San Vincenzo

San Vincenzo e’ una cittadina della costa livornese divenuta comune autonomo solo nel 1949: fino a tale anno, infatti, era compresa nel territorio comunale di Campiglia Marittima. Vive prevalentemente di turismo, in quanto affacciata sul mar Tirreno: e’ dotata di buoni stabilimenti balneari e di un attrezzato porto turistico. Fino alla fine del 1800 il toponimo con il quale era conosciuta era Torre San Vincenzo, per la presenza di un’antica torre, piu’ volte abbattuta e ricostruita e intorno alla quale si svolse una cruenta battaglia fra fiorentini e senesi il 17 agosto 1505. Meritano una visita l’antica torre e la chiesa di San Vincenzo Ferrer, iniziata nel 1855, in sostituzione del vecchio oratorio situato accanto alla torre, per interessamento del Granduca di Toscana Leopoldo II. La chiesa fu ultimata nel 1861 e, dopo essere stata consacrata a San Vincenzo Ferrer, fu aperta al culto il 24 dicembre 1865.

 

Cecina

Cecina e’ una cittadina della costa livornese che fino alla fine del XIX secolo si chiamava Fitto di Cecina: il territorio, quasi del tutto disabitato e impaludato, consisteva in una grande tenuta che fu proprieta’ della casa granducale Medicea, famosa per la morte ivi avvenuta di Don Garzia. Concessa in fitto (da cui il toponimo Fitto di Cecina) dal primo granduca della dinastia Lorenese al marchese Carlo Ginori, riacquistata nel 1814 dal granduca Ferdinando III, la tenuta fu ripartita in proprieta’ a diverse famiglie da parte del granduca Leopoldo II. Essendo una citta’ di recente formazione non ci sono edifici storici di rilevante importanza, a parte il Duomo, intitolato ai santi Giuseppe e Leopoldo: degno di visita e’ il Museo Civico Archeologico, che raccoglie le testimonianze delle presenze umane nel territorio, dal paleolitico in poi, il Parco Archeologico della Villa Romana di San Vincenzino, posto su un rilievo naturale del terreno, nei pressi dell’abitato moderno di Cecina, e lambito a nord dal fiume omonimo, la Villa Guerrazzi, sorta nella seconda meta’ del ‘700 come Casone di lavoria, struttura voluta dal governo granducale e destinata allo sfruttamento agricolo estensivo basato sull’impiego della manodopera avventizia che qui trova alloggio. La casa fu acquistata da Francesco Domenico Guerrazzi nel 1868: la trasformo’ in villa e qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, morendovi nel 1873.

 

Buca delle Fate

Cala San Quirico

La Buca delle Fate e’ costituita da un gruppo di tombe etrusche, di cui alcune scavate nella roccia, nascosto dalla fitta vegetazione della macchia mediterranea: il sito e’ raggiungibile solamente a piedi e si trova a poca distanza da Populonia, antichissimo borgo che domina il lato sud dello splendido Golfo di Baratti. Il toponimo Buca delle Fate, con l’andare del tempo, e’ passato anche a designare una spiaggetta sassosa sottostante la necropoli stessa. La caratteristica del sito archeologico e’ proprio la posizione perché dopo poche decine di metri, non appena la macchia si dirada, ci appare un panorama incantevole con la Cala San Quirico alla nostra sinistra e la Cala Buia alla nostra destra: la costa e’ frastagliata e rocciosa ma ogni tanto lascia spazio a delle piccole e splendide spiagge che sono meta di numerosi escursionisti.