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SANTONUOVO di QUARRATA
di Damino (Roberto Innocenti)
Santonuovo è una piccola frazione del comune di Quarrata adagiata ai
piedi del versante orientale del Montalbano: la popolazione attuale è di
circa 1250 persone. La conoscenza di questa piccola località è dovuta al
famoso e caratteristico Lago, dove in estate è possibile trascorrere un
bel pomeriggio domenicale nel fare delle belle passeggiate ed anche una
merenda in compagnia di amici e parenti. Santonuovo si trova a metà del
viale Europa che da Quarrata porta a Casalguidi.
- FATTORIA POGGI BANCHIERI
Costruzione imponente del Santonuovo è la villa, o fattoria, Poggi
Banchieri che risale al XVI secolo ed acquistata nel seicento dalla
omonima famiglia che le ha dato il nome. Verso la fine del XIX secolo
venne rifatta la facciata ed il giardino, inoltre fu aggiunto la torretta
di mattoni e pietre sul lato posteriore. Da ricordare i tanti possedimenti
della famiglia, sia al Santonuovo, sia in collina a Montemagno, sia il
bosco fino alla cima del Montalbano dove si trovava una Torre (dove
attualmente c'è un ripetitore telefonico). La torre era meta di
escursioni da parte della popolazione del Santonuovo e limitrofa, fino al
1944, anno in cui fu fatta saltare dai tedeschi. I prodotti che possiamo
trovare in fattoria sono olio e vino.
- IL NOME
Il nome Santonuovo: ci sono diverse teorie circa l'origine del nome di
questa frazione; una è che derivi dal fatto che , una volta costruita la
chiesa e intitolata a San Germano di Auxerre, del tutto sconosciuto al
popolo, la gente, quando vi si recava, usava dire: "andiamo al Santo
Nuovo", ma questa dicesi che sia solo una diceria completamente
infondata. L'origine più probabile è quella che prima della nascita
della parrocchia, vi era un oratorio intitolato a Santa Maria Nuova, o
Novella, di cui si hanno notizie fin dal XIV secolo. Questa cappella, con
l'ospedale che vi era annesso, passò alla Famiglia Banchieri, inoltre nel
1785 al posto dell'oratorio venne costruita "ex novo" la chiesa,
diventando parrocchia indipendente dalla pievania di Montemagno.
- LA STORIA e LA CHIESA
La località di Santonuovo è stato campo
di diverse battaglie. Nel 1301 Carlo di Valois parte da Roma, per ordine
del Pontefice Bonifacio VIII, con un gran numero di fanteria e cavalleria
per raggiungere Santonuovo, dove si era rifugiata la fazione dei Bianchi
(avversa a quella dei Neri, entrambe di Pistoia) e vi fu un violento
combattimento, finché la sorte fu a lui favorevole. Durante questa
battaglia tutto il territorio fu devastato e quasi tutte le case subirono
gravi danni. Tra il 1449 e 1500 si combatté una dura e sanguinosa
battaglia, con grandi perdite di vite umane, fra i Panciatichi, nobile
famiglia pistoiese di parte Ghibellina, ed i Cancellieri, altra nobile
famiglia pistoiese di parte Guelfa, con vittoria finale dei Cancellieri.
Naturalmente i Panciatichi non si arresero, ed al comando di un capitano,
Gori Meo, nativo del posto, ci fu una contro offensiva verso i
Cancellieri, lo scontro violento avvenne alla Ferruccia e dei Cancellieri
fu fatto un massacro. In quegli anni ci fu anche una grande epidemia di
peste che procurò molte vittime. Personaggio che ha dato lustro al
Santonuovo fu Mons. Zanobi Banchieri, uomo di grande scienza e dottrina.
Nacque il 22 luglio 1747 da Ignazio Banchieri, Patrizio Pistoiese e da
Caterina dei Marchesi Bartolini Salimbeni di Firenze. Fin da piccolo fu
mandato a Roma a studiare sotto gli occhi dello zio Cardinale Francesco,
inoltre frequentò l'Università di Pisa e nel 1768, a soli 21 anni fu
decorato del titolo di Dottore in Giurisprudenza e in Diritto Canonico. Il
23 giugno 1770, sotto il pontificato di Clemente XIV, vestì la Mantellina
Prelatizia. Mons. Zanobi Banchieri però non amava il lusso, la vanità,
il fasto, ed approfittando della sua malferma salute, chiese ed ottenne
dal Pontefice di ritirarsi nella sua fattoria di Santonuovo, dove condusse
una vita di studio, di preghiera e di carità. Morirà nella sua villa di
Santonuovo il 14 agosto 1798. Durante questi anni la popolazione del
Santonuovo sente il desiderio ed il bisogno di formare una nuova
comunità, distinta dalla chiesa madre di Montemagno, anche perché la
popolazione è in aumento. Questo desiderio venne a concretizzarsi tramite
Mons. Zanobi Banchieri, perché era amico e consigliere dell'allora
Vescovo Mons. Scipione De' Ricci, ed era anche in buoni rapporti col
Granduca Leopoldo di Toscana. Fu quindi inoltrata la richiesta da un
gruppo di famiglie ed il benestare, sia del Vescovo, sia del Granduca non
tardò ad arrivare. La chiesa venne costruita su un appezzamento di
terreno di proprietà della famiglia Banchieri. I lavori per la
costruzione della nuova chiesa iniziarono il 28 maggio 1874 e terminarono
ai primi di settembre del 1785. Per la costruzione della chiesa, si decise
di aprire un piccola fornace per la preparazione del materiale occorrente,
