{"id":30128,"date":"2024-08-29T08:57:28","date_gmt":"2024-08-29T06:57:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/?p=30128"},"modified":"2026-05-06T16:30:52","modified_gmt":"2026-05-06T14:30:52","slug":"croci-devozionali-del-comune-di-montale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/archives\/30128","title":{"rendered":"Croci devozionali del Comune di Montale"},"content":{"rendered":"<p>La croce \u00e8 uno dei simboli fondamentali del Cristianesimo: nel XIX secolo in Toscana e, soprattutto nell&#8217;area pistoiese, ne furono installate tantissime. Molto merito di tutto ci\u00f2 va a un particolare personaggio, la cui origine e data di nascita non sono mai state accertate: Baldassarre Audiberti. Sembra impossibile ma molte croci che ancora vediamo sono opera sua e si riferiscono agli anni che vanno dal 1843 al 1847. Sul piedistallo di alcune \u00e8 ancora inciso il suo nome. Naturalmente molte sono state restaurate, altre no, ma le croci sono numerose, basta guardare in giro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<dl id=\"attachment_30133\">\n<dt><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_garibaldi_villa_smilea.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_garibaldi_villa_smilea-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" \/><\/a><\/dt>\n<dd>Croce di Villa Smilea: fu messa da Baldassarre Audiberti nel 1843<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div>\n<dl id=\"attachment_30134\">\n<dd><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_risorgimento_1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_risorgimento_1-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" \/><\/a><\/dd>\n<dd>Croce sulla Chiesa di Santa Cristina a Catugnano 1<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div>\n<dl id=\"attachment_30135\">\n<dt><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_risorgimento_1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/via_risorgimento_1-1-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" \/><\/a><\/dt>\n<dd>Croce sulla Chiesa di Santa Cristina a Catugnano 2<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\">\n<p><figure id=\"attachment_32041\" aria-describedby=\"caption-attachment-32041\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32041 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_2-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_2-188x250.jpg 188w, https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-32041\" class=\"wp-caption-text\">Croce devozionale di Via Curtatone e Montanara 1 (Montale Alto: zona Croce di Vizzano)<\/figcaption><\/figure><\/td>\n<td style=\"width: 50%;\">\n<p><figure id=\"attachment_32042\" aria-describedby=\"caption-attachment-32042\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32042 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_1-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_1-188x250.jpg 188w, https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-32042\" class=\"wp-caption-text\">Croce devozionale di Via Curtatone e Montanara 2 (Montale Alto: zona Croce di Vizzano)<\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<p><figure id=\"attachment_32043\" aria-describedby=\"caption-attachment-32043\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32043 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_3-188x250.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_3-188x250.jpg 188w, https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/croce_via_curtatone_3.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-32043\" class=\"wp-caption-text\">Croce devozionale di Via Curtatone e Montanara 3 (Montale Alto: zona Croce di Vizzano)<\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Simboli posti sulle croci e quello che rappresentano (tratto da \u201cLe Croci del Mistero\u201d di Luca Bertinotti Edizioni Gli Ori)<\/em><\/p>\n<p>Colomba (Spirito Santo) &#8211; Ramo di palma (Ges\u00f9 che entra in Gerusalemme, ma anche segno di martirio) &#8211; Calice (da cui bevve Cristo durante l&#8217;Ultima Cena, ma anche utilizzato per raccogliere il suo sangue), Caraffa (dalla quale venne versato il vino nel calice) &#8211; Pane (dell&#8217;Ultima Cena), &#8211; Tunica (indossata da Ges\u00f9) &#8211; i Trenta Denari (o il Borsello, che simboleggiano il tradimento di Giuda \u2013 Lanterna (portata dai soldati che arrestano Ges\u00f9) \u2013 Gallo (che cant\u00f2 tre volte quando Pietro rinneg\u00f2 Ges\u00f9) \u2013 Catene (con cui fu legato Ges\u00f9) \u2013 Figure Umane (come Giuda, Caifa o l&#8217;uomo che sputa al volto di Ges\u00f9) \u2013 Mano guantata (del servo del sommo sacerdote che schiaffeggi\u00f2 Ges\u00f9) \u2013 Spada di Pietro (che mozz\u00f2 l&#8217;orecchio di Malco, servo del sommo sacerdote) \u2013 Orecchio di Malco \u2013 Spugna (posta in cima ad una canna, come quando, imbevuta d&#8217;aceto fu usata per dare da bere a Ges\u00f9) \u2013 Vaso (utilizzato per contenere fiele e aceto) \u2013 Corona di spine (che venne posta sul capo di Ges\u00f9) \u2013 Manto (color porpora fatto indossare a Ges\u00f9 per scherno) \u2013 Canna (simulacro dello scettro, messo in mano a Ges\u00f9 per scherno) \u2013 Velo della Veronica (con impresso il volto di Ges\u00f9), Collana (dove Ges\u00f9 fu frustato) \u2013 Corda (con cui fu legato) \u2013 Frusta (con cui ricevette trentanove frustate) \u2013 Triplice monte (posto sul basamento della croce rappresenta il Calvario) \u2013 Teschio di Adamo (secondo la leggenda Ges\u00f9 fu sepolto nel Golgota, che in aramaico significa \u201cluogo del cranio\u201d) &#8211; Vera Croce (su cui fu crocifisso) \u2013 Croci (con i due ladroni, ma cosa che si vede raramente) \u2013 Dadi (con cui i soldati tirarono a sorte per prendere la tunica di Ges\u00f9) &#8211; Cartiglio con l&#8217;iscrizione INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudearum)- Chiodi (della crocifissione) \u2013 Martello (usato per inchiodare le mani e i piedi di Ges\u00f9) \u2013 Cuore ferito (le cinque piaghe di Ges\u00f9) \u2013 Lancia di Longino ( che inflisse l&#8217;ultima delle cinque ferite al suo fianco) \u2013 il Sole e la Luna (simboleggiano l&#8217;eclissi che si verific\u00f2 durante la crocifissione) \u2013 gli Angeli afflitti (che volarono intorno a Ges\u00f9 crocifisso: cosa che si vede raramente) \u2013 Scala (utilizzata per la deposizione) \u2013 Tenaglie (utilizzate per rimuovere i chiodi) \u2013 Sudario (usato per avvolgere il corpo di Ges\u00f9 prima della sepoltura, Sacra Sindone) &#8211;<\/p>\n<p><em>Baldassarre Audiberti (testo tratto da \u201cLe Croci del Mistero\u201d di Luca Bertinotti Edizioni Gli Ori)<\/em><\/p>\n<p>Baldassarre Audiberti nacque in provincia di Vercelli il 6 gennaio 1758: non abbiamo notizie certe dei suoi primi trentasei anni di vita. Sappiamo che, colto da una profonda crisi religiosa, lasci\u00f2 il paese di origine per visitare i luoghi santi d&#8217;Italia. Nell&#8217;ottobre del 1795, di ritorno da Roma, si rec\u00f2 nel Santuario di Chiusi della Verna, dove fu accolto dai frati francescani e dove si trattenne circa quaranta giorni, per espiare, con digiuni e penitenze anche corporali, i suoi arcani peccati di giovent\u00f9. Ripart\u00ec poi, per abbracciare un&#8217;esistenza da pellegrino penitente, che non abbandon\u00f2 mai, salvo per un periodo (gennaio 1818 \u2013 aprile 1819) in cui fu oblato presso il Monastero di Camaldoli. Per quanto sappiano \u00e8 sul fini dell&#8217;anno 1795, a Pian di Sc\u00f2, che l&#8217;Audiberti inizi\u00f2 l&#8217;operato per cui divenne celebre. La sua fama di \u201cSanto delle Croci\u201d si accrebbe rapidamente in tutto il Valdarno e oltre: troviamo tracce del passaggio di Baldassarre in Toscana e nel Lazio, ma anche in Umbria, Romagna e in Abruzzo, dove dove nel 1799 si ripar\u00f2 dai disordini provocati dall&#8217;occupazione toscana da parte delle truppe napoleoniche. L&#8217;Audiberti fu quindi ospite dei parroci di molti paesi ove si prodig\u00f2 nella sua attivit\u00e0 di predicazione popolare, di assistenza ai bisognosi e nell&#8217;innalzare croci della Passione, probabilmente coadiuvato da fabbri e falegnami locali, il che concorse a rendere le croci differenti da luogo a luogo. L&#8217;eco del forte legame con cui il nome del pio Baldassarre era automaticamente accostato alle sue opere \u00e8 arrivata fino ai nostri giorni. Ancora oggi nel sud della Toscana e in Umbria col termine \u201cCroci di FEBO\u201d s&#8217;identificano