TORRENTI DELLA PIANURA PISTOIESE
di Aldo Innocenti e Roberto Innocenti (Damino)
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Il vasto lago che occupava la pianura tra Firenze e Pistoia si vuotò per movimento orogenetici e per l’azione dell’emissario (il fiume Arno) attraverso la stretta della Gonfolina: questa lasciò una vasta zona paludosa perché la soglia della Gonfolina stessa non era di tale livello da permettere ancora il libero deflusso delle acque.
Per questo nel Medioevo una delle preoccupazioni maggiori dei pistoiesi fu quella di regolare il deflusso delle acque che coprivano spesso le loro terre e le stesse vie di comunicazione: così le strade principali non transitavano per la via breve e comoda di pianura, bensì ai margini della pianura stessa, alle pendici dell’Appennino e del Montalbano. L’esempio più noto è quello della via Vecchia Fiorentina: infatti la strada che ancora porta questo nome, altro non è che l’originaria via che metteva in comunicazione Pistoia con Firenze, transitando ai piedi del Montalbano, ed evitando, così, le zone paludose della pianura. Infatti la Vecchia Fiorentina transitava, e transita tutt’oggi, da Masiano, Castel de’ Fedi, Madonna dei Porciani, Valenzatico, La Magia, Quarrata, La Costaglia, Catena, ecc.
Per regolamentare le acque della pianura pistoiese venne fatto un lavoro enorme creando circa 70 km. di alvei artificiali e 280 km. di argini artificiali: ciò è reso evidente dal fatto che gli argini di molti torrenti, Ombrone, Sella, Brana, Calice, ecc, sono sopraelevati rispetto al piano stradale, mentre gli alvei sono al pari delle strade stesse.
Il territorio della pianura pistoiese è interessato dal bacino del torrente Ombrone, il quale costituisce il collettore delle acque di tutta la zona, ricevendo tre affluenti principali sulla sponda orografica destra (Vincio di Brandeglio, Vincio di Montagnana e Stella) e tre affluenti principali sulla sponda orografica sinistra (Brana, Bure ed Agna uniti a formare il torrente Calice). Bisogna, però, dire che prima della regolamentazione delle acque effettuata in epoca medioevale tutti i torrenti che gravitavano nella zona di Pistoia confluivano nell’Ombrone stesso in una fascia assai ristretta che andava dal Ponte alla Pergola a Badia a Pacciana, creando gravissimi problemi in quanto l’Ombrone non era in grado di ricevere tutta questa grande quantità di acqua e tracimava spesso, creando disagi inimmaginabili.
Nel XII e XIII secolo furono effettuati enormi lavori che modificarono tutto il regime idraulico della pianura pistoiese, rendendolo più sicuro: così il sistema Calice – Agna – Bure – Brana era stato portato a scaricare direttamente nell’Ombrone a Bocca di Calice, mentre lo Stella, che raccoglieva tutti i corsi d’acqua provenienti dal Montalbano, era stato portato a gettarsi nell’Ombrone appena più a sud. Questa grandiosa opera di regolazione fluviale portò grandi benefici alla pianura pistoiese, ma, contemporaneamente,  ne arrecò invece tanti alla pianura pratese, e, segnatamente, alla zona di Poggio a Caiano e di Lecore.

  

