Vinca

Veduta panoramica 1

Vinca (780 m. s.l.m.) e’ l’unico centro abitato della Valle del Lucido di Vinca: si trova in posizione isolata, compresa tra le vette del Pizzo d’Uccello, della Cresta Garnerone e del monte Sagro: a chi abbia frequentato le vette delle Apuane, questo antico borgo appare come una macchia di colore chiaro nel bel mezzo dello scuro delle grandi selve di castagni. Le castagne e la pastorizia sono state le risorse che hanno permesso agli abitanti di sopravvivere nel corso dei secoli, prima dell’avvento dell’escavazione marmifera sul monte Sagro, che ha dato lavoro alla maggior parte degli uomini di Vinca. Le sue origini sono molto antiche: fu fondata nell’Alto Medioevo dalla popolazione di Luni in fuga a causa delle invasioni barbariche. Lungo la vecchia viabilità che collegava Vinca ad Aiola, oltre che ad alcune piccole cappelle votive poste al ciglio del sentiero, in una località denominata Madonna Vecchia, sono ancora visibili i resti di un’antica chiesa risalente al ‘500,con annesso romitorio. L’attuale nome gli fu conferito nel corso del XIX secolo per distinguerla da quella della Madonna della Neve, situata nei pressi del cimitero, di più recente costruzione. Entrando in paese ci troviamo in un labirinto di vicoli con nomi che denotano la semplicità di chi ci abita: Via Borgo, via Chiesina, che entra nella parte più antica dell’abitato, via del Fico e via del Campanile, che, ovviamente, conduce direttamente ad esso. Di notevole interesse è un bel palazzo costruito con pietre di marmo bianco, risalente all’anno1331, come si trova scritto su un’epigrafe, conosciuto come “il Tribunale“. La chiesa è dedicata a Sant’Andrea Apostolo: costruita ad una sola navata intorno al 1300, era compresa nel piviere di Codiponte. Il suo interno, oggi a tre navate, tutto costruito a volte ed archi sorretti da colonne in arenaria, è affrescato con figure rappresentanti gli angeli, la Madonna e gli apostoli. Alcuni arredi sono riferibili al XIV secolo. Questa terra era compresa nella giurisdizione dei Bianchi di Erberia: nel XIV secolo questi nobili decaddero e Vinca divenne di pertinenza dei Malaspina. Dal 14189 si dette in accomandigia al Comune di Firenze, seguendo così le sorti di Monzone, Codiponte, Equi e Aiola. Oggi il paese e’ conosciuto anche per il suo pane, un pane scuro, fatto di farine integrali ed acqua delle Apuane, preparato in grosse forme tondeggianti e cotto in forno su foglie di castagno: la sua crosta ed il suo impasto sono scuri e compatti. Vinca, come altri borghi delle Apuane, ha subito la crudelta’ delle truppe naziste: qui fra il 24 ed il 27 agosto 1944 vi trucidarono ben 174 persone ed un Monumento nel cimitero del paese ricorda quest’eccidio.

Monumento a ricordo della strage dell’agosto 1944  Madonna dei Cavatori
Veduta panoramica 2

La Chiesa

Loggiato della chiesa

Cresta Garnerone

Castagno secolare

Cappella della Madonna dei Cavatori