Cancellino – la Lama: l’antica Ferrovia del legno

Stazione del Cancellino

Splendido itinerario al centro delle foreste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: il tracciato si snoda su strada bianca in ottime condizione e ricalca fedelmente quello che era il percorso che effettuava il trenino che trasportava il legname dalla zona della Lama al Cancellino, localita’ situata sulla statale che unisce Badia Prataglia a Bagno di Romagna, attraverso il Passo dei Mandrioli. Il trenino e’ stato in funzione dal 1900 al 1914. Data la notevole lunghezza dell’itinerario, 20 km., consigliamo che a farlo siano sono gli escursionisti dotati di notevole resistenza, mentre si presenta ideale per gli amanti della mountain bike e del trekking a cavallo. L’ambiente e’ magnifico: si procede sempre in mezzo a faggi maestosi, intervallati da alcune abetaie, s’incontrano tre fresche sorgenti, oltre a due sorgenti di acqua solforosa. La Lama e’ un pianoro splendido con grandi alberi che insistono su un ambiente paludoso unico: questa e’ la vera anima del Parco delle Foreste Casentinesi.

Giunti in localita’ Cancellino (quota 1073) parcheggiamo l’auto nel vasto piazzale di quello che un tempo era il luogo di arrivo della ferrovia per il trasporto del legname: vi si trova ancora l’edificio di servizio, che fungeva anche da ricovero alle tre piccole locomotive, ed e’ in eccellenti condizioni di conservazione. Oltrepassiamo la sbarra che chiude il traffico alle auto private e ci incamminiamo lungo la strada che e’ sterrata ma in ottime condizioni in quanto vi viene effettuata continuamente la manutenzione da parte degli operai del Corpo Forestale dello Stato: ci troviamo subito immersi nel folto della foresta di faggi. Voglio ricordare che ogni km. si trova un cippo che reca impresso il numero progressivo di chilometraggio: nel descrivere il percorso vi faremo riferimento continuamente. Il tratto iniziale e’ in falsopiano e ci porta, dopo 1,5 km., alla prima sorgente che si trova subito sotto strada, sul lato sinistro: e’ la Sorgente del Re (quota 1136). Lasciamo la sorgente e proseguiamo il cammino in leggera ascesa per raggiungere, poco prima del km. 3, il Passo dei Lupatti (quota 1171) dove sorgono maestosi alberi di faggio e dove incrociamo il sentiero 00 di crinale proveniente dal Passo dei Mandrioli e diretto al Passo della Crocina: il tratto della ferrovia che andava dal Passo dei Lupatti al Cancellino era in leggera discesa e per questo i vagoni carichi di legname venivano rallentati nella loro corsa da uomini appositamente addestrati chiamati “frenatori”. Ora dal Passo dei Lupatti fino alla Lama la strada proseguira’ sempre in discesa: immersi nella foresta camminiamo attraversando le pendici del monte Cucco e del Poggio Rovino fino a giungere a Pian della Saporita (quota 1051), nei pressi del km. 6. In questa localita’ avveniva il rifornimento di acqua e legna e vi era anche l’unica possibilita’ di scambio tra i convogli provenienti da sensi opposti grazie al raddoppio dei binari. Riprendiamo il cammino e in pochi minuti perveniamo, poco prima del km. 7, alla Fonte delle Cavalle (quota 1057) che troviamo sul lato sinistro della strada: poco dopo attraversiamo una bella abetaia, si tratta dell’Abetina di Brasco. Riprendiamo il cammino in discesa verso la Lama: ogni tanto, sul lato sinistro della carreggiata, notiamo alcuni grossi nidi di formica rufa, che sono stati recintati per proteggerli; questa formica costruisce il proprio nido, alto anche piu’ di un metro, sfruttando gli aghi degli abeti ai piedi dei quali vive. Giunti nei pressi del km. 14 troviamo un ponte: si tratta del Ponte Camera (quota 840) che scavalca il fosso omonimo; questo ponte e’ molto noto perche’ i suoi parapetti sono stati costruiti con le rotaie della vecchia ferrovia. Riprendiamo il cammino e all’incirca al km. 18,5 della strada, sul lato sinistro, notiamo un cartello che ci segnala la Fonte Solforosa (quota 711): si tratta, in realta’, di due fonti dalle quali sgorga un’acqua solforosa che ha dell’incredibile, in quanto costituisce una cosa eccezionale all’interno di questa grande foresta. Nei pressi della due sorgenti si trova una grotta artificiale che custodisce una piccola statua della Madonna: deve essere molto venerata a giudicare dal numero dei lumini accesi che vi abbiamo notato. Lasciata la fonte Solforosa riprendiamo il cammino per raggiungere il grande pianoro de La Lama (quota 702): qui si trova anche una piccola chiesetta ed un arboreto. Qui sorge un grande edificio appartenente al Corpo Forestale dello Stato, che viene abitato dalla guardie forestali solo nei giorni di sabato e domenica dei mesi di luglio ed agosto: non lontano da questa costruzione si incontra anche una fresca fonte, la fonte di Francesco. Per fare questo lunghissimo occorrono dalle 4 alle 5 ore per l’andata e altrettante per il ritorno: si tratta, quindi, di una esperienza riservata solo ai camminatori dotati di buon fondo; questo itinerario e’, invece, molto adatto agli amanti della mountain bike e del trekking a cavallo.

Chiesina de La Lama Caserma della Forestale a La Lama
Fonte solforosa Nido di formica rufa
Inizio del percorso Aldo si disseta alla Fonte delle Cavalle

Fonte di Francesco a La Lama