OMBRONE

Per l’Ombrone non ci sono prove che il suo corso sia stato spostato artificialmente in età medioevale: comunque è certo che nel corso dei secoli il torrente abbia variato il suo percorso, tant’è che la strada che transita da Bonelle per San Pierino Casa al Vescovo è tutt’ora denominata via Ombrone Vecchio. Quello che è assai probabile è che il torrente Brusigliano altro non sia che il primitivo alveo del torrente Ombrone: in un documento dell’XI secolo viene citato un ponte che attraversa il Brusigliano stesso e che dà il nome alla zona, da cui si deduce che il ponte dovesse avere una notevole importanza, e che doveva essere a cavallo di un torrente molto più significativo dell’attuale corso del Brusigliano. Sicuramente gli argini dell’Ombrone sono stati alzati notevolmente in epoca medioevale, mentre l’alveo, riempitosi di sabbia e sassi, scorre quasi all’altezza del piano stradale. Fu nel ‘700 che il tratto dell’Ombrone compreso fra Pontelungo e Ferruccia venne modificato: i lavori procedettero per parti, mediante tagli nel punti più tortuosi, provvedendo contemporaneamente a rifare i ponti e a sistemare gli argini. Dal 1723 al 1731 si pose mano ai restauri dei ponti di Bonelle, Castellare e Ferruccia.
L’Ombrone nasce sulla Collina pistoiese, in località Lagoni, ed ha un corso di circa 47 km.: sfocia nell’Arno in località Stazione di Carmignano, nei pressi di Poggio alla Malva.: come già detto, costituisce il collettore delle acque di tutta la pianura pistoiese, ricevendo tre affluenti sulla sponda orografica destra (Vincio di Brandeglio, Vincio di Montagnana e Stella) e tre affluenti sulla sponda orografica sinistra (Brana, Bure ed Agna uniti a formare il torrente Calice).

Sorgente
L'Ombrone nasce sopra i Lagoni, località situata fra San Mommè e il Passo della Collina: la sorgente si trova a 984 m. s.l.m. alla longitudine di 28° 34' e latitudine di 44° 02'.

Affluenti
Dalla sorgente alla foce
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Forra di Vincigliaia e Fossaccio - sinistra idrografica
Fosso Torbido, Fosso Gliceia, Forra di Fabbricaccia, Forra di Fabbrica, Fosso Piestro, Rio Piestro, Vincio di Brandeglio, Torbecchia, Rio della Fallita, Vincio di Montagnana - destra idrografica
Rio Brusigliano, Agna, Bure e Brana (questi tre danno origine al Calice), Fosso Bardena, Torrente di Iolo - sinistra idrografica
Stella, Furba, Fosso Colecchio, Filimortula - destra idrografica

Gore dell'Ombrone

La principale derivazione dell'Ombrone è la Gora di Gora, nota anche come Gora Ombroncello: questo canale artificiale ha inizio presso il ponte di Gello, mediante un manufatto a tre arcate, fornite di paratie metalliche azionate da argani. Raggiunta Capostrada la Gora si divide in due rami, uno continua a chiamarsi Gora di Gora o Gora Ombroncello, l'altro Goricina di Capostrada. La prima entrava in città da Porta al Borgo e traversava gli attuali Corso Gramsci, Via Curtatone e Montanara, Via Buozzi, Via Cavour, Via Filippo Pacini, quindi si univa alla Gora di Scornio (canale artificiale proveniente dalla Brana) e poi si univa anche alla Gora di Candeglia (a sua volta canale artificiale proveniente dalla Bure). La Goricina di Capostrada, dopo aver attraversato l'odierna Via Dalmazia, confluiva nella Gora di Scornio.

Ponti
Dalla sorgente alla foce

Viadotto Ferroviario di San Mommè - Ponte di Villa di Piteccio - Ponte del Dispetto (a Piteccio) - Ponte di Serni (a Piteccio) - Ponte del Molinuzzo (fra Piteccio e San Mommè) - Ponte del Piestro (per Saturnana e Le Grazie)  - Ponte Calcaiola - Ponte di Gello - Ponte alle Tavole - Pontelungo - Ponte ferroviario sulla Pistoia - Lucca a Pontelungo -  Ponte dell'Autostrada A11 - Ponte di Bonelle - Ponte alla Pergola - Ponte del Castellare (a Bottegone) - Nuovo Ponte di Bottegone - Antico ponte della Ferruccia - Ponte dei Baldi (Ferruccia) - Ponte di Via IV Novembre (Ferruccia) - Ponte della Caserana - Ponte a Tigliano - Ponte di Caiano o del Mulino - Ponte all'Asse- Ponte di Castelletti - Ponte ferroviario sulla Firenze - Pisa alla Stazione di Carmignano -

