Filetto

Un angolo del paese

Filetto e’ un antico borgo della Lunigiana, Comune di Villafranca, il cui toponimo e’ riconducibile al greco flakterion, che significa luogo fortificato, com’e’ dimostrato dalle abitazioni che hanno rispettato il modulo quadrangolare dell’antico castello d’origini bizantine. Filetto nell’alto Medioevo fece parte del limes, la linea di difesa bizantina composta da fortificazioni allineate con l’abitato di Sorano: nei suoi pressi si trovava lo spedale Selva Donica. La selva di Filetto e’ famosa non solo perché vi sono state ritrovate tante statue stele, ma anche perché sembra che abbia ispirato la selva oscura nella quale Dante Alighieri si perde all’inizio della Divina Commedia. In questo borgo, al quale s’accede attraverso due porte monumentali e che conserva integre le caratteristiche medioevali, ogni anno, nella seconda quindicina del mese di agosto, si svolge il Mercato Medioevale: manifestazione caratteristica, con le piazze e le vie che vengono addobbate di stendardi ed illuminate da torce e animate da cartomanti, streghe, giocolieri, musici e menestrelli, saltimbanchi e mangiafuoco, il tutto per fare da contorno al tipico mercato.

Porta Sud
Porta Nord

Alta Valle di Vinca

Maestà dei Cavatori a Vinca

Questo itinerario all’interno dell’Alta Valle di Vinca ricalca il percorso che i cavatori dovevano compiere per recarsi al lavoro alle cave del monte Sagro: si trattava di un’ascesa durissima, spesso compiuta alle prime luci dell’alba o, addirittura, quando era ancora buio. Parte del sentiero e’ scavata nella roccia e nel percorrerlo ci si rende conto degli sforzi compiuti da questi uomini per andare al lavoro: inoltre la valle di Vinca e’ bella, non ancora toccata dal turismo di massa e, quindi, ancora tutta da scoprire. L’itinerario ha inizio dalla Maesta’ dei Cavatori (quota 767), dove si trovano una statua ed una cappella che i cavatori di Vinca hanno dedicato alla Madonna.

Pian di Maggio
Sentiero dei Cavatori

Monte Amiata

La grande Croce

Con i suoi 1758 m. s.l.m. il Monte Amiata e’ la vetta piu’ alta della Toscana meridionale: i suoi boscosi pendii sono l’ideale per chi ama fare passeggiate senza superare dislivelli eccessivi. Il massiccio dell’Amiata e’ formata da una dorsale di circa 20 km. che va in direzione nord – est, sud – ovest: pur essendo d’origine vulcanica il massiccio non si presenta con la classica forma a cono bensi’ come una serie di poggi posti lungo la linea di frattura della crosta terrestre. La foresta dell’Amiata e’ una degli ambienti naturali di alta montagna piu’ belli della Toscana: la faggeta, quasi tutte con piante d’alto fusto, occupa le quote superiori ai 1000, 1100 metri. Il versante nord – ovest, da Rigale a Pozza di Catania, fino alla vetta e’ occupato da una estensione continua di questi alberi interrotta solo ogni tanto da zone rimboschite con conifere; nel versante opposto, invece, lungo le pendici meridionali (da Podere Cipriana alle Metatelle) accade il contrario con abeti e pini dominanti ed il faggio che ogni tanto interrompe questa continuita’. Sotto i 1000 metri predomina il castagneto, sia ceduo che coltivato, quest’ultimo in modo particolare nella fascia posta alle spalle di Castel del Piano e Arcidosso.

Aldo sulla vetta
Aldo davanti alla croce