San Pellegrino in Alpe

San Pellegrino in Alpe e’ un piccolo borgo situato a 1525 m. s.l.m., proprio sul confine fra Toscana (comune di Castiglione Garfagnana) ed Emilia (comune di Frassinoro). Qui sorge un antichissimo santuario che ha dato ospitalita’ a tutti i pellegrini che transitavano da questo passo: nella chiesa si venerano i corpi dei Santi Pellegrino e Bianco, non compresi nell’iconografia ufficiale della Chiesa, ma venerati da piu’ di dieci secoli dalle popolazioni locali. All’interno della struttura del Santuario si trova il Museo della Civilta’ Contadina Don Luigi Pellegrini, vasta raccolta d’attrezzi, utensili e altro materiale che testimonia la dura vita dei contadini di montagna, svantaggiati dalle condizioni climatiche proibitive rispetti agli omologhi di pianura. Tra quello che vi possiamo ammirare voglio citare la camera del contadino con l’armadio, che altro non e’ che il tronco cavo di un castagno: bellissimo!

 

 

 

 

 

Dal Passo delle Radici (quota 1529) andiamo verso est seguendo il sentiero CAI n. 00, che in questo tratto coincide con la strada asfaltata: giunti in localita’

Passo delle Radici

Pradaccio (quota 1592, 15 minuti dalla partenza) continuiamo a sinistra lungo il sentiero che segue una strada sterrata (e’ la lunga carrareccia che unisce il Passo delle Radici a Barga), tralasciando la piu’ comoda carrozzabile. Procediamo su questa strada, che passa sul fianco sud del monte Alpe di San Pellegrino, fino a raggiungere la localita’ del Giro del Diavolo (quota 1627, 45 minuti dalla partenza).
Giro del Diavolo – Perché questo luogo si chiama cosi’? Perché vi si trova un grande ammasso di sassi? La leggenda narra che San Pellegrino, uomo di grande fede e pazienza, in questo luogo vide apparire il diavolo, che sempre lo perseguitava, che gli rifilo’ un sonoro ceffone per cui il santo cadde a terra tramortito. Ma l’eremita, ormai stanco degli scherzi del demonio, si alzo’ e ricambio’ il gesto del diavolo con un ceffone cosi’ potente che fece attraversare al maligno tutta la Garfagnana mandandolo a sbattere contro un monte e facendoglielo attraversare fino a fargli finire la sua corsa in mare: e’ cosi’ che e’ nato il Monte Forato. Un’antichissima tradizione afferma che quando si va a San

Giro del Diavolo

Pellegrino in Alpe si deve portare un sasso in segno di penitenza: le dimensioni di questo sasso variano secondo l’eta’ e la forza della persona. Quanto piu’ la pietra e’ grossa, tanto piu’ grande ed efficace e’ la penitenza: il sasso va portato al Giro del Diavolo, proprio nel punto dove San Pellegrino rifilo’ al maligno un gran ceffone. In quel punto l’erba non e’ piu’ cresciuta ed e’ emozionante osservare tutti i sassi portati li’ nel corso dei secoli da migliaia di pellegrini che si sono recati al Santuario di San Pellegrino in Alpe e che facevano penitenza con questo gesto, e ripensare anche a quanta fatica e sofferenza sono costati.
Al Giro del Diavolo lasciamo il sentiero CAI n. 00, il cosi’ detto sentiero di crinale, e andiamo a destra lungo il sentiero CAI n. 50 che ci conduce a San Pellegrino in Alpe (quota 1525, 1 h, e 15 minuti dalla partenza).