Monte Maggiore

Il Monte Maggiore da Vaiano

La Calvana e’ una gruppo montuoso che si stacca dalla catena appenninica presso Poggio ai Prati e corre verso sud per circa 25 km in direzione della citta’ di Prato: raggiunge la sua massima altitudine con il monte Maggiore (916 m. s.l.m.) ed e’ caratterizzata da grande carsismo, scarsa vegetazione, rocce, dirupi, macchie fittissime ed impenetrabili. Questo itinerario permette di raggiungere la cima principale partendo dal Passo delle Croci di Calenzano: dalla vetta del monte Maggiore si gode di un panorama incommensurabile. Numerosi sono gli animali che frequentano i monti della Calvana, cosi’ come numerosi sono gli animali che vi pascolano allo stato brado: su questi monti si trova una razza di bovini autoctona, la razza Calvana. Della razza bovina della Calvana, un tempo diffusa nell’Appennino Toscano, oggi restano pochi capi allevati fra i monti della Calvana e del Mugello.

Aldo sulla vetta 1
La vetta

 

 

 

 

L’itinerario che andiamo ora a proporre ha inizio dalla localita’ Croci di Calenzano (427 m.), posta proprio sul valico della Statale che unisce Calenzano al Mugello e ci permette di raggiungere la vetta piu’ alta di tutta la catena, cioe’ il Monte Maggiore (916 m.). In cima al valico delle Croci di Calenzano, proprio di fronte al piazzale e al Bar Ristorante, inizia una strada asfaltata che sale tra

Aldo sulla vetta 2

alcune villette, poi su spazi piu’ aperti: la si segue fino ad oltrepassare un poligono di tiro al piattello, perché poco dopo ha inizio sulla destra un’ampia carrareccia (attenzione non si tratta di un sentiero segnalato ma, comunque, molto visibile: sarebbe il 44 P del CAI di Prato); siamo in localita’ Le Colline (quota 605). Lasciamo l’auto e ci incamminiamo su questa strada che ci conduce ad una vasta radura che un tempo doveva essere coltivata: teniamo ora la sinistra, seguendo il contrafforte est del Monte Maggiore, e ci incamminiamo in un sentiero non segnalato ma molto evidente in quanto si tratta di un vero e proprio stradello che un tempo doveva costituire una strada di passaggio in quanto costruito e preparato dalla mano dell’uomo. La salita ora si fa veramente molto dura: il ripido sentiero costeggia sulla sinistra un bosco di pini, ridotto in pessime condizioni, mentre sulla destra si incontrano numerosissimi arbusti di biancospino e di ginepro: dopo circa un’ora di cammino abbandoniamo la boscaglia per uscire sulle vaste praterie del monte Maggiore e per raggiungere in altri 15 minuti il punto piu’ alto (quota 916), posto sulla sinistra e contraddistinto da un cippo, sormontato da una piccola croce, installato dal CAI di Prato.