
Giaccherino e’ il nome d’un colle che domina la pianura pistoiese dell’Ombrone: su di esso sorge, dal Quattrocento, un grande Convento, residenza di Frati Francescani fino a pochi anni fa. Poi, con la crisi delle vocazioni, i frati l’hanno abbandonato: sono stati sostituiti per un po’ di tempo da un comunita’ di suore, fino a che qualche anno fa la Diocesi di Pistoia l’ha venduto a privati. Ora il Convento di Giaccherino ospita una societa’ che organizza matrimoni ed eventi. Il toponimo Giaccherino deriva da giacchio, una rete di forma conica (da latino iaculum) che veniva gettata sul colle per catturare volatili.
Chiesa e convento furono edificati agli inizi del secolo XV sul colle allora chiamato Lucense, perchè posizionato nei pressi dela strada che conduceva a Lucca, da Bartolo Panciatichi, della potente famiglia pistoiese, che era proprietaria di quei luoghi. Inizialmente ospitò i Padri Umiliati, ma dopo poco fu donato ai Padri Osservanti (Ordine nato da una scissione dei Minori Francescani). Nel secolo seguente i locali furono ampliati e divennero ancora più vasti nel secolo XVII, quando il Padre Evangelista da Momigno fece ristrutturare il chiostro grande, dedicato a San Francesco ( il chiostro piccolo era dedicato a Sant’Antonio). Furono affrescate le lunette con ventitre episodi della vita del santo di Assisi dal Gemignani e dal Leoncini, i maggiori pittori pistoiesi dell’epoca. La chiesa sorge sul lato nord del complesso: originariamente coperta a capriate, oggi si presenta con volte a crociera: sempre nello stesso secolo furono aggiunti i due altari laterali e un bel coro ligneo. Nel XIX secolo subì diverse variazioni, ma fu tuttavia vittima della soppressione napoleonica del 1810. I frati ne rientraono in possesso nel 1815, ma nel 1866 fu soppresso nuovamente. Il convento fu riscattata nel 1870 da alcuni benefattori, che lo restituirono ai frati.
|
|
|