 

Opifici
Un tempo lungo il corso del torrente Ombrone erano numerosissime le attività produttive che sfruttavano la forza dell'acqua
Dalla sorgente alla foce

Mulino Giannini (San Mommè)
Mulino Vivarelli San Mommè)
Mulino del Diddi (San Monmmè)
Polveriera (Crocetta di San Mommè)
Mulino Bertocci (Piteccio)
Centrale idroelettrica (Piteccio)
Cartiera Giacomelli (Piteccio)
Mulino di Serni (Piteccio)
Mulino Betti (Piteccio)
Pastificio Chelucci (Piteccio)
Mulino di Scatena (fra Piteccio e San Felice)
Cartiera di San Felice (San Felice)
Carbonizzo (San Felice)
Ferriera di Fabbrica (San Felice)
Ferriera di San Felice (San Felice)
Mulino del Poggiolino (Piestro)
Mulino di Piestro (Piestro)
Frantoio Boschi (Piestro)
Mulinaccio (Ponte Calcaiola)
Mulino di Sant'Atto (Ponte Calcaiola)Cartiera (Capostrada)
Mulino di Ponte alla Pergola (Ponte alla Pergola)
Mulin Nuovo (Molino Nuovo - Catena di Quarrata)
Mulino di Ponte a Tigliano (Poggio a Caiano)
Mulino del Ponte (Poggio a Caiano)
Mulino della Nave (Lecore)
Mulino di Castelletti (Castelletti di Signa)
Mulino di Riccobatura (Stazione di Carmignano)
Mulino della Fama (Stazione di Carmignano)
Fabbrica di dinamite Nobel (Stazione di Carmignano)


