Chiesa di San Jacopo in Lupeta

Chiesa 1

La chiesa di San Iacopo in Lupeta sorge nell’omonima vallata a circa un chilometro da Vicopisano: fu costruita in epoca longobarda e in origine dedicata a San Mamiliano, come ricorda un’iscrizione sull’architrave del portale principale. Intitolata a San Iacopo nella prima meta’ del Quattrocento, poco tempo dopo comincio’ a decadere a causa delle continue scorrerie causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento entro’ in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell’Ottocento i resti dell’antico monastero furono trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di proprieta’ privata. L’interno si presenta con unica navata ed e’ priva di abside: nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi.

Facciata
Chiesa 2

Convento di Nicosia

Chiesa

Nei pressi di Calci, a poca distanza dalla famosa Certosa e alle pendici dei Monti Pisani, si trova il Convento di Nicosia, intitolato a Sant’Agostino, abbandonato ormai dagli anni Settanta del Novecento, ma nella cui chiesa sono ancora officiate messe e funzioni sacre. La costruzione di questo grande complesso monastico inizio’ nel 1263 e termino’ del 1267 per merito del beato Ugo da Fagiano, che era stato vescovo di Nicosia di Cipro e che volle cosi’ ricordare anche nel nome la diocesi cipriota. Il toponimo Nicosia e’ poi passato ad indicare tutta questa zona che si trova ai piedi del Monte della Verruca, uno dei monti che formano il complesso dei Monti Pisani. La chiesa di S. Agostino si presenta con semplice struttura ad aula unica e copertura a capanna, con campanile in laterizio: all’interno vi sono decorazioni a fresco e tempera. Anche il chiostro versa in discrete condizioni e per due giorni l’anno, nel mese d’aprile, e’ riaperto in occasione della manifestazione Le Camelie del Chiostro, organizzata da Nicosia Nostra, associazione che tenta di salvaguardare dal degrado tutto questo grande complesso monastico; nel chiostro si trovano due camelie secolari. Il resto del convento, invece, essendo abbandonato ormai da decenni e lasciato nella piu’ completa incuria, versa ormai in un pietoso degrado: a completare lo sfacelo si aggiungono gli atti vandalici di visitatori sconsiderati che trovano soddisfazione nell’imbrattare muri e rovinare quanto possibile.

Ingresso

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

Facciata

La Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a San Casciano a Settimo di Cascina, in stile romanico, e’ citata per la prima volta in un documento del 970. L’attuale chiesa fu edificata, sulle fondamenta della precedente, nel XII secolo: questo insigne edificio, alla cui costruzione partecipo’ anche Biduino, uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del tempo (autore dell’architrave del portale centrale, corredato da due iscrizioni di cui una con la data 1180) e’ formata da pietre verrucane (cioe’ del monte Verruca dei vicini Monti Pisani) lavorate a scalpello. L’architrave del portale maggiore e’ di marmo bianco e vi e’ scolpito, rozzamente in bassorilievo, l’Ingresso di Gesu’ in Gerusalemme il giorno delle Palme: inoltre vi sono incise alcune lettere gotiche. Il campanile fu fatto saltare dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale ed e’ stato ricostruito: ma e’ stato edificato in cemento armato ed e’ del tutto estraneo alla magnificenza della pieve romanica.

Architrave porta d’ingresso
Abside