Sant’Ippolito di Vernio

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

Sant’Ippolito e’ una frazione del Comune di Vernio ed e’ noto per la sua antica Pieve, intitolata ai Santi Ippolito e Cassiano: anticamente il paese era indicato anche come S. Poto, abbreviazione di Ippolito. La chiesa, col titolo di pievania dei Santi Ippolito e Cassiano, si trova citata in un diploma dell’Imperatore Ottone III del 998: insieme con quella di San Lorenzo ad Usella erano le uniche pievi esistenti nella Valle del Bisenzio a quel tempo. Questa chiesa, durante la sua vita millenaria, ha subito molti rifacimenti, che ne hanno alterato il primario stile romanico: l’attuale aspetto risale al 1923, quando l’edifico fu riportato alla forma originaria togliendo la calce ed i colori che ricoprivano l’interno.  Adiacente alla chiesa c’e’ l’Oratorio della Compagnia del SS. Nome di Gesu’, del quale non e’ nota la data di costruzione: attualmente l’edificio ospita la Biblioteca Popolare Petrarca, benefica istituzione che ha diffuso cultura nel paese e nel territorio limitrofo fino al 1916.

Ponte di Cerbaia

Il Ponte di Cerbaia attraversa il fiume Bisenzio nei pressi di Carmignanello, in Val Bisenzio. Questo ponte rappresenta il piu’ antico attraversamento del fiume che sia arrivato fino ai giorni nostri: permetteva il collegamento diretto fra la strada di fondo valle e la Rocca di Cerbaia, consentendo la percorribilita’ di una viabilita’ secondaria rispetto alla Val Bisenzio. All’imbrunire di domenica 26 agosto 1849 Garibaldi e il suo aiutante Leggero, per sfuggire agli Austriaci, scortati dalle loro guide, varcarono il Bisenzio al Ponte di Cerbaia e presero la strada verso sud, destinazione Prato.

Rocca di Cerbaia

La Rocca di Cerbaia si trova nel territorio comunale di Cantagallo, Valle del Bisenzio, provincia di Prato: e’ ancora possibile osservare le strutture originarie del castello, costruito con pietra arenaria disponibile sul luogo. Le origini della rocca risalgono al XII secolo: il toponimo cerbaia secondo alcuni deriverebbe dalla notevole presenza di cervi, secondo altri dalle piante di cerro. E’ certo che il castello fu eretto da un feudatario tedesco e che nel 1164 fu assegnato dall’imperatore Federico Barbarossa agli Alberti, assieme ad altri feudi circostanti. Nonostante le strutture fossero militari, gli Alberti usarono la rocca per un lungo periodo anche come dimora, come confermano le rifiniture di ottima fattura presenti ancora nel mastio. La rocca fu anche teatro di fosche vicende familiari e di fratricidi fra gli stessi membri della famiglia Alberti (infatti Napoleone e Alessandro, figli di Alberto degli Alberti, si uccisero a vicenda per questioni di eredita’), il che consenti’ a Dante di condannarli come fratricidi nella Divina Commedia.