Il Torrente Ombrone  dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti.
Il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicate tutte le città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta sul torrente Ombrone  e, anche se il linguaggio è quello di 160 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.
Ombrone Pistoiese (Umbro minor fl.) - Chiamasi Ombrone pistojese, o Ombrone minore quella fiumana tributaria dell'Arno che nasce nel luogo appellato i Lagoncelli sulla faccia meridionale dell'Appenino pistojese fra il monte delle Piastre, posto a ponente, e sulla di cui schiusa nasce il Reno bolognese, e il poggio dell'Ospedaletto, che sta al suo levante, dove sorgono le prime fonti del Limentra tributario del fiume Reno, di cotesto che avviasi nel mare Adriatico, mentre l'Ombrone pistojese si dirige con l'Arno nel Mediterraneo. Sull'etimologia dell'Ombrone pistojese molto distante dall'Ombrone sanese, che vogliono alcuni derivasse il suo nome dai popoli Umbri, allorché essi prima degli Etruschi abitarono in queste contrade, è miglior cosa non parlare, per timore di dire peggio. Le prime scaturigini dell'Ombrone pistojese trovansi sotto il grado 44°  2' di longitudine e il grado 28°  34' di latitudine a una elevatezza non ancora ch'io sappia calcolata, la quale però non deve essere maggiore di 630 braccia sopra il livello del mare. Dalla cima del monte le varie fonti riunite alla foce di Piteccio scendono precipitose da settentrione a ostro sino al Ponte S. Felice o del Piestro, dove si apre la pianura di Pistoja. Poco più avanti porzione delle sue acque artatamente deviasi alla sua sinistra nella Gora d'Ombroncello, ossia nella Gora di Gora; e viceversa il fiume riceve alla parte destra presso il ponte di Asinaja il tributo dal torrente Vincio di Brandeglio, più vicino a Pistoja il Torbecchia, e al nuovo Pontelungo d'Ombrone, un miglio a ponente di Pistoja, il torrente Vincio di Montagnana. Costà l'Ombrone cambiando direzione da ostro a scirocco levante percorre i lembi estremi dei Monti di sotto attraversando la pianura meridionale pistojese, dove passa sotto il ponte appellato della Pergola sulla strada Regia Lucchese, quasi 3 miglia a scirocco dalla città; poscia alla chiesa della Ferruccia è attraversato dal Ponte nuovo, sotto al quale sboccano in esso dalla sua sponda sinistra le acque unite della Brana e dell'Agna, e poco appresso quelle del Fosso Bagnolo; quindi un miglio e mezzo più avanti accoglie a destra sotto il poggio di Tizzana le acque del torrente Stella, a sinistra quelle del fosso Bardine, finalmente fra Tizzana e il Poggio a Cajano scende in esso il torrente Furba o Forba: e in tal guisa lambendo la base settentrionale e orientale del Poggio a Cajano ripassa la strada Regia pistojese sotto un ponte nei confini della Comunità di Prato, per poi rasentare la base orientale del Monte Albano e di Comeana, dove torce da scirocco a libeccio per svincolarsi dai colli di S. Mommeo che gli si parano davanti a sinistra, e da quelli che scendono alla sua destra dal poggio di Artimino per andare a congiungersi coll'Arno sull'ingresso dello stretto della Golfolina dopo un giro di circa 26 miglia che fa l'Ombrone pistojese dalla sua origine fino costà.
La Valle dell'Ombrone pistojese è occupata dal territorio di dodici comunità, che le prime nove vi sono comprese per intiero, e le ultime tre in parte.
Nome delle Comunità della Valle e Quadrati agrarj
1. Pistoja città, Quadrati 366,64
2. Porta al Borgo (fuori di Pistoja), Quadrati 36764,54
3. Porta Carratica (fuori di Pistoja), Quadrati 6173,56
4. Porta Lucchese (fuori di Pistoja), Quadrati 7669,18
5. Porta S. Marco (fuori di Pistoja), Quadrati 18996,48
6. Montale, Quadrati 12883,26
7. Monte Murlo, Quadrati 8883,66
8. Tizzana, Quadrati 12344,87
9. Carmignano, Quadrati 12865,12
10. Parato (in parte), Quadrati 14000-
11. Serravalle (in parte), Quadrati 10000-
12. Marliana (in parte), Quadrati 4400-
Totale, Quadrati 146347,31
Corrispondenti a miglia toscane quadrate N° 182 e 1/4
Gioverommi della cortesia del sig. commendatore Cavalier Alessandro Manetti per far conoscere ai miei lettori il grande vantaggio che le campagne irrigate dall'Ombrone pistojese hanno ritratto dalle Serre, o Chiuse, per cui sono stati riparati gli alvei dei superiori suoi influenti e del fiume stesso dopo il 1835.