le croci in ferro con i simboli della Passione. Il significato della scritta \u201cFEBO\u201d, che spesso ancora \u00e8 ancora oggi visibile sul basamento, \u00e8 tradizione considerarlo l&#8217;acronimo della frase latina \u201cFecit Erigere Baldassarre Au(O)dibert\u201d, ossia \u201cBaldassarre Audiberti fece innalzare (questa croce)\u201d. In ogni localit\u00e0 che visitava, Baldassarre era accompagnato da un \u201cgran concorso di popolo\u201d, che si esaltava al solo vederlo, tante vaste divennero la sua celebrit\u00e0 e l&#8217;usanza che egli istitu\u00ec. Bench\u00e9 generalmente molto apprezzato nella sua epoca, il frenetico vigore spirituale con cui l&#8217;Audiberti diffuse in pochi anni (1835 \u2013 1847) il culto della Croce nel Centro Italia potrebbe essere considerato quasi maniacale. Per quanto vissuto in fama di santo, Baldassarre non fu mai beatificato dalla Chiesa. Certamente il Nostro ag\u00ec con profonda convinzione di fede, ma incontr\u00f2 anche alcuni detrattori lungo il suo cammino. Precedeva il suo arrivo un&#8217;aura di mistica attesa e la candida curiosit\u00e0, soprattutto della gente di animo semplice, su cui i suoi sermoni avevano facile presa. Ci\u00f2 gli risult\u00f2 senza dubbio d&#8217;aiuto per ricevere il minimo supporto giornaliero (un pasto caldo un riparo dalle intemperie) tanto da permettergli di proseguire nei suoi tenaci propositi. Al contempo, inoltre, la figura dell&#8217;Audiberti riusciva a infondere un profondo senso di devozione nella gente ed era perci\u00f2 assai ben accolta dai sacerdoti delle periferie, che si trovavano a svolgere le proprie mansioni in zone in cui il culto religioso era spesso fortemente contrastato. Nella provincia pistoiese Baldassarre Audiberti si rec\u00f2, ormai ultra ottantenne, nel 1843. Te testimonianze del suo passaggio sono la tradizione orale e alcuni scritti, oltre alla lapidi di alcune croci, fra cui spiccano quelle di Chiazzano in Via Provinciale Pratese \u201cBaldassar Audibert \/ p \/ anno domini \/ 1843\u201d e quella di Sant&#8217;Agostino, oggi sostituita un pi\u00f9 recente, come recita l&#8217;iscrizione del basamento \u201cPer iniziativa del comitato parrocchiale il popolo di Sant&#8217;Agostino, in omaggio e di conservazione a Ges\u00f9 Redentore, l&#8217;anno 1903 sull&#8217;area che Baldassarre poneva nel 1843\u201d. Dal 14\u00a0al 17 marzo dello stesso anno fu in Agliana, chiamato da don Nesti, parroco della frazione di San Piero, per supervisionare e benedire il posizionamento di ben ventiquattro croci nell&#8217;arco di soli tre giorni. L&#8217;appassionato di storia locale Paolo Bini ritiene che la popolazione aglianese avesse richiesto il suo buon operato nel timore di qualche sciagura collettiva (epidemia? terremoto?), ma della reale motivazione non c&#8217;\u00e8 pervenuta traccia. Sempre il Bini racconta che l&#8217;Audiberti, benvisto dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, fu invitato ad innalzare anche la croce di Villa Smilea a Montale, all&#8217;epoca dimora dei Covoni Pandolfini, legata al Granduca stesso. Successivamente Baldassarre torn\u00f2 nell&#8217;Aretino e ad Ottavo\u00a0, piccola localit\u00e0 nel comune di\u00a0<span lang=\"zxx\">Arezzo<\/span>, situata tra le frazioni di\u00a0<span lang=\"zxx\">Rigutino<\/span>\u00a0e Vitiano (che deve il suo nome per trovarsi all&#8217;ottavo miglio della strada romana da Arezzo per\u00a0Roma) si spense l&#8217;8 luglio 1852, alla veneranda et\u00e0 di 94 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La croce \u00e8 uno dei simboli fondamentali del Cristianesimo: nel XIX secolo in Toscana e, soprattutto nell&#8217;area pistoiese, ne furono&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,16],"tags":[2613,2614,2171],"class_list":["post-30128","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gite-in-toscana","category-pistoia","tag-cristianesimo","tag-devozione","tag-le-croci"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30128"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34350,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30128\/revisions\/34350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ursea.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}