L’eccidio di Valdibure colpì cinque persone, tutti uomini adulti. Essi vennero prelevati dalle loro case di Santomoro la notte fra il 21 e il 22 giugno 1944. Luigi Ferri, Alipio Guastini e Alighiero Ricciarelli erano di Santomoro, Nello Fioretti e Corrado Palanchi erano sfollati da Pontelungo. La strage sarebbe avvenuto per rappresaglia in seguito al ferimento di un soldato tedesco, anche se il fatto non è provato. I cinque uomini, scelti a caso, furono portati in località Serrantona, una piccola zona situata sopra il paese di Ponzano. Lì vennero fucilati: il Ricciarelli, ferito, tentò di fuggire, ma fu ripreso e trucidato. Il parroco di Santomoro, Don Dino Chimeri, si attivò per recuperare i corpi delle vittime, raggiungendo il comando tedesco e chiedendo la concessione alla sepoltura. Il parroco stesso, poi, affermò, che fu un fatto assolutamente inspiegabile, perché tutti pensavano che i cinque uomini fossero stati reclutati per svolgere qualche lavoro.
Il cippo, situato in località Serrantona, si raggiunge per strada sterrata che parte dalla Via di Ponzano poco prima che questa termini il suo percorso sulla Pistoia – Riola: c’è un cartello ad indicare il cammino.
Il cippo reca incise le sguenti parole:
Qui inermi cittadini vennero barbaramente / uccisi dalle truppe di occupazione naziste / non odio, non vendetta grida il loro sacrificio / ma pace e fraternità perenni fra i popoli
FERRI LUIGI
FIORETTI NELLO
GUASTINI ALIPIO
PALARCHI CORRADO
RICCIARELLI ALIGHIERO
22 giugno 1944
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