Monte Lieto

Il Monte Lieto da S. Anna di Stazzema

Il Monte Lieto (1016 m. s.l.m.) domina l’abitato di S. Anna di Stazzema, paese tristemente noto per la strage nazista del 12 agosto 1944: proprio S. Anna costituisce il punto di partenza della nostra escursione. In paese si trovano il Museo della Resistenza e il Sacrario che ricorda l’Eccidio. Dalla vetta di questa montagna le Apuane si mostrano in tutta la loro bellezza: la cima del Monte Lieto, pero’, ha qualcosa che la contraddistingue da tutte le altre vette delle Alpi Apuane. Qui, infatti, sono stati rinvenuti reperti riferibili all’Eta’ del Bronzo (XVIII – IX secolo a.C.) e all’Eta’ del Ferro (VIII – V secolo a.C.). Questa montagna e’ stata ritenuta sacra dalle antiche popolazioni: il toponimo Lieto deriva da Leto, parola che significava il passaggio dalla vita terrena all’aldila’: fra il III ed il II secolo a.C. anche i Liguri Apuani si stabilirono su questa montagna.

Foce di Farnocchia
Vetta del Monte Lieto
Aldo e Roano sulla vetta

Monte Forato (da Fornovolasco per Foce di Petrosciana)

Monte Forato

Questo itinerario permette di raggiungere il monte Forato transitando da tre localita’ particolari: la Tana che Urla, prima grotta delle Apuane ad essere stata esplorata (l’esplorazione avvenne ad opera dello scienziato Antonio Vallisneri nel 1704; l’antro deve il nome al rumore che fa l’acqua durante la caduta); la sorgente della Turrite di Gallicano, con l’acqua che sgorga impetuosa dalla montagna, e i ruderi della Chiesaccia o Pievaccia, un tempo ospizio situato lungo l’antica via di collegamento tra l’Alta Versilia e la Valle della Turrite di Gallicano.$p01 Il monte Forato (1223 e 1209 m. s.l.m. le sue due cime) e’ una delle vette piu’ famose e piu’ frequentate della catena apuana: l’arco naturale, che fa del Forato una montagna veramente unica, e’ alto trentadue metri e largo ventisei metri, con uno spessore minimo di otto metri. All’origine di questa caratteristica forma, da cui la montagna ha tratto il nome, c’e’ l’azione erosiva di vento e acqua, che hanno inciso il calcare sfruttando le fratture della roccia. Il Forato ha sempre attratto l’uomo per la sua forma unica e anche i poeti lo hanno declamato, come nel secolo scorso Giuseppe Tigri che cosi’ lo descriveva:
D’immane ponte adamantino a foggia,  / ch’arte tu credi, eppur natura eresse!.

Aldo nella Tana che Urla
Aldo a Foce di Petrosciana
La sorgente della Turrite di Gallicano
I ruderi della Pievaccia
Fornovolasco

Pizzo d’Uccello (da Vinca)

Monte Pizzo d’Uccello

Il monte Pizzo d’Uccello (1781 m. s.l.m.) e’ formato da roccia dolomitica: costituisce la piu’ ambita meta alpinistica di tutte le Apuane, con la sua parete nord di settecento metri di caduta verticale, con molte vie tracciate. La nord del Pizzo offre emozioni uniche ai rocciatori: fu scalata ufficialmente per la prima volta nel 1927, quando fu tracciata la Via dei Genovesi, proprio perché percorsa dai genovesi Piantanida e Stagno: altra importante via fu quella tracciata nel 1940 da Oppio e Colnaghi e chiamata Via Classica. Dalla vetta del Pizzo il panorama e’ immenso e spazia su tutta la Lunigiana, con il vicino Solco di Equi, sulla valle di Vinca, sulla Val Serenaia, sul Sagro e sulla Cresta Garnerone, sul Grondilice e su tante cime delle Alpi Apuane: impressionante e’ anche la vista sulla cresta su cui passa la Via Ferrata di Foce Siggioli.

Foto ricordo

Capanne del Giovo

Aldo sale verso il Pizzo