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Il
Sasso di Simone
(m. 1204) è situato per metà in Toscana e per metà nelle Marche mentre il
Simoncello
(m. 1220) è tutto in territorio marchigiano, nell’antico territorio del
Montefeltro. Entrambi i monti fanno parte del Parco Naturale del Sasso Simone e
Simoncello che ha un’estensione di 4.847 ettari ed è racchiuso tra le valli dei
fiumi Marecchia e Foglia e comprende la foresta di cerri più vasta dell’Italia
centrale.
Sul Sasso di Simone, una grande cartello ci ricorda la cerimonia che qui
avvenne all'inizio del '500 quando si procedette alla costruzione dell città
fortezza, voluta da Cosimo de' Medici per difendere la Toscana dalla mire dei
Duchi di Montefeltro. Sparsi tra la vegetazione si possono notare le mura e
altri ruderi di quella che era chiamata la "città del sole". Il pianoro
sommitale presenta un’alternanza di praterie e boschi di cerro e il panorama
che da qui si gode è molto ampio: si va dai monti dell’appennino tosco -
marchigiano, ai monti dell’Alpe della Luna al vicino e imponente Monte Carpegna
con lo sguardo che si spuò spingere fino al mare Adriatico.
Nel centro dell’altipiano campeggia una croce costruita in memoria della
presenza dell'antica Abbazia di S. Angelo, fondata dai Monaci Benedettini
all'inizio del XII secolo.
Da Ca' Barboni (quota 981, punto 1 della cartina) va seguito il sentiero CAI n.
61 che si snoda all'interno dell'Area Protetta del Parco del Sasso di Simone e
del Simoncello: fatto rifornimento idrico alla fonte che si trova in questo
piccolo borgo, andiamo verso nord seguendo i segnavia bianco - rossi. Il
sentiero sale e, attraversato un prato, giungiamo ad una recinzione: apriamo il
cancello e lo chiudiamo prontamente perchè questo racchiude una grande area
dove si trova un poligono militare e dove pascolano bovini (mucche chianine) e
cavalli allo stato brado.
Saliamo ancora e arriviamo in vetta ad un colle da
dove ci appare la bellissima visione del Simone e del Simoncello: dal colle
(quota 1022, punto 2 della cartina, 20 minuti dalla partenza) il sentiero gira
a sinistra per snodarsi sulla cresta del colle, lasciando ai lati calanchi e
crete colorate di notevole suggestione, con una varietà di colori incredibile
che vanno dal giallo (delle rocce ricche di rame) al rosso (delle rocce ricchi
di pirite). Giunti di fronte alla grande parete del Sasso di Simone,
abbandoniamo il sentiero 17 (quota 1116, punto 3 della cartina, 40 minuti dalla
partenza) per andare dritti verso il Simoncello seguendo il sentiero 17 che ci
porta alla base della montagna attraverso un fitto bosco di cerri: l'altopiano
sommitale si raggiunge in pochi minuti di cammino ma bisogna stare molto
attenti perchè c'è un passaggio abbastanza esposto. Consigliamo, quindi, di
fare questa deviazione solo a coloro che abbiano dimestichezza con le
escursioni in montagna e non soffrano di vertigini: il Simoncello (quota 1220,
punto 4 della cartina, 1 h. e 20 minuti dalla partenza) è più alto del Sasso di
Simone di 16 metri.
Facciamo poi ritorno al bivio del sentieri 61 e 17 (quota
1116, punto 5 della cartina, 1 h. e 50 minuti dalla partenza) e andiamo a
sinistra nella piccola vallata attraversata da un torrente, seguendo i segnavia
bianco - rossi del sentiero CAI n. 17: giunti sull'altro lato dell'impluvio,
incrociamo il sentiero proveniente da Sestino (quota 1130, punto 6 della
cartina, 2 h. e 10 minuti dalla partenza).
Lo seguiamo,
andando a sinistra per pervenire ad un grande faggio posto all'inizio dello
stradello che porta in vetta al Sasso. Infatti qui transitava l'antica strada
fatta costruire all'inizio del '500 da Cosimo de' Medici per raggiungere la
città fortezza che egli aveva fatto costruire sul pianoro sommitale: su queste
antiche pietre, messe per taglio per dare più solidità alla strada, sono
transitati cavalli e carrozze e il Granduca Cosimo con i suoi luogotenenti.
Seguiamo la strada e giungiamo all'inizio dell'altopiano del Sasso di Simone
(quota 1204, punto 7 della cartina, 2 h. e 30 minuti dalla partenza): qui ci
accoglie un grande cartellone che ricorda la cerimonia inaugurale della
costruzione della città fortezza.
Proseguendo il cammino incontriamo i resti
della vecchia città, ormai nascosti dalla fitta vegetazione che si è
sviluppata: vecchie mura, i ruderi dell'antica cisterna e altri reperti. Sul
punto più alto del pianoro è stata posta una croce in ricorda dell'abbazia di
S. Angelo. che i monaci benedettini vi avevano costruito nel XII secolo. Nel
camminare sull'altopiano bisogna prestare molta attenzione: infatti questa è
una zona carsica e sono frequenti depressioni e affossamenti del terreno, per
cui prestiamo molta attenzione a dove mettiamo i piedi. $img=3012/200/150/s
Inoltre è bene non affacciarsi troppo sull'orlo del Sasso perchè, specialmente
il versante ovest, presenta pareti con notevoli precipizi.
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