Torrente Brana

Brana a Badia 1

Il torrente Brana nasce sull’Appennino in località Poggio all’Orso, a circa due chilometri dal bivio fra la “vecchia Bolognese” e via Badia e Acquerino, e dopo un percorso di circa 24 km. si va a gettare nel torrente Calice proprio poco prima che questo confluisca nell’Ombrone in zona Ponte dei Bini – Ponte alle Vanne.  Dalla sorgente scende velocemente verso la pianura: superata la frazione di Valdibrana (con il Santuario omonimo) giunge alla città di Pistoia, costeggiandone le  mura. Scorre nella zona dei cimiteri, dove riceve le acque del Rio Diecine, e attraversa la Pianura Pistoiese transitando nelle zone di Canapale, Badia a Pacciana, del Mulo, della Carbolinga, fino al Ponte dei Bini.

Brana a Badia 2

Affluenti (in senso orografico dalla sorgente alla foce)
Sinistra: Fosso Sterpeti, Fosso La Gora, Rio Diecine, Fosso Acqualunga, torrente Settola, Fosso del Cantone, Fosso del Ronco.
Destra: Fosso Torbida

 


Brana che sfocia nel torrente Calice al Ponte dei Bini (nelle foto la Brana è a sinistra)

 Brana in piena 15 dicembre 2012 località Ferruccia

 18 marzo 2013: Brana che rompe l’argine sinistro in località Ferruccia zona Scolmatore

Storia della Brana
Il corso molto tortuoso della Brana dal Nespolo al Calice sembra escludere per questo torrente l’ipotesi di un tracciato del tutto artificiale. E’ probabile che, contemporaneamente ai lavori della Bure nuova, anche il corso della Brana sia stato deviato verso est mediante uno sbarramento nella zona di Canapale, in modo da impedirne la confluenza con il vicino Ombrone. Però, mentre già verso il 1170 la Brana aveva un alveo arginato (calicem) da Ripalta a Canapale, l’arginatura del tratto successivo fu certamente realizzata in epoca assai più tarda, quando il torrente nella pianura aveva più volte variato il suo corso, formando qua e là anche dei piccoli meandri. Non è raro infatti trovare in documenti dal XII al XIV secolo espressioni come Brana veteris oppure locum unde Braina antiquitus solebat influere. Specialmente quest’ultima espressione (solebat influere) documenta in modo abbastanza evidente un cambiamento d’alveo avvenuto per cause naturali. Una deviazione artificiale e documentata è invece quella che si attuò nel XIV secolo intorno alla città per seguire il tracciato delle nuove mura (si tratta del corso artificiale della Brana, tuttora esistente lungo ed est dell’ultima cerchia di mura). Prima la Brana lambiva sul lato nord-est il più antico perimetro , fortificato sotto il castellare di S. Iacopo (sulla direzione delle attuali via Santa, delle Pappe e del Ceppo; un tratto dell”antico alveo, trasformato in gorile e coperto da volta, è rimasto incorporato sotto gli attuali fabbricati dell’Ospedale del Ceppo); anzi la posizione del corso d’acqua condizionò addirittura la successiva espansione della città, la cui seconda cinta di mura mantenne, su questo lato, lo stesso allineamento. Il tracciato antico del torrente scendeva da Ripalta verso l’attuale via delle Pappe, lambiva l’antico ospedale del Ceppo, attraversava la piazza S. Lorenzo dove era un ponticello ed uno spedale detto del ponte alla Brana, ed infine tagliava l’attuale via S. Marco in corrispondenza del quadrivio di S. Leonardo, dove era un altro ponte (pons Bonituri) sul quale passavano le antiche strade per la Badia a Taona e per Firenze.

Brana fra Canapale e Badia a Pacciana 1

Brana fra Canapale e Badia a Pacciana 2

Il Fosso Acqualunga (a sinistra) sfocia nella Brana nei presi della zona industriale di Spedalino

Il Fosso Settola sfocia nella Brana in località Ponte del Gelli: siamo fra San Michele Agliana e Ferruccia

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