Pania della Croce (da Fociomboli)

La Pania della Croce (1859 m. s.l.m.) e’ la regina delle Apuane tanto che un tempo questa catena montuosa veniva identificata come Panie dal nome della sua montagna piu’ nota, mentre l’attuale denominazione di Alpi Apuane e’ stato assegnato al gruppo montuoso solo in eta’ napoleonica. Un tempo la Pania veniva chiamata Pietrapana in quanto questi monti erano stati abitati per nove secoli dagli Apuani, una tribu’ ligure poi vinta e deportata nel Sannio dai Romani: da questi antichi abitatori il toponimo Pietrae Apuanae, cioe’ monti degli Apuani. Il nostro itinerario ha inizio dal valico di Fociomboli, cui si giunge dal Passo Croce.

Callare della Pania

 

 

 

 

 

 

 

Valico di Fociomboli

Dal Valico di Fociomboli (quota 1270), situato fra il Freddone e il Corchia, si percorre sulla destra un breve tratto della camionabile di retro Corchia fino a notare sulla sinistra i segnali di un sentiero (CAI n. 129), che entra subito nella faggeta e che ci porta in circa 1 h. di cammino alle splendide praterie di Foce di Mosceta (quota 1180) dove si trova il rifugio Del Freo (1195 m. s.l.m.) del CAI di Viareggio. Dal rifugio seguiamo il sentiero CAI

Rifugio Del Freo

n. 126 che si dirige alla vicina Foce di Mosceta (m. 1180) e comincia a salire in diagonale sulla sinistra il pendio della montagna fino a pervenire a quota 1407 al ripiano delle Gorfigliette dove si trova una piazzola per l’atterraggio degli elicotteri di soccorso. Si continua poi, prima a destra e poi a sinistra, lungo il pendio su un tratto piu’ erto attraversando un breve canale e giungendo ad una zona meno ripida detta Il Tavolino. per poi risalire seccamente fino a sbucare al Callare della Pania, quota 1745, dove ci si puo’ affacciare sul versante garfagnino. Da qui parte a sinistra il

Foce di Mosceta

sentiero per il Pizzo delle Saette (m. 1720) e, mentre il sentiero 126 procede verso il Rifugio Rossi: noi prendiamo a destra il sentiero di vetta, che, prima incontra la Spalla settentrionale (m. 1835), poi l’antecima nord (m. 1854), e infine perviene a quota 1859 in vetta alla Pania alla Croce, la regina delle Apuane, dove ci attende la grande croce: sono passate circa 2 h. dalla partenza dal rifugio Del Freo e 3 h. da quando abbiamo lasciato il Valico di Fociomboli.

Puntato

Chiesa della Santissima Trinità a Puntato

Puntato e’ una localita’ delle Alpi Apuane circondata dal Corchia, dal Freddone e dalla Pania della Croce: un tempo costituiva l’alpeggio per i pastori di Terrinca. Ancora sussistono vecchi casolari, che sono stati ristrutturati, e una piccola chiesa, anch’essa ben restaurata, dedicata alla Santissima Trinita’. I terreni circostanti sono disposti a terrazzamenti, perche’ qui un tempo si coltivavano i cereali. Qui si trova anche l’Azienda Agricola Biologica Il Puntato, premiata nel 2005 dalla Regione Toscana come azienda esempio per la Eco sostenibilita’.

Torbiera di Fociomboli

 

 

 

 

 

Ponte dei Merletti

Il punto di partenza dell’escursione e’ Ponte dei Merletti (quota 809), localita’ situata poco oltre la Galleria del Cipollaio provenendo dalla Versilia, oppure sulla Strada Provinciale che da Castelnuovo Garfagnana conduce ad Arni si oltrepassa il bivio per Arni e tra la galleria di Tre Fiumi e la galleria del Cipollaio troviamo alla nostra sinistra uno spiazzo con una strada marmifera che inizia a salire (segnavia dei sentieri CAI n. 10 e n. 129 dipinti su un grosso sasso). Parcheggiamo l’auto e iniziamo a salire lungo la marmifera che seguiamo per circa duecento metri fino a che si trasforma in mulattiera. Il sentiero entra in un bosco di castagni costeggiando un torrente che scorre alla nostra destra. Poco dopo attraversiamo il torrente ed iniziamo a salire decisamente seguendo i segnavia rossi (non molto evidenti). Arriviamo quindi ad una vecchia marginetta diroccata dove dobbiamo fare molta attenzione ad un bivio non segnalato: una

