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La provincia di Firenze oltre che contenere una città ineguagliabile come
Firenze, ha zone in cui una urbanizzazione massiccia e incontrollata ha
provocato guasti.
Tuttavia permangomo alcune zone di grande pregio per il paesaggio agrario
comprese le sistemazioni di colle frutto della fatica secolare del mondo
agricolo toscano, che si tenta ora di salvaguardare per quella parte che è
rimasta.
La provincia deriva dall'omonimo compartimento granducale, che a sua volta
comprendeva la parte più antica dei domini fiorentini. Le modifiche avvenute in
seguito sono state:
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nel 1923 il distacco del circondario di Rocca San Casciano, la cosiddetta
"Romagna Toscana" (comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana,
Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano,
Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto);
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nel 1925 la cessione alla provincia di Pisa dei comuni di Castelfranco di
Sotto, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa
Maria a Monte;
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nel 1927 il distacco dei comuni di Agliana, Cutigliano, Lamporecchio,
Larciano, Marliana, Montale, Pistoia, Piteglio, San Marcello Pistoiese,
Serravalle Pistoiese e Tizzana (oggi Quarrata) che andarono a formare la
provincia di Pistoia;
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nel 1992 il distacco dei Comuni di Prato (capoluogo), Cantagallo, Carmignano,
Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio che formarono la nuova provincia
di Prato, sigla PO.
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