|
SAN GALGANO L'Abbazia di San Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono nella valle
del fiume Merse, tra i paesi di Chiusdino e Monticiano, in provincia di
Siena: per raggiungerli è necessario percorrere l'autostrada del Sole (A1)
fino all'uscita Certosa, quindi la superstrada Firenze-Siena fino
all'uscita di Colle Val d'Elsa nord e quindi seguire le indicazioni per
Follonica. Lasciata Colle Val d'Elsa dopo alcuni km. incontriamo sulla
destra un bar alimentari trattoria che si chiama "La Speranza" e
che prende il nome dal luogo chiamato appunto La Speranza: qui è d'obbligo
fare una sosta e consumare la colazione oppure il pranzo perché è un
locale veramente unico (ci sono sempre macchine parcheggiate davanti!)
dove si consumano cibi della massima genuinità, di mille specie, in mille
forme con uno spettacolo per la vista e l'odorato, ma fra tutti io
consiglio di assaggiare la porchetta perché come si ritrova qui non si trova
da altre parti. La strada che percorriamo è caratteristica perché
alterna lunghi rettilinei a brevi curve con traffico molto scarso: ad un
certo punto giungiamo ad un bivio contrassegnato da un cippo, la colonna di
Montarrenti, e qui dobbiamo svoltare a destra, passare il borgo di Frosini e
seguire le indicazioni per San Galgano, che a questo punto compaiono lungo
la strada (per l'itinerario vedi cartina allegata). Quando arriviamo nei
pressi dell'abbazia lo spettacolo ci lascia veramente stupefatti perché
dinanzi ai nostri occhi,in una zona verde e bellissima, ci appare una
meravigliosa chiesa cistercense senza tetto!! si perché la caratteristica
particolare di San Galgano sta proprio nell'abbazia che non ha tetto ed ha
un prato per pavimento e nel vicinissimo eremo di Montesiepi che racchiude
"la spada nella roccia", cioè la spada che San Galgano infisse
in una roccia quando lasciò la sua vita dissoluta di signore per farsi
eremita. Prima di parlare dell'abbazia e dell'eremo è necessario fare una
breve storia di chi fosse San Galgano e degli avvenimenti che segnarono la
sua epoca e questi luoghi selvaggi e affascinanti: Galgano Guidotti era
nato nel vicino borgo di Chiusdino dai nobili signori Guidotto e Dionisia
che l'ebbero dopo lunghi anni di sterilità e, sembra, (per intercessione di
San Michele Arcangelo) condusse la tipica vita dissoluta e libertina di
tutti i giovani rampolli del suo tempo,quasi come quella di San Francesco.
Con il passare degli anni Galgano cominciò sempre più ad avvertire
l'inutilità di questa vita dissipata e neanche il titolo di cavaliere gli
procurò sollievo:in lui cominciò a maturare l'idea di cambiare vita per
vivere in solitudine a contatto con Dio e la natura, per cui si ritirò
sulla collina di Montesiepi dove visse per dodici mesi in una capanna
circolare costruita con frasche; era il 21 dicembre del 1180. In risposta
alla insistenze della madre e della ormai ex fidanzata perché rientrasse
in città, Galgano conficcò la sua spada nella fessura di una roccia che
affiorava nella sua capanna in segno di rinuncia perpetua alla guerra e
per adorare l'elsa della spada come se fosse, per la sua forma, la croce di
Cristo: visse in solitudine eremitica tutto il resto della sua breve vita
che terminò a 33 anni il 3 dicembre del 1181. Il gesto di pace di Galgano
(la spada infissa nella roccia) e la sua breve e intensa vita eremitica
commossero i suoi contemporanei e già nel 1885,appena quattro anni dopo
la morte, il papa Lucio III° lo proclamò santo e il vescovo volterrano
Ugo Saladini ordinò che fosse sepolto accanto a quel masso che serrava
ancora la croce-spada, unico segno religioso della sua vita, e che vi fosse
costruita sopra una cappella, cappella che assunse subito la particolare
forma rotonda che la contraddistingue ancora oggi. Eremo di Montesiepi. La
particolarità maggiore di questa costruzione è la "Rotonda di San
Galgano" caratterizzata dalla forma circolare con base in pietra fino
a 4 metri e poi con la pietra che si alterna a file di mattoni creando una
vivace alternanza; la parte superiore, del 1300 circa, è in cotto mentre la
cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 così come il campaniletto in
cotto: l'insieme costituisce una struttura veramente particolare.
