Sentiero del fiume Elsa

Sentiero dell’Elsa – Foto di Claudia Sermi
Il percorso del
Sentiero dell’Elsa si trova nei pressi di di Colle Val d’Elsa e ha inizio dalla Via dei Cipressi: è lungo circa 2km (4 fra andata e ritorno) ed è molto facile da percorrere. Il sentiero attraversa più volte il fiume con ponti di roccia e corde legate da sponda a sponda per facilitarne il passaggio. Il colore turchese del fiume spicca fra la folta vegetazione: il punto più suggestivo è la cascata del Diborrato che con un salto di 15 metri finisce in una pozza d’acqua cristallina profonda circa 10 metri.

Il Fiume Elsa nasce in localita’ Molli sulla Montagnola senese: di fatto e’ un torrente privo di sorgenti perenni e si alimenta solo con i suoi affluenti fino a quando non arriva a Gracciano, dove esiste una sorgente perenne che incrementa notevolmente la sua portata d’ acqua. Lasciata la Montagnola, l’Elsa si dirige verso Colle di Val d’Elsa: in questo tratto, dalla sorgente fino al paese di Arnolfo di Cambio, il fiume prende il nome di Elsa Morta in quanto privo di sorgenti perenni che incontra solamente nella localita’ di Gracciano e nella cui zona il comune di Colle ha istituito un parco fluviale. Infatti nei pressi di Gracciano l’area protetta va a tutelare le localita’ delle Vene, nella sinistra idrografica del fiume, e delle Caldane nella destra idrografica: quest’ultima si trova a circa 150 metri dalla Strada Statale 541, detta Maremmana Vecchia, ed era nota in passato come Bagno del piano di San Marziale. Le Vene, invece, meglio note come le Vene di Onci, sono localizzate sul Borro degli Strulli in prossimita’ dell’omonimo borgo medioevale: sono polle di acqua sorgiva con una temperatura costante di 19 ° C ed una copiosa portata contenenti prevalentemente bicarbonato. Il tratto di fiume Elsa che attraversa Gracciano presenta elementi di interesse paesaggistico e ambientale degni di rilievo e numerose e suggestive cascatelle oltre alla grande cascata del Diborrato, che la leggenda vuole essere molta profonda tanto che si mormora che nel corso della Seconda Guerra Mondiale vi sia stato gettato dentro anche un carro armato.(Aldo Innocenti)

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