Villa Le Sacca

La facciata

Poco sotto la collina di Spazzavento, dove si trova il Mausoleo dello scrittore Curzio Malaparte, a nord della citta’ di Prato, si trova un grande edificio ormai ridotto in rovina: si tratta di Villa Le Sacca, storica residenza estiva del Collegio Cicognini. La struttura ha origini antiche, essendo stata costruita nel XIII secolo: nel 1276 era certa la sua esistenza come Monastero di S. Maria a Gamberondoli. Vi risiedeva una comunita’ di suore, dette insaccate per via dei loro particolari abiti: da qui il nome Le Sacca. Nel 1775, con l’alienazione del beni della chiesa, l’edificio fu donato dal Granduca Leopoldo al Collegio Cicognini e quindi trasformato in villa per essere usato come residenza estiva per i convittori del Cicognini. Negli anni Sessanta del XX secolo il Collegio Cicognini smise usufruirne e da allora e’ iniziato il suo declino, con la struttura che va via via sempre piu’ deteriorandosi. Dalla zona della villa di godono belle vedute su Prato e sulla Pianura Pratese.

Com’era
La chiesa

Mulino di Pispola

Il Mulino di Pispola

L’antico Mulino di Pispola si trova nei pressi di Carmignanello, paese della Val Bisenzio, nel Comune di Cantagallo. Il mulino e’ assai noto perche’ nel 1849 ospito’ Garibaldi e il suo aiutante Capitano Leggero (al secolo Giovan Battista Culiolo) quando valicarono l’Appennino per sfuggire agli Austriaci che li stavano braccando. Qui si fermarono la mattina del 26 agosto per ripararsi da un forte temporale e per rifocillarsi. Il padrone del mulino, Luigi Bagioli, detto Pispola, non riconosce il generale, lo riconosce invece l’ingegnere Enrico Sequi, che stava andando a caccia. Sequi, entrando nel mulino, vede i due forestieri e cerca invano di parlare con loro. Ci riesce quando mostra il giornale che ha in tasca e che parla della cattura del generale, avvenuta a Venezia (in realta’ mai avvenuta). Notando l’interesse dei due per quell’articolo, chiede loro se hanno notizie sulla situazione della Repubblica Romana e dove si trovi l’eroe. A quel punto il generale avvicinandosi gli dice: “Amico, Garibaldi e’ nelle vostre braccia”. Sono attimi di grande emozione, ma il Sequi si mette prontamente a sua disposizione per aiutarlo nella fuga. Cosi’ avvenne: da li’ Garibaldi fu aiutato per essere trasportato a prima a Vaiano, poi alla stazione di Porta al Serraglio a Prato. Da li’ la fuga di Garibaldi. Sulla facciata del Mulino di Pispola una lapide ricorda l’episodio di Garibaldi.

Lapide che ricorda Garibaldi

Migliana

Chiesa di S. Maria Assunta

Migliana sorge su un colle in Val Bisenzio, nel Comune di di Cantagallo. Un tempo nei suoi pressi sorgevano due castelli: uno si trovava sul monte Castiglione (ed e’ possibile ancora ammirarne i resti), l’altro probabilmente si trovava nel luogo dove si trova la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta. Questa ha sostituito l’antico Oratorio, dotato di campanile a vela, anch’esso intitolata a Santa Maria Assunta e gia’ censito nel 1189: ora viene usato come polo espositivo. La nuova chiesa e’ stata costruita nei primi decenni del XX secolo ed e’ stata terminata nel 1946: si presenta con facciata a capanna e impianto a croce latina. Migliana e’ famosa per le numerose Sagre che vi si svolgono: la Pro Loco le organizza durante tutto l’anno. Tra le piu’ belle quella sui Presepi, i piu’ interessanti dei quali sono quello meccanico, allestito nell’Ex Oratorio di Santa Maria Assunta, e quello che viene preparato in una stalla in localita’ Le Vergini.

Veduta panoramica