MASSA MARITTIMA
di Aldo Innocenti

Massa Marittima è posta a 380 m. s.l.m. in provincia di Grosseto e domina una vasta area della Maremma pisana sud-orientale: città di pregio monumentale ed artistico, è divisa in due nuclei, Massa Vecchia (d'impronta romanica e corrispondente all'antico polo dei poteri vescovile e comunale) e Massa Nuova (pianificata nel 1228 con l'espansione del libero comune); per giungervi si può passare dalla via Aurelia svoltando a sinistra dopo Follonica, oppure, come io preferisco, giungendoci da San Galgano (così si possono unire le due visite) e cioè: Autostrada del Sole (A1) fino all'uscita di Firenze Certosa, quindi percorrere la superstrada Firenze-Siena uscendo a Colle Val d'Elsa nord e da qui seguire le indicazioni per Follonica, passando di fronte alla splendida abbazia senza tetto.

La storia.
Massa Marittima esisteva già in epoca preistorica, come attestano i ritrovamenti di manufatti che vanno dall'ultimo paleolitico fino all'età del bronzo effettuati nelle grotte di Tane e Panizzoli, i ritrovamenti di reperti dell'età del ferro avvenuti a Perolla e i ritrovamenti di reperti etruschi e romani effettuati sulle rive del lago dell'Accesa, a Marsiliana e a Poggio Castiglione dove è stato rinvenuta una bella statua di bronzo ellenistico raffigurante Ercole Callinico. Dopo alcuni secolo di oblio l'importanza di Massa M. andò aumentando nel IX sec. quando vi fu trasferita la sede vescovile da Populonia: distrutta dai Saraceni, risorse sotto l'influenza politica ed artistica di Pisa e il Duecento segna il culmine della sua grandezza perché Massa, chiamata "Massa Metallorum" (Massa dei metalli) diviene libero comune nel 1225 e si arricchisce con le sue miniere tanto da redigere, prima in tutta Europa, un codice minerario: il "lex mineraria". Nel 1228, a seguito di una regolare pianificazione, sorge la Città Nuova con una rete viaria a scacchiera che poggia su tre arterie principali e di cui è perno la piazza di S.Agostino, eretta nel 1299; nel 1335 viene assoggettata da Siena, che vi erige una fortezza a segno del suo dominio: fra i castellani più illustri che vi hanno dimorato anche il pittore senese Pietro di Giovanni. La peste (1348), la decadenza e la cessazione dell'attività estrattiva (1396), le condizioni di insalubrità ambientale, ne determinarono la decadenza; nel 1515 passò sotto il dominio dei Medici, ma non si arrestò il suo declino tanto che nel 1737 contava appena 527 abitanti. L'avvento dei Lorena, che bonificarono le zone circostanti e ripresero l'attività estrattiva, riavviò la ripresa economica e la popolazione tornò ad aumentare.

