Il cippo, composto da una semplice croce in ferro posta su una pietra arenaria, con accanto una lapide con iscrizione, si trova a breve distanza dalla località di Bertocci, che è situata poco a nord di Piteccio, lungo la strada che conduce a San Mommè. Si trova poco sopra le ultime case dell’abitato, al termine di una breve salita nel bosco, lungo il sentiero che conduce verso Villa di Piteccio. Al tempo della mia visita (1 maggio 2025) era completamente coperta dall’erba tant’è che per fare qualche foto ho dovuto fare un pò di pulizia.
I I tedeschi erano stati sconfitti nella città di Pistoia e nei dintorni il 21 settembre 1944, ma ancora una volta quattro innocenti trovarono la morte: due donne e due uomini furono falciati dai mitra in località Bertocci. I quattro furono autorizzati dal comando tedesco, a macinare il grano ad un mulino posto in località “Campitelli”. Nella zona erano arrivate una ventina di SS che si erano appostate sulla riva sinistra del torrente Ombrone. L’area era stata interdetta ai civili ma non tutti ne erano a conoscenza e i quattro, che erano stati autorizzati dal comando tedesco a macinare il grano ad un mulino posto in località Campitelli, dalla località “Villa” scesero fino all’abitato di Bertocci raggiungendo il mulino. Il sergente tedesco che comandava le SS diede ordine di sparare. Il gruppo si gettò a terra ed evitò di essere colpito. Raggiunti dalle SS furono fatti rialzare e invitati ad allontanarsi. Ma appena fecero come gli era stato intimato vennero colpiti. Pochi minuti dopo soppraggiunse di ritorno dal mulino anche un’altra persona, tale Martino, anche lui fu fatto segno di colpi di arma da fuoco ma riuscì a sottrarsi. Il proprietario della casa dove erano di base i tedeschi era il sig. Duilio Castelli, egli protestò per l’accaduto ma gli fu risposto dal sergente che per quanto lo riguardava erano tutte spie. Il parroco Elio Ducceschi andò al comando delle SS e ottenne dagli aguzzini il permesso di dare una sepoltura provvisoria alle povere vittime vicino alla chiesa di Colle, sotto dei castagni. I cadaveri furono poi esumati e portati nel cimitero di Piteccio il 22 ottobre 1944.
L’iscrizione reca incise le seguenti parole
In questo luogo furono barbaramente trucidati dai
nazisti PIETRO TRONCI di 56 anni, RINA RAMI
di 34 anni, GIULIETTA FRANCESCHI di appena 17 anni
e SILVANO NELLI di soli 16 anni.
Eroico fu il gesto dell’allora pievano di Piteccio,
don Elio Ducceschi, che sfidando la morte affrontò
le SS per chiedere la consegna dei corpi. Così
si esprimeva nel suo Diario:
“21 settembre 1944. Quattro innocentissime persone
sono freddate dai mitra tedeschi. Ore 9 circa. Generale
costernazione, esecrazione ed impressione e paura. Dopo
vive pressioni chiedo o ottengo (dal comandante tedesco)
il permesso di trasportare vicino alla chiesa di Colle (Villa)
i quattro cadaveri che furono sepolti [provvisoriamente]
vicino a quella chiesa all’ombra dei castagni”.
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29 settembre 1999
Per volontà della Pievania di Santa Maria Assunta di Piteccio
e di San Matteo a Sammommè
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