Piana dei Romiti

Ruderi dell’Eremo dei Romiti 1

La Piana dei Romiti e’ una prateria con alberi ed arbusti che si trova nell’Appennino tosco – romagnolo: in mezzo ad essa scorre il torrente Acquacheta, che subito dopo precipita creando la spettacolare cascata. Prende il nome dagli eremiti che qui vivevano nell’Eremo dell’Abbazia di S. Benedetto in Alpe, che si ritiene fondato nel 986 da San Romualdo, originario di Ravenna, che sara’ poi colui che fondera’ l’Eremo di Camaldoli e l’Ordine dei Frati Camaldolesi. Dell’antico eremo, pero’, ora restano solo poche mura.

 

Cippo ricordo a Pian dei Romiti

 

 

Piana dei Romiti 1
Piana dei Romiti 2
Cascata dell’Acquacheta
Ruderi dell’Eremo dei Romiti 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pian dei Romiti 3

 

 

 

 

 

 

Dal paese di San Benedetto in Alpe seguiamo le indicazioni per la cascata: ci incamminiamo lungo la strada sterrata costeggiando il torrente Acquacheta. Il sentiero e’ cartellonato come Sentiero Natura e prevede dieci punti di sosta e di osservazione indicati con tabelle, per facilitare l’interpretazione degli aspetti naturali del territorio. La prima sosta e’ al bosco di ontani, la seconda la si effettua in un luogo che ci fa ben rilevare la diversita’ dei due versanti attraversati dal torrente, con quello di fronte a noi a reggipoggio (gli strati di roccia emergono dalla montagna) e quello da noi percorso detto franapoggio (meno inclinato e piu’ utile alle attivita’ dell’uomo). La terza tappa e’ in una zona rocciosa particolare formata da due tipi di roccia, marna ed arenaria; la quarta in un luogo ricco di arbusti: biancospino, prugnolo, rovo, rosa selvatica, ginepro; la quinta in una zona con vegetazione submontana: roverella, cerro, carpino nero e dove incontriamo l’antico Capanno del Rospo un vecchio edificio adibito a ricovero di attrezzi agricoli; la sesta sosta la si effettua in un punto in cui il sentiero s’avvicina al torrente, in questo tratto stretto e ripido, e dove, con un po’ di fortuna, si possono osservare il merlo acquaiolo e la trota; nella settima tappa dove prevale la vegetazione montana, soprattutto faggi, si trova l’antico Mulino dei Romiti, in arenaria, recentemente restaurato dall’Ente Parco e ora usato come punto di sosta e di pic-nic; l’ottava tappa e’ quella piu’ importante perché salendo dal Mulino dei Romiti, con il rumore della caduta dell’acqua che udiamo sempre piu’ forte, perveniamo a quota 678 alla veduta della cascata, imponente, alta settanta metri e larga trenta metri. La sua origine e’ probabilmente legata ad un lago formatosi in seguito ad un movimento franoso che imbriglio’ il torrente Acquacheta, le cui acque poi tracimarono per precipitare nel fosso sottostante. Il torrente Acquacheta nasce dall’unione di due ruscelli incontaminati che provengono dal monte Peschiera e dal monte Lavane che prima formano il torrente Troncalosso, che poi diventa Acquacheta proprio perché scorre silenzioso con ampie anse. La nona sosta e’ in corrispondenza di una piccola e suggestiva cascata del torrente Lavane, torrente che attraversiamo per risalire in pochi minuti al pianoro erboso dei Romiti, quota 720, 1 h. e 30 minuti dalla partenza. Il Piano dei Romiti, un tempo coltivato, e’ un luogo incantato: qui nel 986 i monaci dell’abbazia di San Benedetto in Alpe fondarono un eremo, visitato anche da Dante.