Lavatoi
Prima della Seconda Guerra Mondiale, ma anche fino agli anni Sessanta del Novecento, avere l’acqua corrente in casa era un lusso riservato a pochi. I panni di casa venivano lavati nei lavatoi pubblici, che erano diffusi nella città di Pistoia e in ogni sua frazione. Anche a Bottegone ce n’era uno di fianco alla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, in Via Sant’Angelo, proprio sopra l’alveo del torrente Ombroncello: chissà perchè ma noi l’abbiamo sempre chiamato “Il Bozzino”. Ma ormai sono molti anni che è stato buttato giù. Con il sopraggiunto benessere avere l’acqua corrente in casa sembra una cosa ovvia, ma prima non era così. Per esempio quando con la mia famiglia da Roma ci trasferimmo a Bottegone (era l’anno 1961) avevamo solo esternamente la pompa dell’acqua. Nella Piana Pistoiese esistono ancora alcuni lavatoi, seppure in condizioni assai precarie; ne abbiamo trovati alcuni.
In Via di Bargi a San Pantaleo all’Ombrone (nei pressi della Chiesa)
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In Via Maggiatica alle Fornacette di Masiano
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Alla Bottegaccia dentro l’alveo del Fosso Dogaia (detto anche Fosso Quadrelli).
Qui i panni venivano lavati direttamente con l’acqua del torrente: la Dogaia o Quadrelli, infatti, è un corso d’acqua particolare che ha sempre l’acqua corrente anche nelle estati più secche, come questa del 2026. Ha origine da due fossi dove l’acqua corre sempre: il Fosso dei Campacci e il Fosso di Pancone e nasce all’incirca fra Pontassio e Ponte alla Stella.
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In Via delle Colombaie a San Sebastiano: questo è l’unico che riporti ancora l’anno della sua costruzione (Lapide con lo stemma del Comune di Pistoia con l’anno 1955)
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