Monte Tambura (da Arnetola)

Monte Tambura

Per arrivare da Arnetola alla vetta del monte Tambura (1890 m. s.l.m.) si transita sul tracciato della Via Vandelli. Il monte Tambura e’ la terza vetta piu’ alta delle Apuane (dopo Pisanino e Cavallo) ed ha forma di piramide: da qualunque parte si osservi balza evidente la forma triangolare della vetta e il colore bianco che la contraddistingue. E’ una delle piu’ belle ed imponenti vette delle Apuane e con la sua imponente mole domina la citta’ di Massa: mole che ha impressionato fino dai tempi piu’ antichi, tanto che Dante nella Divina Commedia (Inferno canto XXXII, versetto 28), per evidenziare il massiccio strato di ghiaccio nel quale sono rinchiusi fino al viso nell’ottavo cerchio (Cogito) i traditori, afferma che non si sarebbe spezzato nemmeno facendoci precipitare sopra la Tambura e la Pania$p05 Che se Tambernicchi vi fosse caduto o Pietrapana non avria pur dall’orlo fatto cricchi (Tambernicchi sta per Tambura e Pietrapana sta per Pania).

Mulazzo

Torre e Monumento a Dante

Mulazzo e’ un antico borgo della Lunigiana noto per avere dato ospitalita’ a Dante Alighieri durante il suo esilio e per essere la patria riconosciuta dei librai e bancarellai. Il toponimo sembra derivi da Mulatius, antico possidente romano, che sarebbe stato il fondatore del castrum destinato al controllo della via di comunicazione con l’Italia settentrionale. A Mulazzo dell’antico castello, prima residenza fortificata in Lunigiana della famiglia Malaspina, non resta molto, se si eccettua la torre che sorge sulla sommita’ del colle: nota come Torre di Dante, e’ uno dei resti antichi piu’ affascinanti di tutta la Lunigiana, anche perche’ ricorda la presenza a Mulazzo del Sommo Poeta che, durante il suo esilio da Firenze, qui venne ospitato nel 1306 dal marchese Franceschino Malaspina. Mulazzo e’ nota anche per essere la patria dei librai: soprattutto dalla frazione di Montereggio gia’ dal XV secolo gli uomini partivano dal paese per il nord d’Italia con le gerle piene di lunari, almanacchi, quaderni, piccole pubblicazioni. Con il passare del tempo da ambulanti divennero bancarellai: successivamente grossisti e alcuni fecero fortuna come editori, come i Maucci, i Tarantola, i Rinfreschi, i Ghelfi, i Giovannacci, i Fogola. Nel 1952 a Montereggio inventano il Premio Bancarella, destinato a premiare il libro piu’ venduto in tutte le bancarelle di libri d’Italia: dopo poco la sede di questo premio prestigioso e’ stata trasferita a Pontremoli, dove nel 2012 e’ stata tenuta la 60′ edizione.

Torre di Dante
Porta di accesso
Archi dell’acquedotto

Campaldino

Stele posta a ricordo della Battaglia dell’11 giugno 1289

Il nome di Campaldino e’ legato a Dante Alighieri e alla battaglia che vi si combatté l’11 giugno 1289 fra fiorentini ed aretini, alla quale egli prese parte come feditore a cavallo nelle truppe di Firenze. Questa localita’ corrisponde alla zona pianeggiante che s’incontra prima di raggiungere Ponte a Poppi, provenendo dal Valico della Consuma oppure da Pratovecchio e Stia, e s’estende ai piedi del borgo di Poppi. Ad indicare il luogo della battaglia nel 1921 e’ stata posta una Stele, eretta su disegno d’Agenore Socini: in stile rinascimentale, porta sopra il capitello ionico una targa con gli stemmi dei comuni di Firenze ed Arezzo e reca incise sul piedistallo le seguenti iscrizioni
sul lato sinistro
Corridor vidi per la terra vostra  /  O aretin e vidi gir gualdane (Inferno, cap. XXII, vv .4 – 5)
sul lato destro
L’Esercito d’Italia / in Santa Croce di Firenze  / inchinava le gloriose bandiere / dinanzi all’effige del Divino Poeta / e qui nel campo funestato da guerre fraterne / simboleggiava in questa colonna / la forza della armi nazionali / per la tutela del diritto italiano
e sul retro
Secentenario Dantesco MCCCXXI – MCMXXI.

Chiesa di Certomondo
Altra immagine della stele posta ricordo della Battaglia dell’11 giugno 1289