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LE BALZE DEL PRATOMAGNO
di Aldo Innocenti
Il massiccio del Pratomagno rappresenta da un punto di vista
geologico una dorsale asimmetrica allungata in direzione appenninica: questa
dorsale è costituita dalla formazione del Macigno del Chianti nella
parte culminante mentre nella parte settentrionale ed in quella sud
occidentale è formata dal Macigno del Mugello. Anticamente il
versante del Pratomagno che si affaccia sul Valdarno Superiore era
occupato da un grande lago: via via che il lago andava ritirandosi nella
zona sono rimaste alcune pareti verticali, alte alcune decine di metri, che
vengono chiamate Balze e che danno luogo ad un paesaggio veramente
particolare ed unico. Questo aspetto del territorio è il risultato di
processi erosivi che hanno modellato il bordo orientale dei depositi fluvio
– lacustri valdarnesi: infatti l’ erosione scolpisce terreni in base alla
loro maggiore o minore resistenza; le balze sono il prodotto del
modellamento di terreni a giacitura orizzontale in cui si alternano terreni
teneri (argilla e limi) e resistenti (conglomerati). Dopo questa doverosa
introduzione passiamo a descrivere l’ itinerario che altro non è che la
descrizione di una escursione fatta nel marzo 2002 assieme all’inseparabile
amico Romano Corsini: siamo partiti da Pistoia e siamo andati sull’
Autostrade del Sole per uscire al casello di Figline Valdarno; da qui siamo
andati a Pian di Scò, dove abbiamo girato a destra lungo la Strada dei
Setteponti in direzione Arezzo. Questa strada ricalca un percorso
etrusco che serviva ad unire le lucumonie di Fiesole ed Arezzo; più tardi,
in seguito alla conquista dell’ Etruria da parte dei Romani, la strada fu
lastricata e prese il nome di Cassia, prima, e di Cassia Vetus,
poi, per distinguerla dalla Cassia Adrianea che
percorreva, parallelamente, le colline del Chianti. Proprio la Strada
dei Setteponti è quella che ci permette di ammirare le balze dato che
collega i comuni che fanno parte dell’ Area Naturale protetta di
interesse locale Le Balze, che ha una estensione di 2.372 ettari ed è
compresa nei comuni di Terranova Bracciolini (1774 ha), Pian di Scò (627
ha) e Loro Ciuffenna (1 ha). La prima mèta dell’ itinerario è il piccolo
borgo di Piantravigne, che si trova sulla destra (in direzione
Arezzo) della via dei Setteponti a poche centinaia di metri di distanza da
questa: si tratta di una località particolarmente suggestiva perché
circondata da balze e collegata ai territori circostanti da ponti che
attraversano le forre; nei pressi del paese si trova uno delle più
caratteristiche piramidi gialle delle balze (come si può vedere dalla foto
allegata). Da Piantravigne facciamo ritorno alla Strada dei Setteponti per
dirigerci verso Castelfranco di Sopra, grossa cittadina posta proprio
al centro della zona delle balze: qui esiste un percorso di trekking,
segnalato in loco, che in un tempo di tre, quattro ore, permette di
percorrere tutta la zona formatasi nel Pleistocene Superiore grazie all’
azione delle acque: Le balze coprono un vasto territorio compreso tra il
torrente Resco e il torrente Ciuffenna : in questa zona ogni
angolo è da visitare e da scoprire; il CAI di Arezzo vi ha tracciato bel 18
sentieri che permettono di raggiungere tutti i borghi compresi nella zona
(Loro Ciuffenna, Montemarciano, La Penna, Malva, Montalto, Persignano,
Piantravigne, Castelfranco di Sopra, Pian di Scò) passando sopra vecchie
mulattiere che permettono di arrivare alla base o, addirittura, in cima alle
guglie, per godere così di una visione unica. Da Castelfranco di Sopra siamo
andati a Loro Ciuffenna e da qui a destra per andare a riprendere l’
Autostrada del Sole a Montevarchi.
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Le Balze

Aldo alle Balze

La piramide di Piantravigne

La piramide di Piantravigne
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