Tana che Urla

La Tana che urla e’ tra le grotte piu’ conosciute della Toscana, tanto che si hanno sue notizie gia’ dal 1726: l’ingresso di questa cavita’ s’apre in localita’ La Casetta, che si trova alcuni metri sopra la mulattiera che da Fornovolasco conduce alla Foce di Petrosciana. L’antro deve il suo nome al rumore che produce al suo interno una cascata d’acqua precipitando in un profondo sifone: questa escursione permette di visitare la grande camera iniziale, alla quale s’accede attraverso una bassa fessura lunga una diecina di metri; senza dubbio un’esperienza affascinante. La Tana ha un dislivello di 50 metri ed una lunghezza 572 metri. L’ingresso e’ spesso invaso dall’acqua che, in caso di grandi precipitazioni, rende impossibile entrare o uscire: pertanto e’ consigliabile visitarla in periodi asciutti o poco piovosi.

Aldo nella Tana che Urla

Monte Lieto

Il Monte Lieto da S. Anna di Stazzema

Il Monte Lieto (1016 m. s.l.m.) domina l’abitato di S. Anna di Stazzema, paese tristemente noto per la strage nazista del 12 agosto 1944: proprio S. Anna costituisce il punto di partenza della nostra escursione. In paese si trovano il Museo della Resistenza e il Sacrario che ricorda l’Eccidio. Dalla vetta di questa montagna le Apuane si mostrano in tutta la loro bellezza: la cima del Monte Lieto, pero’, ha qualcosa che la contraddistingue da tutte le altre vette delle Alpi Apuane. Qui, infatti, sono stati rinvenuti reperti riferibili all’Eta’ del Bronzo (XVIII – IX secolo a.C.) e all’Eta’ del Ferro (VIII – V secolo a.C.). Questa montagna e’ stata ritenuta sacra dalle antiche popolazioni: il toponimo Lieto deriva da Leto, parola che significava il passaggio dalla vita terrena all’aldila’: fra il III ed il II secolo a.C. anche i Liguri Apuani si stabilirono su questa montagna.

Foce di Farnocchia
Vetta del Monte Lieto
Aldo e Roano sulla vetta

Monte Forato (da Fornovolasco per Foce di Petrosciana)

Monte Forato

Questo itinerario permette di raggiungere il monte Forato transitando da tre localita’ particolari: la Tana che Urla, prima grotta delle Apuane ad essere stata esplorata (l’esplorazione avvenne ad opera dello scienziato Antonio Vallisneri nel 1704; l’antro deve il nome al rumore che fa l’acqua durante la caduta); la sorgente della Turrite di Gallicano, con l’acqua che sgorga impetuosa dalla montagna, e i ruderi della Chiesaccia o Pievaccia, un tempo ospizio situato lungo l’antica via di collegamento tra l’Alta Versilia e la Valle della Turrite di Gallicano.$p01 Il monte Forato (1223 e 1209 m. s.l.m. le sue due cime) e’ una delle vette piu’ famose e piu’ frequentate della catena apuana: l’arco naturale, che fa del Forato una montagna veramente unica, e’ alto trentadue metri e largo ventisei metri, con uno spessore minimo di otto metri. All’origine di questa caratteristica forma, da cui la montagna ha tratto il nome, c’e’ l’azione erosiva di vento e acqua, che hanno inciso il calcare sfruttando le fratture della roccia. Il Forato ha sempre attratto l’uomo per la sua forma unica e anche i poeti lo hanno declamato, come nel secolo scorso Giuseppe Tigri che cosi’ lo descriveva:
D’immane ponte adamantino a foggia,  / ch’arte tu credi, eppur natura eresse!.

Aldo nella Tana che Urla
Aldo a Foce di Petrosciana
La sorgente della Turrite di Gallicano
I ruderi della Pievaccia
Fornovolasco