Sino all'anno 1558 l'ingegnere maestro Girolamo di Pace da Prato rappresentando alcune cose al Granduca Cosimo I, aveva fatta menzione dello straordinario ingombro e riempimento dell'alveo d'Ombrone nella pianura di Pistoja, ed altamente biasimava nei Pistojesi la trascuranza dei loro fiumi nell'alto della valle. Quella trascuranza era giunta a tanto, che un secolo e mezzo dipoi si dové forzatamente pensare ad un rimedio.
Seguitando però anche allora l'antica consuetudine di riparare i fiumi nel basso, fu creduto che invece di rifarsi dai primi rami sarebbesi più efficacemente provveduto a tutto col procurare un più libero corso all'Ombrone nella parte inferiore; e sopra cotesto principio si pose mano all'allargamento e rettificazione di un notabile tratto di esso.
Importarono quei lavori ai possessori di un territorio di non più di 70 miglia quadrate di estensione la esorbitante somma di circa 90 mila scudi, senza che i terreni della pianura risentissero da tale intrapresa altro che il precario vantaggio derivante dall'aumentata pendenza fra i punti estremi della nuova inalveazione; poiché in tal maniera protraendosi più oltre che per l'innanzi il limite delle ghiaje, ne conseguì in breve tempo un notabile rialzamento del fondo del fiume sulle adiacenti campagne.
Non era facile di persuadere la maggior parte dei possessori del piano che dallo stabilimento di lontane Serre o Chiuse nei seni dei monti, per cui discendono gli influenti di Ombrone, dovevasi attendere che rimanessero in gran parte prevenute o trattenute le corrosioni e le frane incessanti delle pendici non ferme, tra le quali essi scorrono in escrescenza precipitosi; e che perciò, impedite le piene contemporanee dei primi fra essi, sarebbe stato anche tolto al fiume nel quale dipoi si gettano una gran parte del suo impeto: per modo che ne sarebbe conseguito coll'avvantaggiamento delle condizioni degli alvei quello altresì della intiera pianura.
Solamente verso l'anno 1821 avendo le respettive locali deputazioni apprezzata al giusto la congruità del provvedimento delle Serre, dopo aver creato una deputazione centrale, e dopo ottenuto favorevole anche il voto del Prof. Petrini, si accinsero a portare coraggiosamente ad effetto il provvedimento medesimo.
Data opera nel 1823 alla grande intrapresa sotto la superior direzione di Alessandro Manetti, oggi capo del dipartimento generale delle acque e strade colla vigilanza dell'ingegner locale Marco Gamberaj e con quella dei respettivi deputati per l'economico, vennero per primo saggio costruite le Serre attraverso ad alcuni influenti del Vincio di Montagnana, quindi si estesero i lavori agli altri influenti ed all'Ombrone medesimo, per modo che nel 1835 aveano già avuto completo termine le immaginate Serre in numero di 196, delle quali 14 si trovano costruite sul Vincio di Montagnana e suoi influenti, 17 sul Vincio di Brandeglio e suoi tributari, 3 sulla Torbecchia, 5 sul Piestro, e 3 finalmente che attraversano lo stesso fiume Ombrone.
Ogni Serra fu costruita con solido muramento di pietre commesse quasi cunei a modo di volta convessa col dorso rivolto all'incontro della corrente dell'acqua, impostata sopra solido fondo e incassata quanto più stabilmente si poteva tra le opposte ripe con largo e ben costrutto batolo al piede della caduta, che fu elevata d'appiombo. Taluna di questa grandi opere si compone per sino di settemila braccia cube di muramento.
Importarono i lavori lire 112,562, e più lire 19,080 per la loro amministrazione e vigilanza. Cosicché la somma erogata nella costruzione delle indicate 196 Serre ascese nel totale a lire 131,642.
Il vantaggio maggiore dovuto allo stabilimento di tali Chiuse si è quello di aver preservato gran parte della pianura pistojese dalle rotte devastatrici d'Ombrone, le quali contemporaneamente si vedevano accadere nei vicini torrenti. Quindi la diminuzione delle imposizioni gravanti le campagne nelle adjacenze di detto fiume, le quali imposizioni per i terreni limitrofi agli altri fiumi sonosi conservate presso che in egual misura delle precedenti.
Resulta di fatto dal confronto istituito tra quelli aggravj precedentemente e posteriormente alla edificazione delle Serre d'Ombrone e dei suoi influenti: che l'imposizione sulle limitrofe campagne per 12 anni dal 1816 al 1827 ascese a lire 312896, ossia a lire 26074 in anno comune: mentre il suo ammontare dal 1828 al 1840 nel periodo di 13 anni non superò le lire 169097, vale a dire lire 13007 in anno comune, ciò che corrisponde prossimamente alla metà della spesa antica.

