La Storia di - Curzio Malaparte -

Erwin Suckert, padre di Curzio, arriva a Prato nel 1892 e viene assunto al Fabbricone dove applica il suo nuovo sistema di tintura: dal suo matrimonio con Edda Pirelli nascono sette figli (due muoiono in tenera età), Curzio (il cui vero nome è Kurt Erch Suckert) il terzogenito, nasce il 9 giugno 1898. Da piccolo viene mandato a balia presso una povera famiglia che abita fuori Prato (è la famiglia di Milziade Baldi detto Merziade): nel 1906 la famiglia Suckert si trasferisce in Piemonte e successivamente, nel 1910, a Milano e a Carate Brianza. Nel 1911 Kurt torna a Prato da solo per frequentare come esterno il Collegio Cicognini al quale la famiglia lo ha iscritto: sarà ospite ancora una volta della famiglia Baldi e dell'avvocato Perini. Non si trova molto a suo agio nel nuovo ambiente ma riesce bene negli studi tanto da destare l'ammirazione degli insegnanti: dopo essersi arruolato nella Legione Garibaldina combatte in Francia e nel 1915, quando l'Italia entra in guerra contro l'Austria, si arruola come volontario (aveva solo 17 anni). Terminata la guerra si reca a Varsavia come addetto del ministro Tommasini e comincia a collaborare con alcune testate giornalisti- che: stringe amicizia con Pietro Godetti, si dimette dal Partito Repubblicano al quale era iscritto e aderisce al Partito Fascista. Partecipa alla marcia su Roma e nel 1923 diviene segretario della federazione fiorentina dei sindacati fascisti e amministratore della casa editrice "La Voce"; nel 1925 muta il suo nome nello pseudonimo di Curzio Malaparte, nome ricavato da un pamphlet pubblicato a Torino dal titolo "I Malaparte e i Bonaparte". Lavora per vari giornali fra cui "Il Mattino" di Napoli e "La Stampa" di Torino e dopo un soggiorno in Francia il 7 ottobre 1933 viene espulso dal partito fascista a causa del suo carattere individualista ed istrionico e viene condannato all'esilio sull'isola di Lipari per avere svolto attività antifasciste all'estero (la pena gli viene poi ridotta grazie all'intervento di Galeazzo Ciano, genero del Duce). Nel 1938 acquista la Punta Masullo a Capri e qui trascorrerà i più bei momenti di mondanità ed attività artistica: l'anno successivo inizia a girare prima l'Etiopia e poi tutta l'Africa come inviato speciale del "Corriere della Sera". I suoi articoli hanno grande successo perché sereni, obiettivi e senza retorica. Durante il secondo conflitto mondiale sarà corrispondente di guerra con il grado di Capitano degli alpini sui fronti francese, russo e finlandese. Nel 1943, alla caduta del fascismo, viene prima arrestato e poi arruolato nel ricostruito esercito italiano come ufficiale di collegamento fra le truppe alleate e il Corpo Italiano di Liberazione: prende parte alla battaglia di Montecassino: in questo periodo esce a Napoli il suo primo romanzo "Kaputt", un lungo e crudele viaggio di quattro anni attraverso l'Europa e attraverso la guerra. Dopo il successo di "Kaputt" nel 1949 segue quello de "La pelle" nel quale descrive Napoli durante lo sbarco degli alleati. Si reca poi a Parigi e qui diviene un affascinante conversatore, uomo di successo e conquistatore di cuori femminili: pubblica altri racconti "Il Cristo Proibito", "Ballo al Cremino", "Il battibecco"; dopo essere stato membro della giuria al Festival di Cannes decide di realizzare un film tratto dal suo romanzo "Il Cristo proibito", film del quale è regista, sceneggiatore, soggettista e compositore delle musiche. Nel 1952 riprende il suo antico lavoro di inviato speciale in vari paesi europei e in America latina: nel 1954 mette in scena per il Maggio Musicale Fiorentino "La fanciulla del West", poi presenta al Festival Internazionale del teatro di Venezia la commedia in tre atti "Anche le donne hanno fatto la guerra"; la passione per il teatro continua ma nel 1956 esce il suo ultimo romanzo "Maledetti Toscani". Nel 1957 ritorna a fare l'inviato speciale e si reca prima in Russia e poi in Cina: ma parte ammalato ed è costretto a tornare anzitempo in Italia; viene ricoverato in ospedale e il 19 luglio 1957, alle ore 15:48, si spegne nella Clinica Sanatrix di Roma.

 


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