Sasso Pisano

Aldo a Sasso Piano

Sasso Pisano, borgo arroccato su uno sperone roccioso, si trova in prossimita’ delle sorgenti del fiume Cornia, a 12 km. da Larderello. E’ conosciuto perché nei suoi pressi si verificano i fenomeni delle fumarole e delle putizze: in alcuni punti della zona, tra le rocce, fuoriesce vapore dal caratteristico odore di zolfo, che conferisce all’ambiente un aspetto infernale. Le prime notizie su Sasso Pisano risalgono all’anno 896, quando il vescovo di Volterra cita tra i suoi possedimenti il Chastello di Saxo. Sembra, tuttavia, che l’origine del borgo sia longobarda e che questo popolo si sia stabilito su questo sperone roccioso favorito dalla posizione strategica: infatti, lo si poteva difendere facilmente dagli assalti dei nemici, favoriti, oltre che dall’asperita’ del luogo, anche dalla zona circostante che consisteva in una laguna di acque minerali bollenti detta Troscia.

Veduta di Sasso Pisano
Putizza
Fumarola
La collina delle fumarole

Larderello

Le torri dei soffioni boraciferi di Larderello

Larderello si trova a 390 m s.l.m. al centro della valle denominata Valle del Diavolo perché presenta il fumigante paesaggio dei soffioni con le caratteristiche colonne bianche di vapore, le gigantesche torri di refrigerazione delle centrali elettriche (alte fino a 75 m.) e, soprattutto, la ragnatela delle condutture argentate che copre per centinaia di km. le colline e le vallate. Larderello e’ il principale centro italiano per la produzione di acido borico e notevole polo per la produzione di energia elettrica utilizzando l’energia geotermica: e’ un piccolo paese interamente di proprieta’ dell’ENEL ed e’ sorto e si e’ ampliato attorno ai pozzi geotermici. I campi geotermici, localizzati nella fascia tirrenica centro – meridionale della Toscana, sono l’esito di processi geodinamici di tipo compressivo e distensivo succedutisi negli ultimi 30 milioni di anni, comunque si puo’ tranquillamente affermare che la notizia dell’esistenza di acque calde in Toscana era noto agli Etruschi e ai Romani, ma, non solo, essi utilizzavano anche l’acido borico presente in queste acque. Gli Etruschi utilizzavano l’acido borico, che si depositava ai bordi dei lagoni naturali, sia per uso farmaceutico sia per la preparazione di smalti.

Palazzo de Larderel, sede del Museo della Geotermia