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Riassunto del percorso: MONTE GIOVO (dal Passo della Boccaia) (74-Aggiornato al 10-04-2011/18:12:44)
ALTARETTO, GROTTA ROSA E GIOVO

Il monte Giovo (1991 m. s.l.m.) e' fra i piu' alti di tutto l’Appennino tosco emiliano: e' molto noto perché con la su possente mole domina il sottostante Lago Santo modenese (frequentatissima meta di escursionisti perché raggiungibile in automobile) con il quale forma un binomio inscindibile. Questo anche perché il lago stesso e' creatura del monte: la morena frontale del piccolo ghiacciaio, gia' esistente nel quaternario, ha creato uno sbarramento che viene alimentato da un emissario che nasce ai 1650 m. del monte Giovo in una zona detta Borra dei Porci. Nel Giovo il paesaggio geomorfologico e' dominato da estesi affioramenti di natura arenacea (macigni) interrotti da rocce marnali e argillose: questi strati hanno avuto origine fra i 30 e i 17 milioni di anni fa dalla sedimentazione di materiali sabbiosi depositatisi sui fondali marini.

Viene spontaneo associare il nome Giovo a Giove, Padre degli Dei Latini, ma dobbiamo considerare che il toponimo Giovo e le varianti Giovetto, Giovi, Giovarello, Giogo e' frequente in tutto l’Appennino e anche nelle Alpi Apuane ed ha il significato di catena montuosa, giogaia non facilmente superabile. D’altra parte non si puo' trascurare il fatto che le alte montagne hanno sempre portato l’ uomo a considerarle luoghi di culto, cosi' nomi come monte Albano, Apicella rimandano alla radice ligure alb / alp e quindi al fiero popolo dei Liguri Frinati. Il nome Libro Aperto ad esempio sta per Libero et patri dove una divinita' romana minore (Liber – Dionisio – Bacco) figura affiancata a Iupiter Pater, cioe' al maggiore di tutti gli dei romani. Sempre a Giove era dedicata nelle Alpi Apuane la vetta del monte Sagro sulle cui pendici si trovava l’edicola dei Fantiscritti. Si trattava di una rappresentazione del dio Giove affiancato dai suoi due figli Ercole e Liber (Bacco). Puo' darsi, ma si tratta solo di congetture, che il culto di Giove attestato dal monte Giovo stia al posto di un precedente culto del dio Pennino. Livio stesso informa che i Liguri in summo sacratum vertice Peninum montani appellant e il Formentoni sostiene che le zone montuose e boscose ai limiti tra due o piu' popoli Liguri erano considerate proprieta' del dio delle alte vette Pennino e riservate all’ uso comune di pascolo dei vari popoli confinanti

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