Monte Tambura (da Campocatino per Passo Tambura)

Vetta del Monte Tambura

Il Monte Tambura, 1890 m. s.l.m., e’ la terza per altitudine di tutte le Apuane (dopo il Pisanino e il Cavallo) e si presenta da tutti i lati come una larga e poderosa piramide. E’ una delle piu’ belle ed imponenti vette delle Apuane e con la sua imponente mole domina la citta’ di Massa: mole che ha sempre impressionato fino dai tempi piu’ antichi tanto che Dante nella Divina Commedia (Inferno canto XXXII versetto 28), per evidenziare il massiccio strato di ghiaccio nel quale sono rinchiusi fino al viso nell’ottavo cerchio (Cogito) i traditori, afferma che non si sarebbe spezzato nemmeno facendoci precipitare sopra la Tambura e la Pania.

Massimo
Roberto e Massimo sulla vetta
Passo della Tambura
Monte Roccandagia
Vetta del Monte Tambura e Monte Pisanino
Monte Tambura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Itinerario interamente tratto da www.clubaquilerampanti.it
Da Campocatino (quota 1000) andiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per il Passo della Tambura (segnavia n. 147). La mulattiera prende quota tra i prati offrendo immediatamente un bel colpo d’occhio in direzione del sottostante, non lontano Lago di Vagli. Siamo ora nel folto del bosco con il sentiero che serpeggia tra la vegetazione, che a tratti arriva quasi a soffocare il percorso. Si incontrano poi due recinzioni metalliche che vengono scavalcate grazie ad altrettante scale in legno. Dopo circa un’ora di cammino il sentiero si porta sul ciglio di un impressionante salto verticale. Provvidenzialmente e’ stato aggiunto un parapetto in legno che impedisce d’esporsi sul salto che precipita nella sottostante Valle d’Arnetola. Ancora una breve frazione boschiva (fune come corrimano in un breve tratto stretto) e siamo alla base di un ripidissimo canale terroso. Lo rimontiamo volgendo verso destra, molto ripidamente, sino a raggiungere la base di una parete rocciosa. Assecondiamo la rupe procedendo in diagonale ascendente, agevolati dalla presenza della fune metallica fissa, quindi il percorso volge con decisione a sinistra affrontando una serie di placche inclinate piuttosto esposte. La presenza della fune metallica si rivela provvidenziale: e’ in ogni caso necessaria molta attenzione, particolarmente se il fondo dovesse risultare bagnato, per via della roccia inclinata e scivolosa. Con piede fermo e molta cautela superiamo il breve tratto ferrato accedendo al soprastante terrazzo dove si apre la vista del crinale con la cima dell’Alto di Sella. L’alberatura cede il passo alle rocce della Cava abbandonata di Formignacola (quota 1180). Traversiamo oltre la cava sino al bivio con il sentiero 35 (ore 1,20 dalla partenza). Seguiamo il segnavia 35 verso destra seguendo la famosa Via Vandelli: in moderata salita affrontiamo i tornanti del percorso permanendo nel bosco di faggi. In breve usciamo dalla fascia boschiva per procedere in ambiente roccioso selvaggio ed alpestre. Superiamo anche il costone che fa capo al Monte Focoletta e lasciamo le cave e la marmifera: il sentiero, che ricalca sempre la Via Vandelli, diviene ora piu’ stretto per inoltrarsi in un bosco di faggi. Incontriamo, poi, un luogo noto come Fossa dei Morti; la leggenda afferma che proprio qui una carovana di mercanti estensi, diretti a Massa, incontrasse una improvvisa e tremenda bufera di neve che li sorprese uccidendoli tutti. Proseguendo aggiriamo la base della Tambura, punteggiata di faggi: il sentiero e la Vandelli risalgono il vallone con numerosi tornanti per giungere ai piedi della Passo della Tambura, dove incontriamo a quota 1562 una fonte, l’unica di tutto il percorso. Dalla fonte in pochi minuti giungiamo al Passo della Tambura (quota 1620), che e’ stato riscavato e risagomato con le mine al tempo della costruzione della strada. Ora andiamo a destra seguendo il sentiero Cai n. 148. Il sentiero percorre la cresta sud della montagna su terreno ghiaioso: e’ bene prestare attenzione perché procedere su questa graniglia puo’ essere anche pericoloso. Giungiamo cosi’ ad una anticima e poi in vetta al Monte Tambura (quota 1890, 3 h. e 30 minuti dalla partenza).