Chiesa di Campanice

decina di metri prima di questa marginetta i sentieri 129 e 10 si separano. Noi dobbiamo girare a sinistra abbandonando il fondo del canale. Come detto il bivio non e’ segnato, ma noi giriamo a sinistra seguendo il 129: incontriamo ora alcune case diroccate e, uscendo dal bosco, proseguiamo sul sentiero tra due file di siepi di bosso. Siamo arrivati al piccolo borgo di Campanice (quota 1053, 45 minuti dalla partenza) con la sua chiesa dedicata a San Giovanni Battista e il campanile, con sullo sfondo il Monte Freddone. Arrivati alla chiesa di Campanice andiamo verso destra: il sentiero entra in un bosco di faggi salendo prima dolcemente e poi, verso sinistra, in maniera piu’ ripida, fino a raggiungere una marginetta. Poco dopo il sentiero sfocia in una larga strada sterrata (e’ quella proveniente da Passo Croce): andiamo a sinistra lungo questa strada per circa

Valico di Fociomboli

cento metri giungendo al Valico di Fociomboli (quota 1270). Dal Valico di Fociomboli (scendiamo lungo la carrozzabile che conduce al Puntato, seguendo il sentiero CAI n. 11 che ci permette di tagliare alcuni tornanti e in venti minuti arriviamo alla torbiera di Fociomboli, importantissima perché costituisce l’unica zona umida delle Apuane). Lasciata la torbiera proseguiamo sempre sul sentiero 11 che conduce, su suggestivi viottoli alberati, ai casolari di Puntato (quota 987, 2 h. e 30 minuti dalla partenza).

Isola Santa

Isola Santa si trova nel comune di Careggine, in Garfagnana, sulle rive dell’omonimo lago artificiale formato dal torrente Turrite Secca, che qui scorre in una valle stretta e selvaggia. Meno nota di Fabbriche di Careggine, anche Isola Santa ha visto salire le acque della Turrite Secca che hanno sommerso un vecchio mulino, noto come Mulino Mosceta, e un ponte ad arco. Le acque del lago, pero’, hanno creato problemi di stabilita’ alla case del paese, tanto che gli abitanti sono emigrati in nuove abitazioni costruite piu’ in alto, nei pressi della Strada Provinciale Isola Santa – Careggine. Diverse abitazioni del borgo, pero’, sono state restaurate e mantengono i tetti coperti con lastre d’ardesia: invece il tetto dell’antica chiesa di S. Giacomo e’ crollato e l’edificio religioso e’ stato coperto con un tetto in plastica per salvaguardarne gli interni.

Il lago di isola Santa com’è apparso l’ultima volta che è stato vuotato: era l’anno 1994

Isola Santa, nel XIII secolo, era dotata di un hospitale per dare ricovero ai viandanti che si spostavano dalla Garfagnana alla Versilia, usufruendo di due strade, che confluivano proprio qui. Una partiva da Castelnuovo e transitava da Monterotondo, Eglio, Sassi e l’Alpe di S. Antonio, l’altra partiva ancora da Castelnuovo, ma transitava per Monte Alfonso, Colli di Capricchia e Capanne di Careggine. Da Isola Santa le Apuane venivano valicate da due vie: passando da Col di Favilla, Mosceta, Levigliani, oppure passando da Puntato, Fociomboli, Passo dei Fordazzani, Passo Croce e quindi ricongiungendosi con l’altra via a Levigliani.