Cosa c'è da vedere.
Come già detto, la città è divisa in due nuclei: Massa Vecchia, nella parte bassa, e Massa Nuova, nella parte alta; entrando in città nella parte vecchia il primo edificio che si incontra è il Palazzo dell'Abbondanza, che poggia su tre archi ogivali ed era il granaio della città e nel cui porticato si trova la antica fonte pubblica costruita nel 1265. Proseguendo si entra in piazza Garibaldi, fulcro della città comunale, sulla quale si affacciano: il Duomo, il Palazzo Pretorio, la Casa e la Torre del Biserno, il Palazzo Comunale. La cattedrale, dedicata a San Cerbone, è l'edificio per cui Massa M. è famosa nel mondo: è un'opera insigne dell'architettura romanico-gotica ed è stata eretta dal 1287 al 1304 su disegno di un architetto pisano che si suppone essere Giovanni Pisano; è rivestita di conci di travertino che le conferiscono il caratteristico color cenere. La maestosa facciata presenta nell'ordine inferiore sette archi ciechi, sopra l'architrave del portale cinque episodi della vita di San Cerbone, nell'ordine superiore un loggiato a cinque arcate e sul muro di fondo un gran rosone; nel timpano si trova una loggia a dieci arcate con la colonna mediana che poggia sul dorso di un uomo inginocchiato e le due più vicine che poggiano su un cavallo e su un grifone e che sono opera della bottega di Giovanni Pisano. Sul fianco destro del Duomo sono decorazioni a tre arcate cieche e sul fianco sinistro tredici archi ciechi; l'interno è a tre navate divise da colonne di travertino mentre sul rosone insiste una splendida vetrata raffigurante San Cerbone davanti al papa Vigilio. Sulla navata destra si trova il Battistero, costruito su un unico masso di travertino nel 1267 da Giroldo da Como; nel presbiterio c'è l'altare maggiore in granito e il coro ligneo del '400 e al centro, dietro l'altare, l'arca di San Cerbone, capolavoro della scultura senese, scolpito nel 1324 Goro di Gregorio e sulle cui quattro facciate sono effigiati otto scene raffiguranti la leggenda del santo patrono della città; a sinistra dell'altar magiore si trova la Cappella della Madonna con la "Madonna delle Grazie" tavola ispirata alla maestà di Duccio ed opera della scuola del maestro senese; nella navata sinistra altri quadri ed affreschi di buona fattura. Palazzo Pretorio: edificio romanico posto davanti alla facciata della cattedrale, fu residenza del Potestà e venne edificato nel 1225/35, nel suo interno ha sede il Museo Civico Archeologico che conserva inestimabili capolavori come la "Maestà" di Ambrogio Lorenzetti, l' "Angelo Annunciante" del Sassetta, la "Madonna col Bambino" di Sano di Pietro e importanti reperti archeologici come la stele antropomorfa dell'età del bronzo. Casa e Torre del Biserno: sono sulla destra del Palazzo Pretorio e sono stati eretti a metà del Duecento. Palazzo Comunale: complesso romanico in travertino a tre piani di bifore e risalente al 1344. La Città nuova si apre con la doppia Porta alle Silici (XIV sec.) che congiunge le musa costruite dai massetani con le mura erette dai senesi: la porta immette in piazza Matteotti ove sorge la quadrangolare "Torre del Candeliere o dell'Orologio", avanzo dell'antica fortezza costruita dai massetani nel 1228 che fu poi unita alla fortezza eretta dai senesi nel 1335 mediante un ardito arco molto singolare. Sulla sinistra di piazza Matteotti insiste il "Palazzo delle Armi", costruito nel 1443 e oggi sede del "Museo di arte e storia delle miniere" che documenta l'attività mineraria dai tempi degli etruschi fino ai giorni nostri; altro edificio di rilevante importanza è la chiesa di S.Agostino, costruita nei primi anni del '300, con la facciata in travertino, la bella abside poligonale e con l'interno ad una sola navata che conserva importanti opere di Lorenzo Lippi ed alti artisti famosi. Miniera museo: vicino a Porta delle Formiche, da via Corridoni si raggiunge l'ingresso della miniera, ricavata in gallerie già esistenti ed allargata per essere usata come rifugio durante l'ultima guerra; vi sono illustrate le varie tecniche di coltivazione dei giacimenti, i macchinari e i minerali che si estraevano: è una visita che si fa con l'aiuto di una guida ed è molto interessante, come vi posso testimoniare personalmente.

Manifestazioni.
"Il Balestro del Girifalco" - Manifestazione che si svolge due volte l'anno: il 20 maggio se festivo, altrimenti la domenica successiva, in onore di San Bernardino da Siena e la seconda domenica d'agosto in ricordo della costituzione della città in libero comune; si tratta di una sfida tra otto balestrieri di ciascun terziere in cui è divisa la città (terziere di Borgo, terziere di Città Nuova e terziere di Città Vecchia) che devono colpire un bersaglio in legno (il simbolico cuore del girifalco, uccello rapace raffigurante il nemico). La sfida è preceduta da un lungo corteo costituito da centocinquanta figuranti in costume medioevale che attraversa la città tra squilli di chiarine e rulli di tamburi per giungere in piazza del Duomo, dove avviene la contesa e dove il vescovo di Massa M.concede la benedizione.
"Lirica in piazza" - Ogni anno dal 3 al 6 agosto vengono rappresentate in piazza del Duomo due opere liriche che vengono poi replicate le sere successive. "I poeti estemporanei e i canti del maggio" - Il primo maggio i poeti dell'ottava rima, abbigliati con coloratissimi cappelli e con in mano finti alberelli, vagano per le campagne dando vita al Canto del Maggio.
"Toscana foto festival" - In agosto mostre fotografiche incontri e proiezioni e in settembre seminari sull'uso delle tecniche fotografiche.

Mineralogia.
Massa Marittima è nata e cresciuta sulle sue miniere, ora abbandonate, dalle quali si ricavano numerosi minerali metallici che hanno dato alla zona il nome di Colline Metallifere: fra i più diffusi i minerali di ferro (pirite), di rame (calcopirite), di zinco (blenda) e di piombo (galena).

 
Clicca sulle immagini per ingrandirle

Il Duomo

Il Palazzo Comunale

La torre della Fortezza Senese

Particolare della Fortezza Senese

Una via caratteristica

Galleria di una miniera



 

 

  Informazioni utili

 


  | Home | Indice | Copyright | Webmaster |