Monte Tambura (da Arnetola)

Monte Tambura

Per arrivare da Arnetola alla vetta del monte Tambura (1890 m. s.l.m.) si transita sul tracciato della Via Vandelli. Il monte Tambura e’ la terza vetta piu’ alta delle Apuane (dopo Pisanino e Cavallo) ed ha forma di piramide: da qualunque parte si osservi balza evidente la forma triangolare della vetta e il colore bianco che la contraddistingue. E’ una delle piu’ belle ed imponenti vette delle Apuane e con la sua imponente mole domina la citta’ di Massa: mole che ha impressionato fino dai tempi piu’ antichi, tanto che Dante nella Divina Commedia (Inferno canto XXXII, versetto 28), per evidenziare il massiccio strato di ghiaccio nel quale sono rinchiusi fino al viso nell’ottavo cerchio (Cogito) i traditori, afferma che non si sarebbe spezzato nemmeno facendoci precipitare sopra la Tambura e la Pania
Che se Tambernicchi vi fosse caduto o Pietrapana non avria pur dall’orlo fatto cricchi (Tambernicchi sta per Tambura e Pietrapana sta per Pania).

 

Giunti nella Valle d’Arnetola (quota 900) procediamo lungo la marmifera che coincide con il sentiero CAI n. 35. Superiamo alcuni vecchi edifici che sorgevano lungo la Vandelli e che fungevano anche da ricovero e giungiamo a 967 metri di quota dove sorgono gli edifici di Caprareccia (30 minuti dalla partenza): qui dobbiamo andare a destra, sempre seguendo la Via Vandelli e il sentiero 35, tralasciando lo stradello che a sinistra conduce al Passo Sella (1500 m. s.l.m.). Perveniamo poi alla base del contrafforte nord – est del Sella, che aggiriamo sulla destra per giungere alla cave di Formignacola (quota 995, 45 minuti dalla partenza), tutt’ora in attivita’. Superiamo anche il costone che fa capo al Monte Focoletta e lasciamo le cave e la marmifera: il sentiero, che ricalca sempre la Via Vandelli, diviene ora piu’ stretto per inoltrarsi in un bosco di faggi. Proprio in questa zona si puo’ notare la massicciata della Via Vandelli: infatti qui si e’ conservata abbastanza bene. Incontriamo, poi, un luogo noto come Fossa dei Morti; la leggenda afferma che proprio qui una carovana di mercanti estensi, diretti a Massa, incontrasse una improvvisa e tremenda bufera di neve che li sorprese uccidendoli tutti. Proseguendo aggiriamo la base della Tambura, punteggiata di faggi: il sentiero e la Vandelli risalgono il vallone con numerosi tornanti per giungere ai piedi della Passo della Tambura, dove incontriamo a quota 1562 una fonte, l’unica di tutto il percorso. Dalla fonte in pochi minuti giungiamo al Passo della Tambura (quota 620, 2 h. dalla partenza), che e’ stato riscavato e risagomato con le mine al tempo della costruzione della strada. Dal passo andiamo ora a destra seguendo il sentiero CAI n. 148. Il sentiero percorre la cresta sud della montagna su terreno ghiaioso: e’ bene prestare attenzione perché procedere su questa graniglia puo’ essere anche pericoloso. Giungiamo cosi’ ad una anticima e poi in vetta al monte Tambura (quota 1890), splendida piramide di marmo bianco, dalla quale si gode un panorama incredibile: e’ trascorsa 1 h. da quando abbiamo lasciato il Passo della Tambura e 3 h. da quando siamo partiti da Arnetola.