All'interno la cupola è costruita con l'antico sistema degli anelli
concentrici, usato dagli etruschi nelle loro tombe,non ha nervature o
costoloni e gli anelli concentrici sono bianchi e rossi come all'esterno:
al centro campeggia la famosa "spada nella
roccia"che, con la sua realtà storica mista a leggenda, emoziona
chiunque venga a vederla; le finestre sono quattro a doppio strombo.
All'interno della chiesa si trova la cappella di San Galgano,iniziata nel
1341,con forma quadrata, volta a crociera gotica, affrescata già nel 1344
da Ambrogio Lorenzetti e di cui oggi restano visibili solo la metà delle
opere raffigurate, fra le quali una Maestà, l'Annunciazione, San Michele che
invita San Galgano alla corte celeste. Appena entrati nella rotonda sulla
destra c'è una porta che immette in un locale dove si possono acquistare
ricordini (compresi bei poster) su Montesiepi e San Galgano. Abbazia di
San Galgano. I monaci cistercensi che erano a Montesiepi, poiché il
piccolo eremo non era più capace di contenere loro stessi né gli
innumerevoli fedeli che giungevano alla tomba del santo, nel 1218 decisero
di iniziare a costruire nella pianura sottostante una abbazia incoraggiati
dal vescovo di Volterra, abbazia che sorse con una planimetria tipicamente
cistercense. Nel centro si trovava il chiostro, delimitato a nord dalla
chiesa, a est dai dormitori e dall'aula capitolare, a sud dal refettorio e
dalla cucina e a occidente da altri fabbricati come portineria e
foresteria:tutto il complesso era basato su uno stile di transizione tra il
romanico e quello ogivale tipico dei monaci cistercensi modificato e
ingentilito dal tipico gusto dell'arte senese. La facciata della chiesa
aveva tre porte e quattro colonne a reggere il portico e un architrave,
ben conservato, con un fregio in rilievo mentre gli archi delle porte sono
rotondi. Nell'interno la chiesa è a croce latina a tre navate, è lunga 71
m. e larga 21, suddivisa da16 pilastri cruciformi, con il transetto a tre
navate, l'abside è di forma quadrata con un grande rosone formato da sei
monofore di grande suggestione, i capitelli sono più di un centinaio, di
forme diverse e riproducono motivi ornamentali di gusto romanico
(interessante è il primo a sinistra perché mostra scolpito il
volto di Ugolino di Maffeo, maestro capo degli intagliatori di pietra). Le
volte della chiesa erano ogivali e quadripartite, ma, purtroppo, il tempo e
la negligenza dell'abate commendatario Girolamo Vitelli, che vendette il
piombo di copertura, ne causarono la completa rovina; ad accelerare la
caduta del tetto concorse anche il crollo del campanile che sorgeva sul
lato sinistro del transetto: era alto 36 m. e rovinò completamente il 6
gennaio 1786, trasformando così la splendida abbazia, peraltro già in
rovina, in una cava di pietre e colonnine per i paesi e le fattorie dei
dintorni. Bisogna però aggiungere che proprio la mancanza del tetto dà a
questa costruzione religiosa una fascino veramente particolare, unico, che
ne fanno uno dei più suggestivi monumenti religiosi non solo della
Toscana ma del mondo intero di cui solo visitandolo ci se ne può rendere
conto: gli altri edifici accanto all'abbazia sono il chiostro, o meglio quel
poco che ne rimane, ma che basta a farsi un'idea di come dovesse essere
magnifico, la sala capitolare, che era la sala di riunione della
comunità, e che ha al centro due tozze colonne che sorreggono sei volte a
crociera, e lo Scriptorium, il luogo destinato ai lavori intellettuali,
che
conta molto finestre ed è molto ampio e diviso in due navate da cinque
pilastri cruciformi. I locali annessi all'abbazia ospitano già da alcuni
anni alcuni ragazzi della "Comunità Incontro" di Don Pierino
Gelmini che si interessa del reinserimento nella società di ex
tossicodipendenti e sono loro che tengono in ordine tutta la zona di San
Galgano. |
Clicca sulle immagini per ingrandirle
|
| Info Utili |