rimanendo più traccia delle mura che lo proteggevano e lo collegavano al castello, fatta eccezione per una porta.
Curiosità
– Per acquisire conoscenze che accrescano la nostra cultura, ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta su Montemassi il “ Dizionario Corografico della Toscana ” scritto nel 1855 dal cav. Repetti : si tratta di un libro eccezionale che tratta della nostra regione e dei suoi luoghi in rigoroso ordine alfabetico e con grande approfondimento. Il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo nel Granducato di Toscana!) ma affascina ancora oggi.
Monte Massi della Maremma Grossetana - Castello sopra un monte omonimo con rocca a doppio giro di mura, con chiesa plebana (S. Andrea), nella comunità, giurisdizione civile e circa 5 miglia a ponente di Roccastrada, diocesi e compartimento di Grosseto. Siede la rocca sopra una rupe di gabbro mista a una specie di poudinga composta di frammenti fluitati di serpentina e di granitone sporgente dalla sommità di un monte omonimo, alla cui base orientale scorre i fosso Asina, dal lato opposto il torrente Follonica influente, insieme con altri rivi che scendono dirimpetto a ostro, nel fiume Bruna. Il castello sottostante alla rocca è diviso in due borgate dove è la chiesa plebana di S. Andrea, la quale nel 1845 contava 277 abitanti.
Numeri utili
Comune di Roccastrada   0564  /  563342
Ristoranti
Da Momo  Via Cavour,20  Roccastrada  0564  /  569701
Bing Bang 
Corso Roma,7  Roccastrada   0564  /  563305
La grotta dell’orso 
Via IV novembre,31 Roccastrada  0564  /  564183
Garum 
Via delle due Porte,9  Roccastrada    0564  /  567445     

 


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Il famoso affresco di Simone Martini nel
 Palazzo Pubblico di Siena:
"Guidoriccio da Fogliano all'assedio
del Castello di Montemassi  

Il castello dalla pianura

Il castello dal paese

Il castello da ovest

La pianura grossetana dal castello

Torre est

Aldo al castello

Torre ovest

Romano al castello

Lato est

Fichi d'India sotto le mura del castello