LARDERELLO 
di Aldo Innocenti

Questo itinerario prevede la visita a due paesi che si trovano in provincia di Pisa: uno, Larderello, è ben conosciuto per la presenza dei soffioni boraciferi, mentre l'altro, Sasso Pisano, è assolutamente sconosciuto ai più che, invece, merita assolutamente di essere visitato perché presenta dei fenomeni naturali (fumarole e putizze) veramente incredibili. Anzitutto come raggiungere Larderello (Sasso Pisano è pochi km più lontano): le strade per arrivarvi sono diverse perché il paese dei soffioni è raggiungibile sia dalla parte interna della Toscana che dalla costa tirrenica. Se vogliamo arrivarci internamente dobbiamo percorrere l'autostrada del Sole (A1) fino al casello di Firenze Certosa, da qui prendere la superstrada Firenze-Siena per uscire a Colle Val d'Elsa Nord: da qui vanno seguite le indicazioni per Casole d'Elsa e Larderello; se siamo sulla costa tirrenica dobbiamo percorrere l'autostrada Genova-Rosignano fino al termine dell'autostrada stessa, quindi imboccare la Statale Aurelia per uscire a Cecina Nord: da qui vanno seguite le indicazioni per Saline di Volterra, Pomarance e, infine, Larderello; ambedue i percorsi richiedono circa 2 h. di viaggio.

Larderello - Si trova a 390 m s.l.m. al centro della valle denominata "Valle del diavolo" perché presenta il fumigante paesaggio dei soffioni con le caratteristiche colonne bianche di vapore, le gigantesche torri di refrigerazione delle centrali elettriche (alte fino a 75 m.) e, soprattutto, la ragnatela delle condutture argentate che copre per centinaia di km. le colline e le vallate ed è il principale centro italiano per la produzione di acido borico e notevole polo per la produzione di energia elettrica utilizzando l'energia geotermica. Larderello è un piccolo paese interamente di proprietà dell'ENEL ed è sorto e si è ampliato attorno ai pozzi geotermici: i campi geotermici, localizzati nella fascia tirrenica centro-meridionale della Toscana, sono l'esito di processi geodinamici di tipo compressivo e distensivo succedutisi negli ultimi 30 milioni di anni, comunque si può tranquillamente affermare che la notizia dell'esistenza di acque calde in Toscana era noto agli Etruschi e ai Romani, ma, non solo, essi utilizzavano anche l'acido borico presente in queste acque. Gli Etruschi utilizzavano l'acido borico, che si depositava ai bordi dei lagoni naturali, sia per uso farmaceutico sia per la preparazione di smalti: infatti i "Vasi Sigillati" del Museo Etrusco di Arezzo contengono del boro, che allora era possibile reperire solo in questi luoghi; i Romani si servivano delle acque per le proprietà medicamentose e indicavano il luogo come "Aquas Volaternas" che sarebbe da identificarsi con il Bagno a Morbo presso l'attuale Larderello. Questo luogo ebbe fortuna anche nel Medioevo e nel Rinascimento tanto che Lorenzo il Magnifico, che frequentava questi bagni, teneva la chiave di un bagno solo per se e per la sua famiglia: nel Medioevo dai lagoni naturali veniva estratto lo zolfo, il vetriolo e l'allume che i mercanti volterrani vendevano in tutta Italia. Il primo a scoprire la presenza di acido borico nelle acque dei lagoni naturali fu nel 1777 Francesco Hoefer, direttore delle Farmacie del Granducato di Toscana: ma i primi tentativi di produrre industrialmente l'acido borico facendo evaporare le acque avvennero solo nel 1818: fino ad allora l'acido borico veniva importato in Europa dal Tibet, dove veniva raccolto sui bordi di laghetti di acque calde e veniva chiamato "Tinkal", poi gli Arabi provvedevano al trasporto prima in Spagna e poi in tutto il continente europeo dandogli il nome di "Bùraq". Come già detto, nel 1818 iniziò lo sfruttamento industriale dell'acido borico facendo evaporare le acque boriche in caldaie di ferro sotto le quali si accendeva un fuoco utilizzando la legna, ma era un metodo costoso perché la legna cominciò a scarseggiare e si doveva portare da luoghi sempre più lontani: fu nel 1827 che il conte Francois-Jacques de Larderel, nato a Vienne in Francia nella regione del Delfinato, inventò un metodo meno costoso utilizzando come energia termica il calore del vapore in sostituzione del calore fornito dalla legna per far evaporare le acque boriche. Ma il Larderel non si limitò solo a questo: per questo scopo costruì il Lagone Coperto, cioè una cupola in muratura su un lagone naturale che ne raccoglieva il vapore e lo faceva uscire ad una pressione sufficiente per alimentare termicamente le caldaie di evaporazione delle acque boriche.Quando i sali borici erano precipitati, contenevano una grande quantità di acqua, per eliminare la quale veniva utilizzato, in un primo tempo, un torchio a pressione ed in seguito una centrifuga a vapore che, sfruttando la pressione del vapore, faceva girare velocemente un cestello nel quale venivano immessi i sali borici: questi, ancora umidi, venivano fatti asciugare nei cosiddetti "terrazzi", cioè grandi stanze sotto il pavimento delle quali circolava il vapore. Nel 1828 il Larderel iniziò anche la perforazione, che aveva lo scopo di reperire una maggiore quantità di acque boriche: le prime macchine di perforazione venivano costruite nelle officine locali e avevano la torre in legno, con la percussione che veniva data dagli operai usando argani a mano: nel 1846 il Granduca Leopoldo II di Toscana, in riconoscimento all'opera di Francois de Larderel, imponeva allo stabilimento il nome di Larderello, che avrebbe poi identificato anche il paese sortovi intorno. Nel 1904 il Principe Ginori Conti riuscì a trasformare la forza del vapore in energia elettrica accendendo le prime 5 lampadine e nel 1905 venne fornita energia elettrica per l'illuminazione della fabbrica e del paese di Larderello: nel 1915 entrò in esercizio la centrale n.1 con due gruppi da 2750 KW di potenza. Nel 1931, il 27 marzo, un sondaggio riuscì a raggiungere la roccia serbatoio erogando circa 220 tonnellate/ora di vapore: il soffione, denominato "Soffionissimo", costituì un fenomeno talmente grandioso da far ritenere che non fosse possibile imbrigliarlo; con l'attività di perforazione sempre più accentuata aumentò la produzione di energia elettrica e furono relegate in secondo piano le attività chimiche e nel 1937 furono costruite le prime torri di raffreddamento in cemento armato che sostituirono quelle di legno e che caratterizzano tutto il paesaggio. Attualmente le nuove centrali vengono alimentate direttamente dal vapore proveniente dal sottosuolo e si sta abbandonando il sistema di alimentazione con vapore secondario.

