VITOZZA
di Aldo Innocenti

Vitozza si trova in comune di Sorano, a circa 1 km dalla frazione di San Quirico, a me molto cara perché vi abita il mio grande amico Carlo Rosati con sua moglie Elisabetta: ed è proprio lui che ha accompagnato me e il mio amico Romano nella visita a quello che viene considerato il più grande insediamento rupestre dell’Italia centrale.

Storia – Le origini di Vitozza sono antichissime, tanto che in una grotta è stata rinvenuta un’ascia risalente al periodo neolitico, ma se ne conosce la storia solamente a partire dal Medioevo: infatti le 200 grotte che vi si trovano sono state abitate dall’Alto Medioevo fino ai primi anni del Novecento. Nel XII secolo Vitozza apparteneva ad un grande feudo che si estendeva tra Sovana e Castro, denominato Terra Guiniccesca: nel secolo successivo questo feudo entrò a far parte dei domini della potente famiglia degli Aldobrandeschi. Dal 1223, però, Vitozza passò sotto il  dominio del comune di Orvieto e vi rimase fino alla metà del secolo successivo quando i signori di Vitozza, insieme ai Baschi di Montemerano e agli Aldobrandeschi di Santa Fiora, si ribellarono al comune umbro. Ricondotto sotto il dominio orvietano, il castello passò in seguito ai Baschi di Montemerano fino a quando non fu conquistato dalla Repubblica di Siena:  e vi rimase fino al 1455 quando i senesi vennero sconfitti dagli Orsini, conti di Pitigliano e di Sorano. Vitozza rimase nella loro contea fino a quando non fu annessa allo Stato mediceo: in seguito passò al Granducato di Toscana. Nel 1929 il grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli visitò il sito e il grande colombario che si trova all’estremità occidentale dell’insediamento e lo datò come risalente ad periodo che va dal I secolo a C al I secolo d C.
 
Da vedere – Vitozza è considerato il più grande insediamento rupestre dell’Italia centrale: vi si trovano tuttora duecento grotte di varia forma e dimensione, alcune delle quali disposte su diversi piani comunicanti fra loro tramite scalinate interne scolpite nel tufo. La visita da me compiuta nel maggio 2004 è stata veramente esauriente perché ero accompagnato dal mio amico Carlo Rosati che abita nel contiguo paese di San Quirico di Sorano e che di professione fa proprio la guida turistica come socio della Cooperativa “La Fortezza”: quindi il massimo in assoluto. Lui ci ha accompagnato dentro le grotte, ci ha spiegato come vivevano gli abitanti, la storia del sito: io cercherò di riportare più notizie possibili, ma la miglior soluzione per chiunque voglia venire a visitare questa zona della Maremma toscana, così unica ed affascinante (vedi Sovana, Sorano, Pitigliano, Saturnia) è quella di contattare la Cooperativa ai numeri di telefono che elencherò alla fine dell’itinerario. Per raggiungere Vitozza è necessario giungere a Sorano e da qui alla frazione di San Quirico: ivi giunti da piazza della Repubblica ci incamminiamo lungo il sentiero che conduce all’insediamento rupestre arroccato su uno sperone tufaceo. Lungo il percorso, che si snoda all’interno del grande Parco archeologico creato dal comune di Sorano, si possono notare numerose grotte un tempo adibite ad abitazioni rupestri, alcune delle quali abitate fino ai primi del secolo scorso: altre invece sono state sfruttate, e alcune lo sono ancora, come cantine o garage. Allontanandoci dall’abitato di San Quirico diminuiscono anche le grotte che portano le tracce di insediamenti umani abbastanza recenti e si finisce per immergerci in una natura quasi del tutto incontaminata fino a quando si giunge ad un punto dove la strada si divide: da qui possiamo notare, in alto sulla destra, i ruderi della prima Rocca che delimita a sud l’area che un tempo era fortificata. Seguendo il sentiero principale, che va a sinistra,  poco dopo giungiamo ad un sentiero che si diparte a destra costeggiando un grosso muraglione che aveva funzioni difensive: proseguendo il cammino giungiamo a quelli che sono i resti della porta che dava accesso al pianoro. Seguiamo a sinistra il sentiero e giungiamo ai resti della Chiesaccia, chiesa romanica un tempo di grande importanza e di grande spessore, ma della quale ci rimangono solo alcuni muri esterni: dalla Chiesaccia in pochi minuti di cammino si arriva a una delle grotte più famose, la n. 22, formata da due piani comunicanti tra loro tramite una scala interna scavata nel tufo. Dalla grotta 22 si può scendere alle grotte 23, 24,25,28 e 29 fino a ritrovare il sentiero principale: ora andiamo sulla destra per 200 metri fino a pervenire ad un viottolo che sale sulla destra e che ci conduce alla grotta B detta del Somaro, sicuramente una delle più singolari di tutto il sito, formata da due aperture comunicanti fra loro. Nella zona del pianoro soprastante questa grotta si trovano i resti del secondo edificio fortificato di questo insediamento: infine andando a sinistra, nell’estremità occidentale di Vitozza, si trovano i Colombari, unici ed affascinanti. Si tratta di nicchie scavate nel tufo e dentro le quali si presume che gli Etruschi mettessero le ceneri dei defunti mentre i Romani vi allevavano i colombi, da cui la definizione di Colombari: questo di Vitozza si trova sull’orlo di una alta parete tufacea che si affaccia sul fiume sottostante ed è un luogo di una suggestione veramente unica. Terminiamo la visita facendo ritorno a San Quirico dopo aver fatto un affascinante viaggio nel tempo passato : l’intera visita a tutto il sito archeologico di Vitozza richiede dalle 2 alle 3 ore di tempo, meglio se accompagnati da una guida come Carlo o da un altro dei soci della Cooperativa La Fortezza.
Notizie tratte da Sorano – Sovana – Pitigliano “Viaggio attraverso la civiltà del tufo” Editrice Laurum a cura della Cooperativa “La Fortezza” di Sorano.

Numeri utili – Cooperativa La Fortezza
www.sovanaguide.it sede operativa presso il Duomo di Sovana tel. 0564  /  616532 e.mail coop_lafortezza@virgilio.it dai soci della quale potrete acquistare il volume sopracitato e farsi organizzare gite e itinerari in questa zona.
Ristoranti – La vecchia fonte  piazza della Repubblica, 9   S. Quirico di Sorano   tel. 0564  /  619015


 

 

 

 

 


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Romano e Carlo nel Duomo di Sovana

Carlo e i ruderi della chiesa di Vitozza

Aldo a Vitozza

Carlo all'interno di una grotta

Quello che resta della facciata della chiesa

Il mitico Carlo Rosati

Il colombario

Ancora il colombario

Ruderi del castello

Romano a Vitozza