Pania di Corfino (da Sella di Campaiana)

Vetta

Dal massiccio montuoso della Pania di Corfino (1603 m. s.l.m.) con lo sguardo si puo’ spaziare su tutte le vette delle Alpi Apuane e su tante cime dell’Appennino tosco – emiliano, compreso il Monte Prado (2054 m. s.l.m.) il piu’ alto della Toscana e che si puo’ raggiungere proprio dalle pendici della Pania. La montagna si erge in Alta Garfagnana al centro del Parco dell’Orecchiella (5.218 ettari), in una zona che comprende ben tre riserve naturali: la Pania di Corfino (135 ettari), l’Orecchiella (215 ettari) e il Lamarossa (167 ettari) ed ha alcuni versanti aspri ed inaccessibili e altri con pendenze alla portata di tutti, cosi’ come in questo percorso che ha inizio dalla localita’ di Sella di Campaiana. Pur facendo parte della catena appenninica, la Pania di Corfino ha una conformazione rocciosa, con pareti a strapiombo, che la rende piu’ simile alle Alpi Apuane: sul suo versante sud – est, si trova il Vallone delle Grottacce, zona impervia dove nidifica l’aquila reale. In quest’area le pareti non si possono scalare proprio per non disturbare il grande rapace che, con una buona dose di fortuna, a volte si puo’ vedere volteggiare nel cielo in cerca di prede.

Sella di Campaiana

Monte Cavalbianco

Vetta 1

Il monte Cavalbianco (1855 m. s.l.m.) si trova nel comprensorio del Parco dell’Appennino tosco – emiliano: e’ posizionato interamente in territorio reggiano in quanto non situato sul crinale spartiacque fra Emilia e Toscana. La partenza di questo itinerario avviene dal Passo di Pradarena (l’antico Pratum reni), situato a 1579 m. s.l.m., in una posizione giudicata di notevole valore strategico dagli storici: infatti, questo valico rivestiva grande importanza per il collegamento fra le vallate del Secchia e dell’Enza, sul versante emiliano, e della Garfagnana, sul versante toscano. Il monte Cavalbianco presenta una morfologia tipica dei circhi glaciali: dalle sue pendici hanno origine numerosi torrenti (rio Pradarena, fosso del Martinaccio, rio del Tornello e canale di Cavorsella) che confluiscono, a loro volta, in altri due torrenti tributari del fiume Secchia, il Riarbero e l’Orzola.

La vetta 2

Monte La Nuda (zona Lago Santo)

Monte La Nuda

Il monte La Nuda (1750 m. s.l.m.), meta di questo itinerario, e’ una delle quattro montagne dell’Appennino tosco – emiliano che vantano questo nome (evidentemente perché sono prive di vegetazione): il nostro fa parte del gruppo del Giovo e si trova nei pressi del Lago Santo Modenese, le altre tre si trovano rispettivamente nei pressi del Passo del Cerreto, nei pressi del Passo di Giovarello e nei pressi del Corno alle Scale. La partenza di questa escursione avviene dal Lago Santo Modenese, posto a 1450 m. s.l.m. Il toponimo Nuda, dato a questa montagna, e’ abbastanza recente poiché compare solo a partire dagli inizi del 1800: prima il monte era noto come Verruca. Il tratto, che dal Colle del Boschetto conduce alla vetta della montagna, e’ scosceso e coperto di pietre: la causa e’ da attribuirsi ad una grande frana che si verifico’ nella primavera del 1735, dopo un lungo periodo di forti piogge.

Aldo e Roano sulla vetta