 

 

 

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BRANA

In coincidenza con i lavori effettuati al corso della Bure, è assai probabile che anche il corso della Brana sia stato deviato artificialmente nella zona di Canapale per evitare che si immettesse troppo presto nell’Ombrone. Sicuramente il corso della Brana è stato deviato nella città di Pistoia: infatti anticamente il torrente lambiva la prima cerchia di mura transitando oltre l’attuale viale Matteotti: prova ne è la chiesa di S. Maria di Ripalta (cioè di riva alta), soppressa nel 1784 dal vescovo Scipione de’ Ricci, che si è situata fra via del Ricciardetto e via dei Pappagalli, si trovava sulla riva orografica destra della Brana ed era raggiungibile con una passerella. Da Ripalta la Brana passava per l’attuale via delle Pappe, lambendo l’Ospedale del Ceppo, passava poi di piazza San Lorenzo e attraversava l’attuale via di Porta San Marco. I suoi continui straripamenti creavano una zona paludosa: non per niente la chiesa di San Bartolomeo è detta di San Bartolomeo in Pantano.
La Brana nasce sull’Appennino in località Poggio all’Orso e dopo un percorso di circa 20 km. si va a gettare nel torrente Calice proprio poco prima che questo confluisca nell’Ombrone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'Ombrone a Bonelle

 

Il nuovo ponte sull'Ombrone a Bottegone

 

L'Ombrone a Gello da nord

 



L'Ombrone a Gello verso sud

 

L'Ombrone a Castellare di Bottegone da nord

 



L'Ombrone a Castellare di Bottegone verso sud

 

L'Ombrone (torrente di sinistra) riceve il Calice

 

Affluenti di montagna del Torrente Ombrone



Il Vincio di Brandeglio sfocia nell'Ombrone a
Gello: Brandeglio non è altro che l'antico nome
di Cireglio



Altra immagine del Vincio di Brandeglio che sfocia
nell'Ombrone a Gello



Il Vincio di Montagnana a San Pierino
in Vincio da nord



Il Vincio di Montagnana a San Pierino
in Vincio verso sud



Il Vincio di Montagnana (torrente di
sinistra) sfocia nell'Ombrone a Pontelungo

 


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Airone nella Brana a Badia: 1' immagine



Airone nella Brana a Badia: 2' immagine



La Brana a Badia da nord



La Brana a Badia verso sud



La Brana (torrente di sinistra) sfocia
nel Calice circa 100 metri prima che
questo sfoci nell'Ombrone

 

 

 

 

BURE


Anche il corso del torrente Bure, che nasce sopra Baggio, venne modificato: infatti il vecchio corso della Bure transitava per la zona delle Sei Arcole (toponimo che sta ad indicare un ponte a sei arcate) e si dirigeva al Nespolo, e di qui andava a gettarsi nell’Ombrone nella zona di Badia. Il vecchio corso della Bure, dalle Sei Arcole al Nespolo, coincideva con il percorso di quella strada che, non per niente, si chiama tutt’oggi proprio via Bure Vecchia.
La Bure nasce sopra Baggio e dopo un percorso di circa 15 si unisce al torrente Agna delle Conche, nella zona del cantone di S. Michele Agliana, dando origine al torrente Calice, che confluisce nell’Ombrone in località Bocca di Calice.

Il Torrente Bure dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti: il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana.
Bure. La fiumana Bure scende quasi parallela ad altro torrente (Brana) nell'Ombrone pistojese.
La Bure scaturisce da più fonti che scendono per due canali omonimi fra i contrafforti meridionale dell'Appennino di Taona, diretti da settentrione a ostro verso Pistoja, il più orientale dei quali dà origine alla vallecola di San Moro, l'altro è quello di Baggio. Riuniti i canali in un solo alveo sotto il poggio della Pieve di Val di Bure, la fiumana piega verso scirocco lasciando alla destra Pistoja, mentre l'Ombrone tre miglia discosto, fiancheggia a sinistra la medesima città e bagna con eguale andamento la pianura orientale, sino a che la Bure accoppiatasi all'Agna torce a ostro - libeccio per tributare le sue acque davanti alle colline di Tizzana nel fiume preaccennato, là dove si vuota nello stesso alveo anco il torrente Brana.

