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SOVANA
di Aldo Innocenti
Dopo aver fatto il
bagno alla cascata del Gorello di Saturnia, facciamo ritorno con l'auto per
la strada che ci riporta verso l'Amiata ma per girare a destra dopo pochi km
seguendo le indicazioni per Sovana: arrivati in questo borgo ci sembra di
aver fatto un passo indietro nel tempo, di essere tornati nel medioevo e
solo le auto parcheggiate ci riportano alla realtà, perché sono fermamente
convinto che pochi paesi come questo diano una tale impressione. Le origini
di Sovana sono antichissime, addirittura all'Età del Bronzo (1.000 a.c.),
passando poi agli insediamenti villanoviani e agli etruschi che le hanno
dato fama e lustro (la chiamavano Suana) come attestano le sue monumentali
necropoli: la colonizzazione romana la toccò solo marginalmente e già nel IV
sec. d.c. divenne sede vescovile e centro di riferimento nel processo di
cristianizzazione della Toscana meridionale. Nel 935 la città fu scelta dai
conti Aldobrandeschi quale capoluogo della loro contea che si estendeva
dall'Amiata a tutta la maremma: nell'XI° sec. Sovana dette i natali a
Ildebrando di Savana, papa Gregorio VII°, che si impose come figura di primo
paino nelle lotte tra Chiesa e Impero, tra potere spirituale e potere
temporale e fu proprio lui che a Canossa, nel castello della famosa contessa
Matilde, umiliò l'imperatore Enrico IV° costringendolo ad attendere per tre
giorni nella neve prima di riceverlo. A partire dal Duecento la Contea
Aldobrandesca iniziò un rapido declino culminato nella battaglia di
Montaperti (1260) tra i guelfi di Sovana e i ghibellini di Santa Fiora; nel
1312 Sovana entrò a far parte dei possedimenti degli Orsini e nel 1400 fu
occupata dall'esercito senese iniziando così un lento declino che ne ridusse
drasticamente la popolazione nonostante il tentativo della famiglia dei
Medici di ripopolarla con immigrati greci e nonostante anche il tentativo di
ripopolarla effettuato dai Lorena, tanto che nell'ottocento contava solo 110
abitanti; ora, grazie alla riscoperta delle sue antichità, è rinata a nuova
vita. Prima di entrare in paese ci accoglie quello che resta della Rocca
Aldobrandesca (XI° sec.) e poi nella strada principale, vero e proprio saldo
indietro nel tempo, ci appaiono quelli che, insieme al Duomo, sono gli
edifici più importanti tutti situati nella Piazza del Pretorio: il Palazzo
Pretorio (duecentesco, ornato di stemmi scultorei e sede del museo
archeologico), la Loggia del Capitano (a due portici con maestoso stemma
mediceo e che un tempo ospitava il Capitano che governava il popolo), il
Palazzo dell'Archivio (posto al centro tra la via di Mezzo e la via di
Sotto, sormontato da uno slanciato campanile a vela di ridotte dimensioni e
già sede del comune con la facciata ornata da tre finestre a mensola e da un
orologio molto antico azionato da un vecchio meccanismo formato da pesi
ottenuti da due grandi pietre di fiume), la chiesa di S.Maria, sul lato
sinistro (risale al XII° - XIII° sec. con interno a tre navate e con al
posto dell'altare maggiore un raro ciborio preromanico dell'ottavo secolo,
unico in tutta la Toscana, veramente un pezzo celebre e prezioso), il
Palazzo Bourbon del Monte e la piccola chiesa di San Mamiliano, dedicata al
culto del santo patrono del paese. All'estremità ovest del borgo di trova il
Duomo, per raggiungere il quale dobbiamo percorrere una stretta via dove si
trova la casa natale di Ildebrando di Savana (papa Gregorio VII°) che
attualmente ospita un piccolo museo, vero e proprio gioiello: è il museo
della Malacologia, cioè della conchiglie di terra e vale assolutamente la
pena di visitarlo. Il Duomo è un raro esempio di cattedrale in stile
gotico-romanico e risale al IX° sec., ha un rifinitissimo portale di marmo e
l'interno diviso in tre navate da una serie di massicci pilastri cruciformi
a due colori con capitelli scolpiti in maniera sublime: la cattedrale
custodisce le spoglie di San Mamiliano, patrono di Sovana, ed è costruito in
tufo, pietra originaria proprio di queste zone. I dintorni di Sovana sono un
concentrato di reperti e tombe etrusche come pochi altri posti: tombe a
camera, a dado, a semidado, a edicola, a fossa, a tempio, le caratteristiche
"tagliate" (vie cave scavate dagli etruschi direttamente nel tufo). Per
elencarle tutte occorrerebbe molto spazio per cui mi limiterò a citare solo
le più importanti: la necropoli di Folonia (lungo l'omonimo torrente), la
necropoli di monte Rosello, valle Bona e la tomba del Sileno, la necropoli
di Sopraripa, la tomba Pisa (in località Poggio Grezzano nella valle del
Calesine), la tomba Ildebranda (così chiamata in onore del papa Gregorio VII°
- Ildebrando di Sovana) unico modello etrusco di tomba a tempio e veramente
eccezionale, la tomba del Tifone, del Cavone, la tomba Pola, la necropoli di
Pian Casale.
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Piazza del Pretorio

Aldo e Romano a Sovana

Il campanile del Duomo

Aldo a Sovana

Aldo nella Via Cava
di S. Sebastiano

Il Palazzo Pretorio

Il Duomo dalla Tomba Ildebranda

La cripta del Duomo

La Tomba Ildebranda

La via cava di S. Sebastiano

Mauro a Sovana

Mauro nella via cava
di S. Sebastiano

Il Palazzo dell'Archivio

Romano a Sovana

Romano davanti al campanile
del Duomo

La svastica nella via cava del Cavone,
simbolo etrusco del sole
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