visto che si poteva usare la terra del posto, idonea allo scopo ed alla
manovalanza gratuita; inoltre nelle vicinanze della fornace fu anche
costruita una bottega per il fabbro che doveva preparare il ferro
occorrente per l'edificazione della chiesa. Domenica 18 settembre 1785 è
il grande momento per la comunità di Santonuovo: l'inaugurazione e
consacrazione della chiesa; era presente il Vescovo di Pistoia e Prato
Mons. Ricci, numerosi sacerdoti, Mons. Zenobi Banchieri e tutta la
popolazione. La chiesa viene intitolata a San Germano, Vescovo di Auxerre,
uno dei più celebri prelati della Chiesa francese. L'interno è ad una
sola navata coperta in volta terminata da abside semicircolare e
caratterizzata dallo stesso motivo di lesene e cornici come all'esterno.
L'altare maggiore è di forma cinquecentesca e risalente all'epoca della
fondazione della Chiesa. I parroci che si sono succeduti alla chiesa di
Santonuovo sono stati: Rocco Frosini di Casalguidi, dal 1786 fino alla
morte che lo raggiunse nel 1810. Dal 1811 al 1844 fu parroco Luigi
Niccolai di Valenzatico; mentre dal gennaio 1845 all'aprile del 1891 fu
Venanzio Pacini di Migliana. Dopo di lui venne promosso parroco il
Cappellano Teofilo Saielli di Montemagno fino al maggio del 1903. La
parrocchia poi passò in mano al cappellano Emilio Sanesi di Prato,
promosso parroco nell'aprile del 1913; e vi è stato parroco fino alla sua
morte avvenuta nel 1949. Dal 7 luglio 1949 è tutt'ora parroco Don
Aldemiro Cinotti, già ivi cappellano dal 1940.
- ATTIVITA' ECONOMICHE
Fin dal 1787 abbiamo notizie di una "rivendita" di cose
varie, utili per quei tempi. La Bottega è sempre stata in via Santonuovo
ed abbastanza spesso si trasferiva da famiglia a famiglia fino al 1974,
anno in cui il negozio di generi alimentari si trasferì all'incrocio sul
viale Europa. In località "Passaiole", sotto il torrente
Stella, dal 1793 esisteva un mulino che si è tramandato fino al 1958,
dopodiché vi è stata costruita un'abitazione ed il molino non esiste
più. Santonuovo ha una scuola materna ed elementare che raccoglie tutti i
bambini del paese stesso ed anche di Montemagno e Campiglio. Nel 1953 fu
inaugurato l'ufficio postale, dopo un iter burocratico, perché anche
Montemagno ne aveva fatta richiesta, e la soluzione fu che anche
Montemagno ebbe il proprio ufficio postale. Oggi l'economia della zona si
basa su piccoli insediamenti di carattere industriale, principalmente nel
settore del mobile, soprattutto falegnami e tappezzieri, ma non mancano
attività agricole, soprattutto del settore vivaistico.
Dal Dizionario Corografico della Toscana del Cav.
Repetti, stampato nel 1855 e che costituisce la base fondamentale
di tutta la storia e la geografia della Toscana ( vi sono indicati tutte le
città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico), ritengo fare
cosa utile pubblicare quello che riporta su Santonuovo e anche se il linguaggio
è quello di 150 anni fa (tanto per dire non si parla di Toscana ma di
Granducato di Toscana) credo che leggere queste righe sia veramente
affascinante.
S. Germano al Santo Novo nella Valle dell'Ombrone pistojese. - Casale che
prese il titolo dalla antica sua chiesa, già oratorio chiamato al
Santonovo, ora parrocchiale sotto il piviere di Montemagno, nella
Comunità Giurisdizione e circa 4 miglia toscane a maestr. di Tizzana,
Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze.Risiede alla base orientale
del Mont'Albano, ossia dei Monti di Sotto Pistoja, rapporto a quelli che
diconsi di Sopra spettanti alla catena dell'Appennino, poco lungi dal
torrente Stella, sul quale esiste il ponte di S. Germano. La ch. di S.
Germano al Santo Nuovo fu eretta in cura sotto il G.D. Pietro Leopoldo.
Essa nel 1833 contava 507 abitanti. Pagliariccio nella Valle dell'Ombrone
pistoiese, ora detto al Santo Nuovo. - Ciò si deduce da una membrana del 4
gennajo 1447 del convento di S. Lorenzo, che fu degli Agostiniani di
Pistola, ora de'PP. Cappuccini, dove si fa menzione della chiesa allora
desolata di S. Maria Nuova di Pagliariccio detta volgarmente del Santo
Nuovo.
Al Santo Nuovo cui si può aggiungere la notizia della prima intitolazione
di quella cura che era di S. Maria al Santo Nuovo nel territorio di Monte
Magno, diocesi di Pistoja, la quale fu soppressa in virtù di una bolla del
Pontefice Paolo V scritta nel 29 luglio 1608, per cui instituì con i suoi
beni una commenda alla famiglia Banchieri di Pistoja già patrona di
quella cura, sopprimendola a condizione, che Niccolò Banchieri, il quale
aveva fatto istanza al Pontefice Paolo V per tale riduzione, aggiungesse
di proprio altri 60 scudi l'anno alla rendita di quei beni. |
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Chiesa di S. Germano: 1' immagine

Lago del Santonuovo

Chiesa di S. Germano: 2' immagine

Altra immagine del lago del Santonuovo

Chiesa di S. Germano: 3' immagine

Il Montalbano dal Santonuovo

Fattoria Poggi Banchieri a Santonuovo
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