 


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La Bure a Pontenuovo



La Bure a Chiesina Montalese

La Bure (torrente di sinistra) e l'Agna si
uniscono nella zona di San Michele Agliana
generando il torrente Calice



Antico edificio (forse una ex chiesa) situato a
San Michele Agliana nella zona dove la Bure
e l'Agna si uniscono generando il torrente Calice

 

 

AGNA

Anche il corso dell’Agna, o Agna delle Conche come è anche chiamato, è stato variato nel corso dei secoli, tant’è che il corso attuale in certi tratti è fiancheggiato da argini artificiali alti diversi metri.
Nasce nella zona del Poggio Alto, sull’Appennino tosco – emiliano, vicino alla Riserva Naturale dell’Acquerino ed ha una lunghezza di circa 11 km. Si unisce alla Bure nella zona del Cantone di San Michele Agliana, generando il torrente Calice, che, poco prima di gettarsi nell’Ombrone, riceve a sua volta il torrente Brana.

Il Torrente Agna  dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti.
Il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicate tutte le città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta sul torrente Agna  e, anche se il linguaggio è quello di 160 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.
Agna (Alina) nella Valle dell'Ombrone pistojese. Torrente che ha le sue fonti sul Monte Javello. Nel fianco che acquapende nella valle dell'Ombrone pistojese ha origine il grosso torrente Agna, per altro tripartito. Essendochè il ramo più orientale che passa a grecale del villaggio di Tobbiana, porta il distintivo di Agna di Striglianella; esso scende dalla forra tra il Montauto e il monte Giavello, dove raccoglie le prime acque del rio delle Bracherelle. In questo ramo tributano le loro acque le altre due Agna, una centrale che scende da Val di Pilli, e l'altra più occidentale che nasce sotto i poggi dell'Ospedaletto, e che appellasi Agna delle Conche, la quale si marita all'Agna di Striglianella tra Colle Alberto e la Casa Grande del Torracchi, circa un miglio toscano e mezzo a grecale della pieve del Montale, quando già l'Agna centrale di Val di Pilli si è unita alla prima di Striglianella, quasi un miglio più in alto, presso le Mulinaccia del Tangocci.
Negli alvei di questi tre rami dell'Agna, innanzi di riunirsi in un solo letto, sono state costruite 25 anni indietro con grande stabilità e magnificenza diverse Serre lavorate tutte di pietrame a bozze uniformi. Quattro di coteste serre possono dirsi le più grandiose; due delle quali sono circa 200 passi sopra le Mulinaccia; una di coteste Serre attraversa il letto dell'Agna orientale detta di Striglianella, e l'altra trovasi nell'Agna di Val di Pilli. Una terza Serra, chiamata della Fratta, che è la maggiore delle altre, attraversa il letto del torrente 300 passi al di sotto della confluenza delle due Agne testé nominate. Finalmente la quarta Serra è la più pittoresca di tutte, perché piantata sopra altissimi strati di macigno profondamente incavati pei serpeggianti canali fatti dalla caduta delle acque. Attraversa questa Serra l'Agna occidentale, ossia delle Conche, un miglio innanzi che le sue acque passino sotto il ponte delle Trecche per accoppiarsi alle altre due riunite costà in un solo letto. Coteste tre Agne non restano mai senz'acqua nella stagione asciutta,cosicché degli edifizj da mulini fabbricati lungh'essa, a partire dalle Mulinaccia, se ne contano non meno di venti.
Nella pianura poi di questa comunità ad ogni cento passi s'incontrano ponti e ponticelli, quasi tutti costruiti a schiena d'asino, che cavalcano i canali piuttosto che torrenti di Bure, Brana e Calice, i quali hanno il loro alveo rinchiuso fra altissimi argini artificialmente innalzati al di sopra della circostante campagna e delle strade rotabili tracciate per la pianura Montalese, per dove la Bure, e la Brana lentamente fluiscono da maestro a scirocco, mentre il torrente Settola scende a settentrione maestro del Montale per congiungersi alla Bure un miglio al di sotto della pieve a Vigliano. Tutti cotesti corsi d'acqua si vuotano nel fiume Ombrone, il quale dal lato di libeccio lambisce i confine territoriali della Comunità in discorso.