Museo della Geotermia - Da visitare, con Orario:
- invernale : dal 15 settembre al 15 marzo dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 12 (ultimo ingresso) e dalle ore 13,30 alle ore 16,30 (ultimo ingresso) con chiusura alle ore 17. Sabato e festivi chiuso la domenica dalle ore 09,00 alle ore 12 (ultimo ingresso) e dalle ore 13,30 alle ore 17,30 (ultimo ingresso) con chiusura alle ore 18.
- estivo : dal 16 marzo al 14 settembre dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12 (ultimo ingresso) e dalle ore 13,30 alle ore 17,30 (ultimo ingresso) con chiusura alle ore 18. Sabato domenica e festivi dalle ore 10,00 alle ore 12 (ultimo ingresso) e dalle ore 13,30 alle ore 18,30 (ultimo ingresso)con chiusura alle ore 19. 

Per contattare il museo con telefono: 0588-67724 con fax 0588-22555 o E-Mail .

Il museo attualmente è ospitato in un impianto provvisorio in attesa che sia stato restaurato il Palazzo de Larderel che lo ospiterà in via definitiva: attraverso un percorso cronologico il museo ripercorre, anche mediante fotografie, strumenti e macchinari d'epoca, la storia dell'utilizzo dell'energia geotermica. Si possono anche vedere la sala dei plastici e il "lagone coperto": inoltre, se viene raggiunto un numero di quindici persone, si può assistere in diretta all'apertura di un soffione e vi garantisco che è una cosa veramente impressionante perché il vapore ma, soprattutto, il rumore che ne escono sono cose che non si dimenticano facilmente.

ldi.

Ristoranti:
"Il Vinaio" via Cavour,22 Sasso Pisano 058826023.
"Il Sasso" via dei Lagoni, 25 Sasso Pisano 058826031
"Il Gelso" via F.lli cervi, 34 Pomarance 058864739.
"La Burraia" via Garibaldi 40 Pomarance 058865614.

;              Clicca sulle immagini per ingrandirle



La Valle del Diavolo

 

La torre di un soffione boracifero

Un impianto boracifero di Larderello

Il Lagone coperto di Larderello

Altro impianto boracifero di Larderello

 

 


 


 


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