VILLA DIANELLA FUCINI
di Aldo Innocenti e Roberto Innocenti (Damino)

 

Nel comune di Vinci, lungo la strada che da Sovigliana conduce al Valico del Pinone e alla Pianura Pratese, si trova la Villa Medicea di Dianella, meglio nota come Dianella Fucini in quanto è stata proprietà della famiglia dello scrittore Renato Fucini. L’edificio risale alla fine del XVI secolo e veniva utilizzata dai Medici come casino di caccia: nel 1700 passò in proprietà ai marchesi Federighi e successivamente alla famiglia Fucini. Nella prima metà del ‘900 divenne proprietà della famiglia Billeri fino ai Conti Passerin d’Entrèves e Courmayeur. Intorno alla villa vi sono un ampio giardino ed un parco secolare con la cappella gentilizia, dove riposa il corpo dello scrittore Renato Fucini. Qui il poeta Renato Fucini compose molte delle suo opere e più volte la cita nei suoi sonetti e le dedica una novella A Dianella della raccolta Foglie al vento. Essendo stata dimora del poeta, sepolto nella cappella posta nel parco, Villa Dianella Fucini è una delle Case della Memoria della Regione Toscana.

Renato Fucini
Renato Fucini nacque l'8 aprile 1843 a Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, da David e Giovanna Nardi. A causa della professione del padre, medico della Commissione Sanitaria governativa incaricato per la cura delle febbri malariche in Maremma dal governo granducale (ma anche mazziniano e patriota, volontario nella rivoluzione del 1848), fu costretto insieme alla famiglia a continui spostamenti, che gli consentirono di conoscere numerosi luoghi della Toscana (Campiglia Marittima, Livorno, Vinci, Dianella, Empoli). All'Universita' di Pisa si dedico' agli studi di agraria e ottenne nel 1863 la licenza di agronomo. Fu aiuto ingegnere a Firenze (allora capitale d'Italia) e piu' tardi ispettore scolastico, due professioni che gli consentirono di percorrere in lungo e in largo la campagna toscana. Esordi' con Cento sonetti in vernacolo pisano, pubblicati nel 1872 con lo pseudonimo - anagramma di Neri Tanfucio. Seguirono Cinquanta nuovi sonetti (1881). Si tratta per lo piu' di brevi dialoghi tra popolani, conditi di battute e modi proverbiali. Affiora la fresca vena bozzettistica che trovera' piu' compiuta espressione in due popolari raccolte di racconti: Le veglie di Neri (1884) e All'aria aperta (1887). Qui le macchiette, i personaggi bizzarri, divertenti o patetici, sono ambientati in un paesaggio arioso e essenziale che ricorda quello dei contemporanei pittori macchiaioli, con i quali ebbe rapporti di amicizia. Oltre a queste cose Fucini ha lasciato anche il reportage giornalistico Napoli a occhio nudo (1878), e i volumi di ricordi Acqua passata e Foglie al vento, usciti postumi nel 1921. Dopo aver ricevuto numerose onorificenze (fu anche Accademico della Crusca) e riconoscimenti da parte della critica contemporanea (Edmondo De Amicis, Benedetto Croce e altri), Fucini mori' a Empoli il 25 febbraio del 1921. Riposa nella cappella di Villa Dianella Fucini.

 

 

 

 

 

 


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Vigneti della fattoria della Villa

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