Montemignaio

Castello 1

Montemignaio e’ un antico borgo del Casentino, situato a pochi chilometri dal Valico della Consuma. Il castello di Montemignaio, chiamato anche Castel Leone, fu edificato dai Conti Guidi, originari del castello di Battifolle. Dell’originario maniero rimane poco: i resti della cerchia muraria cingono ancora parzialmente il paese. A destra della porta di accesso svetta il poderoso torrione che fungeva anche da torre campanaria, a sinistra una seconda torre, oggi notevolmente ridotta in altezza. Di notevole importanza e’ la Pieve Romanica di Santa Maria Assunta, la cui costruzione risale al XII – XIII secolo.

Castello 2

Castel San Niccolò

Castello

Castel San Niccolo’ e’ un antico borgo del Casentino, raccolto intorno al suo castello: e’ collegato a Strada in Casentino, dove si trova la sede comunale, da un ponte in pietra (distrutto durante l’ultima guerra, ma ricostruito nelle sue forme originarie) che attraversa il torrente Solano. All’ingresso del paese si trova l’antica Torre dell’Orologio (un tempo torre di difesa della porta), che ha una particolarita’ unica in quanto l’orologio si mostra su due lati con sei ore per lato. Accanto alla porta d’accesso e’ visibile quella che un tempo era la chiesa parrocchiale di S. Niccolo’, oggi restaurata e adibita a piccolo Museo della Civilta’ Castellana. L’edificio piu’ importante del borgo e’ il castello, palazzo – fortezza che si presenta per buona parte intatto.

Torre Campanaria

Cetica

La Fonte

Cetica e’ un paese del Casentino adagiato sui pendii del Pratomagno, lungo l’antica strada che, partendo da Castel San Niccolo’, valicava il crinale del Pratomagno per raggiunge il Valdarno. Il borgo, ricco di storia, e’ formato da tanti minuscoli agglomerati adagiati sulla montagna: Castagneto, Casenzi, Casandoni, Poggio, Susanto, Poggiolo, Borgo Piano, Cavannino, Fattoria, Campolupoli, Cafio, Arsiccia, Callagnolo, La Porta, Campareccia, Perino, Barbato. Tra gli edifici da visitare si segnalano ben tre chiese, S. Maria, S. Michele e S. Pancrazio, ed un antico ponte medioevale in localita’ Cadenzi: merita un visita anche il Museo del Carbonaio. Cetica e’ famosa soprattutto per la produzione d’una patata, la Patata Rossa di Cetica, che si contraddistingue dalle altre varieta’ di patate coltivate nel territorio italiano per l’aspetto dei tuberi, che presentano un’epidermide di colore rosso intenso e con occhi profondi dal fondo rosso scuro. La sua pasta e’ di color bianco latte e presenta frequentemente delle venature di colore rosso in corrispondenza delle cellule del cambio e in prossimita’ dei germogli. Circa tre km. sopra Cetica, lungo la strada che va a valicare il Pratomagno, si trova la localita’ di Bagni di Cetica, le cui gelide acque, conosciute fino dal tempo dei romani , furono meta di pellegrinaggi durante tutto il medioevo perché ritenute miracolose. In particolare, avrebbero acquisito la loro caratteristica di acque miracolose nell’XI secolo, allorquando al Bagno di Cetica sarebbe avvenuto l’incontro di due grandi Santi della Vallata: San Romualdo e San Giovanni Gualberto. Questi, recatisi ignari l’uno dell’altro a Bagno di Cetica per dissetarsi delle sue acque, videro comparire loro lo spirito di un terzo santo, San Romolo, assieme al quale benedissero le acque per dotarle di virtu’ miracolose.