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Riassunto del percorso: FONTI del CLITUNNO e TEMPIETTO sul CLITUNNO (279-Aggiornato al 07-09-2019/10:29:06)
LE FONTI DEL CLITUNNO

Le Fonti del Clitunno costituiscono un gioiello naturalistico dell’Umbria: si trovano al km. 138 della statale Flaminia; la zona e' formata da un laghetto, dalle acque limpidissime, e dalla sorgente del fiume Clitunno. Le sorgenti sotterranee fuoriescono da fessurazioni della roccia attraverso le polle, individuabili nel fondo del laghetto: lo specchio d’acqua, dai colori intensi e cangianti, e' ricco di rare specie vegetali che contribuiscono a dare un’aura di incanto. Le rive sono circondate da una fitta vegetazione, in particolare salici piangenti e pioppi. Per il loro aspetto straordinariamente suggestivo, furono fonte di ispirazione, fin dall’antichita', per pittori, poeti e scrittori, tra cui il Corot, Gorge Byron e Carducci, che ad esse dedico' una celebre ode. Un cippo marmoreo, scolpito a bassorilievo e con un’epigrafe di Ugo Ojetti, ricorda la visita di Carducci, avvenuta nel 1910. Per le valenze ambientali, oltre che culturali e storiche, le Fonti possono essere considerate un parco naturale e letterario. Lungo le sponde del fiume, nell’antichita', sorgevano sacelli, ville e terme. Qui veniva l’imperatore Caligola a consultare l’oracolo e qui si svolgevano riti religiosi. Si credeva che nelle profondita' delle acque risiedesse il dio fluviale Clitunno, in onore del quale sorsero tre templi, purtroppo andati perduti. Sappiamo da Virgilio e da Properzio che era costume immergere i buoi, prima del sacrificio, in queste acque, in quanto ritenute soprannaturali e capaci di renderli candidi. Poco lontano dalla Fonti, al km. 139 della Statale Flaminia, si puo' visitare il Tempietto sul Clitunno, che sorge lungo il declivio del colle di S. Benedetto dominante la valle spoletina ed il fiume Clitunno. L’edificio e' costruito per buona parte con materiali di recupero romani ed e' composto da due ambienti sovrapposti: il primo, a livello del suolo, funge da cripta e fa parte della primitiva costruzione pagana; il secondo locale, un tempo accessibile ai lati da due rampe di scale terminanti in un protiro, fa parte della ricostruzione altomedievale.

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