Colognora

Colognora e’ un borgo che si e’ ben conservato, con case in pietra che risalgono al XVI secolo: si trova in Val di Roggio, nel comune di Pescaglia, provincia di Lucca. Le case sono unite fra loro da lunghe volte e i palazzi presentano archi, architravi, porte e finestre corredati di cornici in pietra arenaria. Il paese e’ citato per la prima volta in un documento del 29 agosto 828. Prima di entrare il paese, sulla destra, s’incontra il Museo del Castagno, articolato in diverse sezioni, dal ciclo sull’alimentazione del legno, al ciclo sull’alimentazione e alla carbonaia. Il ciclo sull’alimentazione del legno e’ disposto sulle prime tre stanze, il ciclo sull’alimentazione e’ raccolto nelle quattro stanze successive e, nelle occasioni piu’ importanti, nel bosco attiguo al paese e’ allestita la carbonaia: si tratta di una costruzione particolarissima, formata da tanti pezzi di legno disposti a cupola e ricoperta con foglie bagnate, terra e zolle erbose.
Oratorio di San Michele – La prima documentazione che segnala l’esistenza della chiesa risale al 1048. Sorgeva nei pressi di un castello, situato su un sperone di roccia che dominava la Valle Pedogna. Tra il 1125 e il 1182 avvenne una frana di grandi proporzioni che distrusse l’abitato e lasciò intatti solo il castello e la chiesa. Questo portò allo spostamento dell’abitato verso la zona più sicura di Colognora, e la chiesa fu con il tempo abbandonata. L’edificio, disposto secondo l’asse est-ovest, presenta caratteristiche dell’architettura romanica rurale diffusa tra il XI-XII sec., mostra in facciata preziosi bacili ceramici ispano-moreschi dell’XI sec; gli originali sono oggi conservati presso il museo di Villa Guinigi a Lucca. La struttura muraria è in conci di pietra locale, disposti a filari regolari, con strette monofore nelle parti laterali. La pianta, a aula unica con abside semicircolare, presenta due livelli di pavimento, in riquadri di cotto, che si sovrappongono all’originario pavimento in pietra del 1630; il soffitto è ordito con capriate lignee, arcarecci e travicelli. L’arco absidale presenta un’alternanza di conci di pietra di colore più scuro, e più chiaro. La facciata, in pietra squadrata, presenta come motivo ornamentale i bacili ceramici disposti a croce intorno ad un oculo, e, più in basso, a corredo del portale, due finti capitelli con decorazioni incise, sormontati da un architrave e da una lunetta all’interno della quale si presume esistesse una pittura murale. Questa parte di facciata, come si trova inciso nella muratura, risale a un’epoca più tarda del 1400. Sul lato destro si innalza il campanile, in muratura in bozze di pietra, di epoca successiva e più volte restaurato, con monofore nella parte superiore e merlature recentemente aggiunte risalenti al 1903. Dietro il coro restano tracce di un orto ed è ancora presente un pozzo; sulla parete sud sono visibili tracce di un’antica costruzione ormai crollata.
Chiesa dei Santi Michele e Caterina – La chiesa dei Santi Michele e Caterina fu edificata a partire dal 1457, anno in cui fu concesso il permesso di costruire una nuova chiesa, per le aumentate esigenze della popolazione, al posto di una cappella più piccola, che si trovava nel luogo dove oggi ha sede il “museo del Castagno”. Dalla visita pastorale effettuata nel 1493 sappiamo che questa chiesa non era ancora stata consacrata e non aveva ancora alcun titolo. Verso la metà del ‘500 l’edifico fu ampliato passando da una a tre navate poggianti su colonne monolitiche in pietra arenaria locale: la data 1557, incisa sull’architrave della porta a destra posta in facciata, indica la conclusione dei lavori delle opere murarie. Nei secoli successivi tra il XVII e il XVIII sec. furono realizzati l’organo, le decorazioni nel coro in stucchi e scagliola, che sono state oggetto di recenti restauri, come gli affreschi del XVIII sec. La chiesa è coperta con volte a crociera, all’esterno la facciata è intonacata e priva di decorazioni; la navata laterale sinistra, risulta nascosta dalla presenza del campanile, ricostruito nel sec. XVIII come riportato nella pietra incisa sopra la porta. Di interessante qualità è la parete affrescata sul lato sinistro della scarsella dove è rappresentata una copia dell’Ultima Cena di Leonardo.