 


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L'Agna



L'Agna (torrente di destra) e la Bure
si uniscono a San Michele Agliana
generando il torrente Calice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CALICE

E’ formato dall’unione della Bure con l’Agna: il toponimo, tipicamente medioevale, sta ad indicare un letto artificiale ed arginato di un fiume. Ha una lunghezza di circa 5 km. e, poco prima di gettarsi nell’Ombrone, riceve la Brana: confluisce nell’Ombrone in località Bocca di Calice, fra Ponte dei Bini e Caserana.

 

 

 

 

 


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Il Calice a San Michele Agliana



Ancora il Calice a San Michele Agliana

 



Il Calice (torrente di destra) riceve
la Brana circa 100 metri prima di
confluire nell'Ombrone



Il Calice (torrente di destra) sfocia nell'Ombrone

 

 STELLA

Il corso del torrente Stella venne variato nel XIII secolo, contemporaneamente alla costruzione della nuova strada per Firenze, che seguiva per buona parte il suo argine sinistro. Che il suo alveo sia artificiale lo attestano i tratti rettilinei da cui è formato, come quello che va da Ponte a Bargi a Pontassio, dal Ponte dei Pagnini a Valenzatico: l’innesto tra il nuovo corso artificiale dello Stella e l’antico corso naturale è localizzato nella zona di Bargi, dove il torrente subisce una deviazione verso sud – est, deviazione che gli impedisce di proseguire verso Ramini e Masiano per scaricarsi nell’Ombrone nella zona di Ponte alla Pergola., proprio al centro di quell’area che era a rischio continuo di allegamento.
Lo Stella nasce nella zona della Castellina ed ha una lunghezza di circa 21 km.: sfocia nell’Ombrone in località Bocca di Stella, nei pressi del paese di Catena di Quarrata.
Il Torrente Stella dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti: il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana.

Stella torrente nella Valle dell'Ombrone pistojese - È un corso d'acqua che prende origine dal poggio orientale di Seravalle, raccogliendo per via quasi tutti i borri e fossi che fluiscono dai Monti di sotto, ossia dalle pendici settentrionali del Monte Albano, fino a che, dopo il corso di circa 14 miglia toscane nella direzione per lo più da maestrale a scirocco, passato il Ponte alla Stella sulla strada regia pistojese si unisce all'Ombrone.

 

 

 

 


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Lo Stella a Pontassio

Lo Stella alle Passaiole



Ancora lo Stella alle Passaiole



Lo Stella al Ponte dei Pagnini



Lo Stella fra le Passaiole e il Ponte dei Pagnini

Lo Stella confluisce nell'Ombrone



Ancora lo Stella che confluisce nell'Ombrone

 

 

 

TORRENTI MINORI


Affluenti del torrente Stella:

di destra Rio di Vinacciano, Rio Murione, Rio Castelnuovo, Fermulla, Falchereto, Rio Barberoni;
 di sinistra: Tazzera.

 

 

 

 


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Rio Castelnuovo: 1' immagine
nasce dai contrafforti del Montalbano e
si getta nello Stella nei pressi di Cantagrillo.
Il suo tratto finale è stato modificato recentemente



Rio Castelnuovo: 2' immagine



Il Rio Castelnuovo nel tratto finale
modificato



Rio Morione: nasce nella valle
compresa fra la zona di Forrottoli
e di San Baronto



Il Rio Morione si immette nello
Stella a Pontassio



Torrente Fermulla: 1' immagine

Torrente Fermulla: 2' immagine



Torrente Fermulla: 3' immagine



Torrente Fermulla: 4' immagine



Il rio Falchereto a Quarrata


 


 

TORRENTI MINORI

Affluenti minori del torrente Ombrone:
di destra Brusigliano, Dogaia o Fosso Quadrelli;  
di sinistra Bardena

 

 

 


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Il torrente Dogaia in località Madonna dei Porciani:
poco prima di raggiungere Olmi questo torrente
cambia il suo nome in Fosso Quadrelli



Il Fosso Quadrelli



Il Fosso Quadrelli a Olmi